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Il più importante Dizionario di diritto napoleonico

03 dicembre 2018 -

Dizionario Universale ossia Repertorio ragionato di Giurisprudenza e Questioni di Diritto. Versione Italiana di una società di Avvocati sotto la direzione dell’Avvocato F. Carillo. Prima edizione veneta... arricchita di una giunta relativa a cangiamenti apportati dalle leggi civili e penali attualmente in vigore presso tutti i regni e stati italiani.

Merlin Philippe Antoine

Stampato da Antonelli, Venezia, 1834 - 1842

In 8° | cm 24

Sono 15 tomi in 16 voll. di più di 1000 pagine ciascuno.

Bella mz-pelle coeva con ricchi fregi e diciture in oro al dorso, doppio tassello, tagli gialli (alcuni un poco sporchi).

Opera principale dell’insigne giurista francese, in cui viene presentato lo scibile forense tra fine ancien regime e inizio dell’età dei codici in questa edizione comprende anche la raccolta delle Question ovvero un gran numero delle sue cause e  requisitorie, con il testo degli arrets della Corte di Cassazione cui si riferiscono, inoltre l’edizione italiana curata dall’Avv. Carrillo contiene una interessante e utile giunta "relativa a’ cangiamenti apportati dalle leggi civili e penali attualmente in vigore presso tutti i regni e stati italiani". Segnaliamo l’Indice Alfabetico generale e ragionato delle materie con l’indicazione dei luoghi analoghi dei recenti Codici Italiani di 1204 pagine.

 

Note sull’opera

Sparse fioriture.

 

Note sull’autore

Merlin Philippe Antoine

Legislatore francese, nato ad Arleux il 30 ottobre 1754, morto a Parigi il 26 dicembre 1838. Compiuti i suoi studî a Douai, il M. divenne avvocato al parlamento di Fiandra nel 1775, membro del consiglio d’appannaggio del duca d’Orléans nel 1789 e deputato del terzo stato per il baliaggio di Douai agli Stati generali del 1789. All’assemblea costituente si rivelò non un grande oratore, ma uno dei più esperti legiferatori (abolizione del regime feudale, legge sulla caccia, successione ab intestato, abolizione dei diritti di primogenitura, ecc.). A lui toccò l’onore di proclamare, a nome dell’assemblea, ai principi tedeschi che l’Alsazia era francese non per i trattati del 1648 e del 1697, ma per sua libera volontà, e questa fu una delle prime affermazioni teoriche del nuovo diritto d’autodecisione dei popoli (novembre 1790). Sciolta la Costituente, diresse la presidenza del tribunale criminale del nord (settembre 1791- settembre 1792) benché fu eletto deputato alla Convenzione. Votò la morte di Luigi XVI, ma, come commissario alle armate del nord prima, di Vandea poi, si mostrò assai temperato, tanto da suscitare i sospetti del Robespierre. Prima però che questi sospetti prendessero corpo, il dittatore fu rovesciato da quella reazione termidorista, di cui il M. era uno dei capi. Allora il M. entrò nel comitato di salute pubblica, sciolse il club dei giacobini e propose col suo rapporto del 30 settembre 1795 l’immediata annessione del Belgio alla Francia. Membro dei Cinque destinati a provvedere alla sicurezza della Convenzione, egli investì dei pieni poteri Barras e Bonaparte nella famosa giornata del 13 vendemmiaio. Compilò poi il codice dei delitti e delle pene, fece parte del consiglio degli Anziani e divenne ministro della Giustizia, poi della Polizia, infine di nuovo della Giustizia (1796). Portato al Direttorio dal colpo di stato del 18 fruttidoro, ne fu sbalzato da quello del 30 pratile (18 giugno 1799). Salito al potere, Bonaparte trovò nel M. un prezioso collaboratore nelle sue riforme legislative e lo colmò di onori: procuratore generale alla Corte di cassazione (1801), consigliere di stato a vita, cavaliere dell’Impero (3 giugno 1808), conte (14 aprile 1810), grand’ufficiale della Legion d’onore. Sebbene avesse firmato l’indirizzo della Corte di cassazione per il ritorno dei Borboni, il M. perdette le sue cariche nel 1814 e le riacquistò nei Cento giorni; ricaduto Napoleone, dovette esulare prima nel Belgio e poi in Olanda e non rivide la Francia che dopo la rivoluzione del 1830. C.f.r Treccani Enciclopedia.

[Proposte della Libreria Giuridica Bonfanti di Bonfanti Luigi per i lettori di Filodiritto]

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Tribunale Bologna 24.07.2007,
n.7770 - ISSN 2239-7752

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