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Chi trova un Tesoro (1906)

14 maggio 2018 -

In questa nuova rubrica pubblichiamo a intervalli regolari i post più interessanti scritti da Pasquale Tammaro sul blog massimedalpassato.it

 

Siamo stati tutti un po’ Jim HawkinsIndiana Jones Zio Paperone inseguito dai Bassotti e Rockerduck.

Non esiste uomo che da bambino non abbia desiderato essere il protagonista di una avventurosissima caccia al tesoro. Di un tesoro vero, però! Quello che si scova nel forziere di legno dopo aver consultato mappe gialle e sgualcite, con la X bella pressata, il percorso tratteggiato in rosso, l’isola a forma di teschio e l’immancabile e inutile palma.

Si scavava ovunque, con paletta e altri mezzi di fortuna e con quelle nostre mappe immaginarie strette nel pugno: nei giardini, in campagna, nella sabbia al mare, persino nei vasi dei gerani appena innaffiati, ché la terra andava via prima. Per non parlare delle botole e dei passaggi segreti ovunque disseminati nel nostro percorso.

Il più delle volte, si finiva alla fine con il rovistare nei cassetti dei mobili vecchi, o sotto la televisione, aprendo l’anta del mobile che sapeva di cognac e tuffandosi in fondo.

Il più delle volte i miei tesori erano conchiglie bucateaudiocassette o l’Almanacco del Calcio 1971 (sempre sorprendente). E chissà quali sono i tesori dei ragazzini di oggi.

Quello cui davamo la caccia era il brivido di sentirsi i primi a riscoprire qualcosa dimenticato da anni.

Si tratta proprio della stessa sensazione che provo io quando riscopro queste vecchissime sentenze. Ci soffio sopra per mandar via la polvere e ve le racconto.

Questa volta, si parla proprio di tesori!

Una storia bellissima che ha come protagonisti un povero pescatore, Antonio Morville, e niente meno che la Principessa Aldobrandini.

Anche questa sentenza, in certi passi sembra un vero racconto:

Il regio ispettore degli scavi in Anzio con lettera del 30 dicembre 1887 partecipava al sindaco di Anzio che il mare battendo in breccia sulla riva di ponente aveva scoperto una statua di cui il pescatore Antonio Morville aveva potuto prendere la testa; che da visita da lui fatta aveva potuto rilevare che la statua aveva piegato e ceduto entro la propria nicchia su di un lato. In pari tempo invitava il sindaco, a tutela dei di ritti dell’arte e del privato sul cui terreno la detta statua fosse stata trovata, a farla sequestrare, e provvedere perché nessuno avesse potuto deturpare l’opera d’arte fino a che non fossero giunte disposizioni dal Ministero della pubblica istruzione“.

 

[Continua a leggere l’articolo cliccando qui]

 

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta su www.massimedalpassato.it, un blog che si propone di recuperare la storia politica, sociale e civile (prima ancora che giuridica) del nostro paese attraverso le sentenze e gli scritti giuridici di tanti anni fa”.

Illustrazioni di Pakkinart.

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Tribunale Bologna 24.07.2007,
n.7770 - ISSN 2239-7752

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