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Un comodo antifurto: il fucile dietro la porta (1897)

09 luglio 2018 -

In questa nuova rubrica pubblichiamo a intervalli regolari i post più interessanti scritti da Pasquale Tammaro sul blog massimedalpassato.it

 

Chi non si è mai divertito da piccolo a ideare complicatissimi congegni legando chilometri di filo e spago alla maniglia di una porta, da far scattare non appena dall’altra parte la porta venisse aperta? Nei miei giochi dietro la porta c’erano oggetti semi-contundenti costituiti da giocattoli di plastica e simili ammennicoli, nei cartoni animati invece c’è il classico secchio d’acqua che finisce per inzuppare il povero malcapitato (potete vederne invece uno in cui è protagonista un secchio pieno di detersivo cliccando qui) . Per non parlare dello scherzo più tremendo e ferale, ovvero piazzarsi dietro la porta e spaventare con un bel “BUH“.

Quel mattacchione del dott. Montalboddi Iginio di Monte S. Giusto (Macerata) aveva avuto invece la brillante idea di piazzare dietro una delle porte di casa sua direttamente un fucile, col grilletto spianato collegato alla maniglia della porta, sicché chi avesse aperto l’uscio sarebbe stato colpito.

Siamo nel 1897 e da qualche giorno il Montalboddi aveva qualche visita notturna indesiderata, così per star sereno e mettere al sicuro i suoi averi, aveva escogitato un curioso antifurto. E così in una notte di primavera, accade che tal Carlo Masini “notissimo ladro“, che aveva appena finito di scontare 15 anni di in galera, entrato di soppiatto in casa del nostro eroe e aperto l’uscio col trabocchetto, viene freddato dall’efficacissimo archibugio.

Nel giro di nemmeno sei mesi si esauriscono tre gradi di giudizio. Il responso della Cassazione è: non colpevole, perché la morte dipendeva dal solo fatto del ladro che si era intrufolato in casa d’altri.

Che poi, a ben pensarci, il Montalboddi era stato anche fortunato. Poteva capitare ai figli, alla moglie, all’amante, alla zia, o a lui stesso mentre scendeva di notte a prendere un bicchiere d’acqua incappare nel sonno in quella astuta tagliola.

Ora non esultino i fautori della legittima difesa a tutti i costi! Oggi per fortuna a nessun giudice verrebbe in mente di dire che si può impunemente usare un’arma come antifurto. Altrimenti staremmo tutti in casa coi cannoni spianati pronti a esplodere in faccia al primo venuto. Anche se con certi scocciatori..

ps  Ah, per sicurezza, se gli scocciatori siete voi bussate prima di entrare…

pps …no vabbè, bussare sarebbe inutile. Niente.

[Continua a leggere l’articolo cliccando qui]

 

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta su www.massimedalpassato.it, un blog che si propone di recuperare la storia politica, sociale e civile (prima ancora che giuridica) del nostro paese attraverso le sentenze e gli scritti giuridici di tanti anni fa”.

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Tribunale Bologna 24.07.2007,
n.7770 - ISSN 2239-7752

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