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Il G.i.p. ha avallato l’inferiorità italica di Paola Egonu

Paola Egonu
Paola Egonu

Il G.i.p. ha avallato l’inferiorità italica di Paola Egonu

 

Nel libro ‘Il Mondo al Contrario - riferendosi all’apprezzata pallavolista italiana Paola Egonu, nata a Cittadella (Padova) da genitori nigeriani - il generale Roberto Vannacci ha scritto: “Anche se è italiana di cittadinanza, è evidente che i suoi tratti somatici non rappresentano l’italianità”.

Il G.I.P. ha disposto l’archiviazione della querela presentata dalla signora Egonu per diffamazione, assumendo che dalla frase di Vannacci non emerge "un superamento del limite della continenza che possa dirsi indicativo della volontà, da parte dell'indagato, di offendere gratuitamente la reputazione" di Egonu, "di denigrarla, di sminuirne il valore, di portare un attacco indebito alla persona".

Tale provvedimento merita qualche riflessione. Intanto il significato logico dell’espressione oggetto di querela è palese: sebbene ‘formalmente’ cittadina italiana, lei signora Egonu, non lo è dal punto di vista somatico, essendo i suoi tratti schiettamente nigeriani, anziché italiani! Con tale comparazione, che nessuno (e tanto meno la Egonu) aveva stimolato, il generale Vannacci instaura dunque una gratuita gerarchia d’italianità. Da una parte – superior (a monte) - l’eccellenza, e cioè i cittadini con caratteri somaticamente italiani (quali?) e perciò stesso autentici e perfetti italiani, come lo stesso Vannacci, che ‘rappresenta’ l’italianità. Dall’altra – longeque inferior (assai più a valle) - i cittadini spuri (pressoché meticci), perché somaticamente diversi dai veri italiani, come la signora Ebonu, che dunque non ‘rappresenta’ l’italianità. In conclusione, da tale inaudito confronto il cittadino Vannacci deduce – e proclama - la propria ‘superiorità’ italica sulla cittadina Ebonu, facendole pesarle la sua affermata ‘inferiorità’ somatica. Resta vulnerata in tal modo la reputazione, cioè il riflesso oggettivo dell’onore personale, della Egonu in quanto cittadina italiana? Certamente sì! Ben vero, l’isonomia, cioè l’eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge e innanzi tutto nei rapporti sociale, è proclamata solennemente (anche e soprattutto) dall’art. 3,1° Cost., a prescindere da ogni differenza anche somatica (‘senza distinzione di condizioni personali e sociali’), mentre non a caso l’art. 6 Cost. ammette l’intervento del legislatore soltanto per le minoranze (non somatiche, ma soltanto) linguistiche. Opinione isolata quella del Vannacci e di mero principio, come tale sostanzialmente innocua per la reputazione dell’Ebonu? Certamente no. Il generale Vannacci ha ricevuto 532.368 consensi elettorali alle ultime elezioni europee. É ragionevole presumere perciò che molti dei suoi sostenitori condividano la cervellotica superiorità italo-somatica (o tout court razziale) asserita dal Vannacci nel suo libro, rivelatosi da subito per altro un grande successo editoriale. Archiviato il procedimento penale nei confronti del Vannacci, ora ciascuno dei suoi numerosi sostenitori è autorizzato a liberamente far pesare all’Ebonu l’asserita superiorità somatica impunemente professata dal Vannacci; che, frattanto eletto al Parlamento di Strasburgo, da tale pulpito potrà più agevolmente operare per reiterare e attuare i propri propositi discriminatori.

Ma allora perché decretare addirittura l’inazione nei confronti del Vannacci, che ha attribuito all’Ebonu un’insostenibile minusvalenza della sua cittadinanza, determinata – in plateale contrasto con l’art. 3, 1° Cost, - soltanto dalle sue sembianze nigeriane del tutto irrilevanti?

Ancorché i cittadini italiani non hanno di regola i tratti somatici nigeriani, il mero dato statistico non autorizzava il generale Vannacci a impunemente negare o declassare la verace italianità della querelante: per l’art. 3 Cost. tutti i cittadini sono ...normalmente e parimenti italiani, ‘senza distinzione di condizioni personali e sociali’! E niente giustifica perciò il negativo giudizio di valore espresso dal Generale. Anche i ciechi rappresentano una minoranza statistica del popolo italiano, ma nessuno può asserire impunemente che essi “non rappresentano l’italianità”, per tal via impietosamente e arbitrariamente screditandoli. L’isonomia è volta per l’appunto a ‘superare’ dal punto di vista valoriale, e nel senso hegeliano del termine (Aufhebung), proprio le rilevazioni statistiche.