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L’etichetta alla corte di Versailles - Il privilegio dell'Opéra

La poesia paga i debiti
09 ottobre 2017

Una piccola pastorale in musica, cantata nel villaggio d’Issy nel 1659, nella casa di campagna del gioielliere del re monsieur de la Haye, aveva avuto un grande successo; tutte le strade da Parigi a Issy erano coperte di carrozze di principi, duchi e pari, marescialli, cortigiani e ufficiali di corte; nel pubblici c’era Charles Perrault il favolista, che racconta. Era la prima opera in francese; la musica era di Robert Cambert, e le parole di Pierre Perrin, che era chiuso alla Bastiglia per debiti – pur avendo sposato una ricca vedova, e aver acquisito così la carica d’introduttore degli ambasciatori e dei principi stranieri presso Gaston d’Orléans: ma era perseguitato dal figlio, ed era sette volte che vaniva carcerato. L’opera gli portò, nel fondo della sua prigione, grandi profitti; fu liberato solo a settembre.

[Daria Galateria: L’etichetta alla corte di Versailles, Sellerio editore Palermo, p.225]

Artediritto

L’etichetta alla corte di Versailles Duchi a brevetto 02 ottobre 2017
L’etichetta alla corte di Versailles La penna d’oca del re 25 settembre 2017
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n.7770 - ISSN 2239-7752

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