Evoluzioni di Modelli e Principi di Economia Legislativa sulla base delle Tutele “Multilivello” costituzionali
Evoluzioni di Modelli e Principi di Economia Legislativa sulla base delle Tutele “Multilivello” costituzionali
La complessa situazione geopolitica moderna, caratterizzata dalla spinta ad abusare della propria “posizione dominante” da parte dei grandi blocchi di potere ora democratico ed ora autocratico-oligarchico, richiede oggi una complessa interazione tra i diversi livelli di fonti normative. Questo avviene nei vari campi dell’azione degli stati e delle comunità sovranazionali, anche nel quadro dell’azione economica.
Le Leggi di Bilancio annuali e statali e le diverse Leggi Economiche regolamentano oggi nuove fattispecie nazionali ed internazionali, anche penali economiche, e pertanto devono misurarsi all'interno di fenomeni non soltanto geopolitici, ma di analisi Strategica economica, finanziaria e giuridica, da tradurre secondo una normativa Costituzionale di Principio.
Nel concreto, se le guerre geopolitiche prevedono sempre più restrizioni di Diritto Internazionale Economico Tributario, occorre condurre un’analisi costruttiva e rivedere la nuova- legge economica statale (annuale) ed i suoi obiettivi di crescita economica, nel quadro del c.d. potere di Regulation Pubblica Trasnazionale (come è avvenuto nell’AI ACT UE); non solo dunque il semplice bilancio statale, ma uno strumento più complesso e dinamico basato su un esame ciclico, multidisciplinare, nel breve e lungo periodo. L’effetto innovativo è pertanto una nuova visione ambientale-costituzionale della crescita strategica per più settori guida - che è anche un mezzo strategico vitale di contrasto alla secolare crescita del peso del debito pubblico -.
In tal senso, gli economisti hanno avanzato la teoria dei quattro pilastri strategici dell'industria come motore della crescita economica statale e della politica statale e internazionale a larga scala;
a) rafforzamento e tutela del Made in Italy (fashion, food, forniture, design e tecnologia) assieme all’industria manifatturiera
b) concentrazione primaria della chiave “Strategica Industriale” ai fini del rafforzamento dei poli strategici per sicurezza, salute e sviluppo sociale – Farmaceutico, IT, Difesa/Aerospazio – istituendo una Cabina di Regia dello sviluppo economico nazionale strategico derivato.
c) Implementazione di Politiche pubbliche di riduzione del costo dell’energia, anche all’interno di studi accoppiati ai vantaggi effettivi e competitivi per i cittadini. Fra i vari strumenti utili al raggiungimento di questo obiettivo si possono considerare il disaccoppiamento fra prezzo elettrico e quello del gas; l’ incentivazione e gli studi per l’equilibrio effettivo dell’indice dei costi e prezzi con effetto deflattivo del divario economico sociale in essere; l’incentivazione delle quote di ricavo degli Enti del Terzo settore (ETS), a sostegno dell’industria energivora, con la derivata sostenibilità d’idrogeno verde, lo sviluppo dell’ economia circolare e delle sue norme etiche innovative ed infine le politiche pubbliche a favore delle attività scientifiche di cattura del carbonio; la riduzione della dipendenza strategica dalle materie prime estere, con il potenziamento dell’attrazione dei capitali finanziari, specie se sostenibili anche a livello etico-ambientale
d) riduzione sostanziale del peso della burocrazia statale e UE per imprese, Giustizia e Pubblica Amministrazione, che assieme alla crescita Formativa di Specializzazione nel lavoro, ricerca e sviluppo, e al potenziamento del Ruolo delle Autority (anche quelle neo costituite (a livello comunitario ue) a garanzia Diretta dei Diritti dei Cittadini) può portare ad abbattere, anche in termini economici, il peso eccessivo di una macchina giudiziaria statale vetusta, e garantire la tutela dei Diritti Fondamentali di Cittadini, Terzo Settore e Imprese di ogni natura.
Al di là del contesto dei citati quattro pilastri strategici dell'industria, altro settore fondamentale di intervento settoriale dovrebbe essere quello delle produzioni industriali strategiche, secondo una nuova politica di recepimento della c.d. neutralità tecnologica. Ugualmente nell’ambito della Legislazione Ue sui Farmaci, appare ineludibile l’elaborazione di normative chiare ed indiscusse in modo che sia accresciuta la copertura brevettuale in materia e si operi in un nuovo mercato nazionale e internazionale interattivo, attrattivo e finalmente competitivo, sia per la UE, e di conseguenza anche per gli stati.
Lo stesso obiettivo di sostenibilità economica e internazionalizzazione efficiente, a proposito del primo pilastro per il settore Tecnologico, deve riguardare il fattore guida dell’Intelligenza Artificiale, nella gestione societaria di nuove imprese fornitrici dei sistemi di IA, e nell’implementazione economica societaria associata, rappresentando per l’effetto un elemento basilare di crescita macro aggregata economica, nel breve e nel lungo periodo, sia a livello comunitario, sia a livello statale interno, che nei confronti delle grandi potenze economiche, Cina e Usa.
Ugualmente appare in quest’ottica necessario incentivare la gestione pubblico-privata legata alla fruizione e valorizzazione d’eccellenza del patrimonio culturale non solo storico-artistico. L’analisi, ex ante a livello programmatico, delle ingenti ricadute di crescita economica derivata – può portare alla creazione di una sezione Legislativa ad hoc dedicata agli sviluppi macroaggregati e strutturali dell’economia dei Beni Culturali. In questo settore ove, lo Stato Italiano detiene un primato assoluto di bellezze e beni culturali, le stesse innovative garanzie giuridiche euro-costituzionali del quarto e ultimo pilastro industriale, e cioè la riduzione sostanziale del peso della burocrazia statale, dovranno accompagnarsi ad altre politiche: potenziare il ruolo delle Autority o autorità regolatorie, elaborare e sviluppare normative di Regulation Pubblica-Privata, laddove mancanti; interconnettersi con lo sviluppo di normative più evolute in materia di Tutele, Circolazione e Valorizzazione dei Beni Culturali, tutela del diritto d’Autore e dei Brevetti.
Lo sviluppo di politiche strategiche nazionali in ambito programmatico, non solo economico finanziario, deve tradursi in un esame analitico e scientifico preventivo delle economie di breve e lunga durata, finalizzate alla realizzazione macroeconomica degli effetti chiave per cui si opera attraverso le leggi economiche annuali statali; in particolare, il governo dovrà essere chiamato a chiarire, ex ante, le raccomandazioni da presentare con altri stati membri alla Commissione UE, in tema di abbattimento della burocrazia con particolare riguardo al tema di riduzione delle tempistiche delle procedure del c.d. Chips Act Ue, legate agli Aiuti di Stato; tra questi è importante snellire gli oneri burocratici degli Ipcei, ovvero i grandi progetti d’interesse comune nell’Innovazione ed in particolare nei settori strategici industriali, come per la semplificazione dei finanziamenti delle PMI legate alle procedure d’appalto ed il salvataggio dalla tassa sul carbonio dell’export industriale siderurgico, o ancora lo sviluppo ex novo del programma ( negli Ipcei) “Microelettronica III”.
La prospettiva strategica di Multilivello Costituzionale pone l’accento, sulla preventiva Regolazione pubblica dei livelli economici statali, rispetto agli obiettivi di controllo della Spesa Pubblica. I presupposti europei delle leggi economiche di Spending Review, dovranno accordarsi agli interventi normativi nazionali degli ultimi trent’anni: la Legge n.127/1997, sullo snellimento dell'attività amministrativa e dei procedimenti di decisione e di controllo; la Legge n.24/2007 recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato; la Legge n.133/2019 sulle attività e poteri strategici nazionali, con il completamento in tema di materie di sviluppo economico, la Legge n.136/2023, noto anche come Decreto Assett, che regolamenta Poteri Speciali Strategici nazionali – al fine di implementare l’abbattimento annuale e progressivo della Spesa Pubblica.
Sul punto necessita sviluppare funzioni pubbliche strategiche e legislative, che siano in linea con “le attività connesse all’attuazione della nuova governance europea”. Fra queste, l’auspicabile istituzione di una nuova Direzione sugli Illeciti Finanziari nella pubblica amministrazione, ossia una specifica Task Force o cabina di regia (similare al modello gestionale PNRR) in materia di Revisione della Spesa Pubblica; nonché di elaborare un Piano di Recupero Fondi da Spese pubbliche Irregolari – ovvero un recupero annuale dei fondi persi nel bilancio statale: basti pensare ai fondi non rendicontati in materia di sanzioni amministrative a livello locale; alle tante programmazioni finanziarie legislative e Ministeriali stanziate e poi non eseguite; ci si riferisce a quanto previsto dal DL PA 2025 convertito in Legge n.69/2025 sulle attività finalizzate allo sviluppo di prevenzione dal riciclaggio, al contrasto al finanziamento dello stesso, alle azioni specifiche in materia di contrasto alla proliferazione di armi di distruzione di massa, alla vigilanza coercitiva secondo le misure restrittive previste dai Regolamenti Europei.
Difatti, grazie ai nuovi Regolamenti e Direttive Comunitari in materia, lo stesso D.L. P.A. 2025 convertito in Legge n.69/2025 sulla Pubblica Amministrazione, sembra orientato allo sviluppo di Rapporti Bilaterali Internazionali e Comunitari, gestiti a livello Ministeriale economico, nell’ottica del doppio binario di regolamentazione normativa (primaria e secondaria) e contestuale vigilanza dei sistemi finanziari, a rischio di attività illecite.
Nonostante i Regolamenti Comunitari in materia e l’ambito programmatico del multilivel costitutionalism, si tratta ancora di una funzione pubblica carente in concreto. Un eccezione è costituita in materia di salvaguardia degli assetti proprietari delle società operanti in settori reputati strategici e di interesse nazionale, che il legislatore ha organicamente disciplinato - con il decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21 (difesa, sicurezza nazionale, energia, trasporti, comunicazioni).
A livello Comunitario, il Consiglio Europeo ha in particolare previsto la c.d. Agenda Strategica 2024-2029; in tal senso, l’effetto più innovativo, in termini di Priorità di sviluppo scientifico economico, è l’unione tra le azioni concernenti l’obiettivo di contrasto al cambiamento climatico e le nuove politiche economiche internazionali basate sul Multilateralismo c.d. Geopolitico; detto obiettivo determina, da un lato l’azionabilità diretta, anche a livello scientifico, di forme “diffuse” e neo-costituzionali di protezione preventiva dei cittadini. Ciò avviene in specie per le emergenze sanitarie, climatiche e migratorie globali. Dall’altro lato determina la realizzazione di un mercato unico globale ai fini di energia, finanza e telecomunicazioni. Sulla base dei tre Pilastri dell’Agenda, ovvero Libertà e Democrazia, Sicurezza, Crescita e Competitività, il nuovo spirito Comunitario e Costituzionale, dovrà informare lo sviluppo legislativo e programmatorio economico degli Stati membri; in quest’ottica, non è più sufficiente un semplice programma strategico, che coniughi lo sviluppo green a quello energetico e digitale, ma occorre intraprendere azioni ed investimenti strategici operativi (ad es; elettrificazione, digitalizzazione, economia già abbozzati come sviluppo operativo dal PNRR) a lunga durata, in grado di promuovere e sviluppare nuovi modelli e strumenti di tecnologia “pulita” ad impatto ambientale sostenibile, secondo i benefici della nuova BioEconomia. Tali azioni, a loro volta possono strategicamente determinare l’effettivo aumento del reddito reale e del potere d’acquisto: - ciò avviene nei paesi scandinavi, dove - fra Flexisecurity, Green e Smart City- si percepiscono gli effetti di crescita economica maggiore, anti-inflazione ed anti-instabilità finanziaria c.d. “endogena”.
Un ruolo fondamentale nella Crescita Economica Strategica a medio e lungo periodo è data dalle attività specifiche di Controllo Gestionale, e da auspicabili innovazioni legislative in tema di relativo al Monitoring e al Controllo Strategico di gestione pubblica e societaria (anche in relazione al Piano Strategico Industriale).
In particolare le Policy degli Advisor primari (fra cui la fondamentale Cassa Depositi Prestiti), stanno già introducendo principi e norme innovative nell’economia pubblica e societaria; l’auspicio è che tale processo evolutivo possa a breve tradursi in una indispensabile Funzione Pubblica primaria, nel rendiconto consuntivo delle Leggi Programmatiche Finanziarie.
In particolare, lo sviluppo dato dai Chips Act, quali modelli contrattuali istituiti dalle Istituzioni UE, consentirebbe attualmente di prevenire, in termini Programmatici di ampio respiro, gli squilibri inflazionistici di derivazione c.d. impura. Si pensi ai possibili effetti negativi della Politica Americana dei Dazi. Detti effetti vanno studiati, analizzati, nel loro impatto di costi economici e di sviluppo economico, e contrastati, attraverso fondi e policy ad hoc, da immettere nel quadro economico legislativo statale.
Completa il quadro dei raccordi e delle relazioni statali governative economiche strategiche, la necessità d’istituire una cabina di Monitoraggio governativa, anche in capo ai Ministeri (MEF) che garantisca il rispetto degli Obblighi derivati dalla Convenzione delle Nazioni Unite, contro la Criminalità organizzata Trasnazionale. Le funzioni assegnate a detta cabina di regia governativa, dovranno basarsi sul modello giuridico di Diritto Internazionale in termini di Multilateralismo, nella tutela derivata di diritti e centri economici d’interesse statale strategico.
Sul punto, di maggior rilievo, è senz’altro l’azione di Cooperazione Giudiziaria Internazionale , che ne potrà derivare; Il reciproco riconoscimento fra gli Stati di procedure su notifiche, prove e riconoscimento di decisioni, dovrebbe apportare, per l’effetto, quell’evoluzione auspicata dell’ordinamento giuridico economico e giudiziario. In particolare, le innovazioni tecnico-probatorie, consentono a livello statale, di programmare il rientro economico di molto ingenti capitali illeciti, profitto del crimine economico Trasnazionale, nonché altresì, il rispetto degli obblighi giudiziari nazionali e sovranazionali di protezione delle vittime , garantendo così, ai cittadini il certo diritto all’indennizzo risarcitorio. Detta forma di tutela potrebbe espandersi nei diversi e plurimi settori dell’ordinamento – sottraendo, nell’ottica del “Multilivello Costituzionale”, i cittadini stessi, dalla burocratizzazione giurisdizionale processuale, lesiva di fondamentali diritti costituzionali, nonché di diritti civili e interessi sociali.
Un altro ambito da incentivare ed implementare, per i suoi fondamentali effetti benefici di ritorno economico programmatico ed a larga scala, è legata all’applicazione di studi ed attività di ricerca sulle azioni politiche e non solo di crescita economica strutturale per cicli e territori. Si pensi, all'Istituto di studi sul Mediterraneo (ISMed), all’interno del CNR, ed alle nuove Linee di Ricerca economica scientifica Cooperativa, elaborate dal medesimo istituto, sul problema geopolitico del mancato superamento dei divari socio-economici, sia all'interno di singoli paesi , che tra la sponda sud e nord del Mediterraneo, ovvero fra aree povere e ricche.
Nonostante il persistere di legami funzionali, storici ed economici di lungo periodo, queste aree, infatti, tendono a non convergere. Per superare questo limite ad un’azione unitaria, occorre comprendere le differenze nei processi di sviluppo socio-economico di un territorio, con un’analisi Macroeconomica chiave, sia, sui divari tra paesi, che tra le aree all'interno di un singolo paese. Cosìcchè ulteriore effetto innovativo e di notevole valore aggiunto, può essere la crescita strutturale del Mezzogiorno d'Italia, nell’ottica dell’implementazione della funzione di Coesione Economica e dei fondi aggiuntivi strutturali, acquisibili dalle stesse politiche coesive economiche, sociali e territoriali. Quest’ultimo principio ad oggi trascurato nella sua potenziale portata, quale funzione Sussidiario-Solidale in ambito comunitario e costituzionale economico, dovrà caratterizzare il livello macroeconomico statale.
Nel settore prettamente Bancario e Finanziario, lo sviluppo programmatico di nuove linee virtuose di coesione economica, quale elemento “sanante” fondamentale di sviluppo economico e finanziario trae origine dalla normativa euro-costituzionale multilivello. Questo campo di attività è oggi caratterizzato da alcuni fenomeni distorsivi del sistema: lo strapotere delle posizioni di abuso di posizione dominante, tipiche di un sistema finanziario che si evolve in modo irregolare e accidentato; la situazione geopolitica, legata ai fattori Societari (“Algoritmici”) dominanti di globalizzazione deviante, divisa, fra Mercato e nuovo tessuto Macro Imprenditoriale, per “blocchi” economici occidentali e orientali; nonchè altresì, le specifiche politiche e misure economiche in tema di Vigilanza Prudenziale legate alle attività degli istituti di credito (Stress Test, Vigilanza Unificata in tema di svalutazione di NPL, e crediti deteriorati di varia natura, rafforzamento normativo e generalizzato della disciplina della Due Diligence Societaria); di contro in termini positivi, le forme innovative di Finanziamento degli Attivi, fra cui le stesse Misure per obiettivi Macro Economici Normativi del PNRR,possono determinare un riequilibro in termini di crescita assistita e appunto resiliente, dinnanzi alla rigidità normativa della stessa dovuta attività di Vigilanza, nel difficile rapporto, fra rischiosità degli impieghi e capitale bancario finanziario, accantonamenti sulle sofferenze e svalutazione dei cespiti.
Rimane l’interrogativo, se il Sistema Bancario, dinnanzi alla complessità di sistema, risulterà, o meno, in grado, di fronteggiare, la problematica della sostenibilità concreta della ripresa economica.
Dal complesso di tale analisi economica bancaria e finanziaria internazionale, a livello Statale, occorre pertanto, garantire legislativamente dei rinnovati Modelli di Coesione Assistita nello sviluppo dei processi guida di crescita democratica. Tanto può consentire di difendersi dai Rischi Monopolistici o Oligarchici di Mercato, implementare normativamente, nel solco strategico costituzionale, le strategie per prevenire le casistiche di violenza economica in senso ampio, generata dal mercato globale e dai suoi nuovi rapporti relazionali Internazionali per blocchi di potenze e settori economici chiave. Occorre in definitiva autoproteggersi ex ante, con Legge Economica per analisi “ciclica”, dalla rischiosità delle distorsioni di mercato interne ed internazionali.
In termini scientifici-strategici , le leggi economiche devono poter tradurre ex ante azioni di contrasto al fenomeno globale del dumping economico, ed alle distorsioni bancarie su disequità/discriminazione di tassi e interessi nel mercato a-regolamentato.
I processi distorsivi che hanno come minimo comune denominatore, la violenza economica sia nel mercato interno che internazionale, divengono pertanto modello preventivo multidisciplinare di controllo ex ante delle discriminazioni di mercato interne ed internazionali, al fine di programmare nello specifico in ambito economico finanziario, delle nuove linee guida Legislative economiche a valenza strategica e scientifica. La legge economica e di bilancio nell’ottica e secondo gli indirizzi annuali della Legge Europea, deve ormai poter prevedere l’andamento ciclico economico deflattivo o d’inflazione, così come deve essere in grado di porre in essere specifiche azioni di contrasto, secondo Linee guida Internazionali, nei confronti dei fenomeni d’Inflazione Economica e di Perdita potere d’acquisto e spesa pubblica e dei cittadini. Ad esempio, in termini correttivi economici, lo stesso Piano di Resilienza e Resistenza, cd. PNRR nella sua esecuzione definitiva, deve statalmente potersi raccordare con le azioni di contrasto alla Povertà e a favore della Crescita Economica in termini macro e microeconomici, attraverso soluzioni e strategie, da riportare in Leggi di Bilancio e Programmatiche, articolate per aree e settori Strategici Chiave, come per le Infrastrutture pubblico private.
In ordine alla già analizzata Politica Economica Strategica Industriale; alla luce dell’andamento geopolitico internazionale è opportuno prospettare un macrosettore normativo economico (con apposita attività strategica di analisi, di ricerca, e di monitoraggio Scientifico, prodotta di concerto tra Ministeri competenti, Presidenza del Consiglio, Ufficio di Bilancio Parlamentare), che, nell’ottica Cooperativa legata al Multilivello Costituzionale, studi, analizzi e monitori di continuo lo sviluppo macro-aggregato di nuovi Accordi e Programmi Concertati di sviluppo. La vicenda dazi Usa-Cina e Usa-Ue suggerisce un cambio di rotta, all’insegna di un Pacifismo Cooperativo di sviluppo armonico e costruttivo, da risolvere caso per caso, in termini specifici.
Sul punto, la conseguenza più importante del Controllo Gestionale Macro Aggregato economico-finanziario è una Linea Normativa Economica e correlata all’Azione Governativa di Contrasto Programmatico economico a Frodi e Sperperi Economici, legati ad es. alla difficoltà di recupero di ingenti risorse di denaro pubblico, da riportare quale voce o capitolo ad hoc, del bilancio statale.
Un esempio paradigmatico è quello del mancato incasso di multe e sanzioni, per i comuni di medie dimensioni, in danno delle PA centrali e periferiche, che, fra mancati introiti diretti, costi aggiuntivi per procedure di recupero, minore disponibilità di risorse per servizi pubblici, scontano un danno complessivo di diverse centinaia di milioni di euro l’anno.
E’ solo una stima approssimativa, giacché non esistono regole effettive di rendicontazione pubblica obbligatoria sulla materia a carico dei Comuni e che lo Stato prevederebbe come parte microaggregata al Bilancio e le sue leggi di settore, consentendo un ingente rientro economico.
In tal senso appaiono deboli, le azioni di contrasto alla malversazione di fondi pubblici, o pubblici privati, deboli e superate le tutele giurisdizionali ex post, carenti le politiche di controllo della Corte dei Conti , se si eccettua l’importante Controllo annuale di Parificazione, incerti i confini delle fattispecie penali a carico della PA, autoreferenziali i criteri di definizione dell’efficacia dell’azione amministrativa.
In tale contesto di spesa pubblica, un quadro analitico e specifico, nelle nuove Leggi di Bilancio va scientificamente e strategicamente costruito e non solo per le società pubbliche e le banche in termini di Risk Controller sulla Spesa Pubblica; in particolare, le stesse banche negli ultimi anni hanno beneficiato del regime “instabile” del beneficio delle garanzie pubbliche statali, senza tuttavia un controllo effettivo dei costi pubblici, determinati da questi aiuti. In tal senso, è allo studio legislativo la possibilità di nuovo decreto interministeriale finalizzato a tassare con costi aggiuntivi gli istituti che fanno più ricorso a coperture pubbliche. Occorre cioè intraprendere e attuare una funzione statale di statistica economica, che possa a sua volta fungere da strumento di regolamentazione della spesa causata sul bilancio statale, dalla attività bancarie. Il punto di partenza dovrebbe essere l’analisi anche storico economica del peso negativo che dal dopoguerra molte banche determinano sul Bilancio Statale ed in particolare quelle legate ad un ottica riduzionistica e “bizantina”, nell’interpretare le Linee Guida di Banca d’Italia e TUB. Tale ottica è rimasta incapace di favorire la tutela del credito, quale fattore che concorre allo sviluppo della persona fisica, ed alla tutela di quella giuridica – anzi a discapito di quest’ultimo. Ne dovrebbe derivare anche un azione di Recupero finanziario a carico degli stessi Istituti di Credito, del Beneficio Economico Statale, ottenuto negli anni.
In definitiva, la suddetta Funzione anche Statistica Economica di controllo Regolatorio, del peso negativo determinato dalla spesa pubblica, deve ormai, obbligatoriamente, divenire una Voce guida nella stesura del DPFP e della Manovra Finanziaria finale, assieme al controllo analitico delle spese per Target ed Obiettivi resi dalle stesse Società Pubbliche e Ministeriali come Anas, Invitalia, e Partecipate pubbliche. Detta attività dovrebbe svolgersi nel quadro dei parametri Regolatori, Comunitari ed Internazionali, stabiliti in materia da diversi interventi come la Normativa Basilea III, la CRD, l’ABE, ed il CRR, per il settore Bancario. Il tutto, dovrebbe avvenire, nonostante le linee Inflazionistiche Internazionali ( nella gestione della c.d. Moneta Pubblica Internazionale) seguite ad oggi da BCE, FED, e Organi Sovraordinati di Controllo Bancario e Finanziario come la BRI (“Bank of International Settlements”), siano a loro volta carenti di Regolatori effettivi sull’andamento dei mercati ovvero siano fondamentalmente a-regolamentati in termini Scientifici Analitici e Legislativi.
In definitiva anche in approssimazione, le analisi statistiche economiche associate, indicano che sono decine di miliardi l’anno sperperate potenzialmente in più settori e di cui ne rientrano come effettive voci economiche, neanche un quindicesimo delle perdite.
La conclusione è che pertanto Leggi Economiche e di Bilancio annuali vanno rimodulate completamente a livello strutturale per contenuti, servizi e settori , partendo nell’analisi Strategicamente orientata, dalla sezione quadro, tutela dei diritti fondamentali economici e di sviluppo occupazione d’eccellenza e politiche di crescita economica strategica e “neocostituzionale”; - in primis industriali-ambientali secondo quadri ciclici strutturali a media-lunga durata temporale – per poi via via rimodulare settore per settore economico, seconde le analisi scientifiche ivi prospettate, con effettiva rispondenza di crescita economica riallocata e di correzione continua in tempo reale e macroeconomica delle diverse distorsioni anche normative.
Infine fondamentale è l’inserimento Strategico Economico di un Quadro normativo, relativo alla Programmazione continua delle politiche economiche a carattere Industriale, Ambientale e tecnologicamente avanzato in termini specifici di Piani di “Concertazione multilivello” da strutturare anche internamente e localmente (anche a livello Comunale, oltrecchè Regionale).
La logica della governance multilaterale legislativa deve informare anche i rapporti internazionali statali, perché lo sviluppo adeguato di politiche di crescita deve necessariamente oramai passare dall’economia internazionale; si è visto che se da un lato le restrizioni dei dazi USA hanno sovvertito il libero mercato, dall’altro lato il modello Multilaterale dell’Accordo di Associazione Ue-Israele in tema di tutela dei diritti umani oltreché di libero scambio, bilanciato dalla non belligeranza, che lo stesso Israele dovrebbe garantire, ha per la prima volta, costituito un piano di concertazione economica internazionale che in tempo reale consente di regolamentare diritti reciproci e scambi economici, privilegiando misure significative per migliorare la situazione umanitaria nella Striscia di Gaza», oltre a «aiuti su larga scala forniti direttamente alla popolazione» nel quadro di un processo economico assistito di sviluppo internazionale;
Comparativamente, anche se, si tratta di multilateralismo Internazionale per ragioni umanitarie di contrasto ad atroci crimini di guerra Israeliani e di Hamas, tale Accordo di Associazione multilaterale, può rappresentare una nuova guida legislativa economica internazionale, e nella specie, in grado di “forgiare” una funzione(anche contabile economica) innovativa di efficacia regolatoria a lungo termine. Si può pensare a che; valori come la Solidarietà Attiva, nel nuovo Multilateralismo Economico Internazionale, possano divenire motore sostenibile di nuove Fonti Economiche-Legislative(Internazionali), in grado di proteggere legislativamente, ex ante, i singoli stati, dagli squilibri Geopolitici Internazionali, determinati dai crimini ed economie di guerra, in uno stadio patologico di degrado economico storico-sociale. Tale politica di cautela Comunitaria in chiave internazionale deriva dalla necessità di bilanciare interessi nazionali e collettivi, promuovere la stabilità globale (pace, diritti umani), tramite strumenti come sanzioni e cooperazione, e proteggere il mercato interno, usando la sua forza economica come leva negoziale (es. tramite accordi commerciali), pur mantenendo un approccio basato, su consenso tra Stati membri e difesa dei propri valori e sicurezza.
Si può in definitiva, investire in una capacità regolatoria globale e internazionale, estensione del principio di responsabilità e trasparenza a tutti i livelli e settori dell'azione umana, la cd. accountability universale, in rapporto ad ogni specifica situazione e tipologia di crisi internazionale, secondo un rinnovato quadro economico internazionale, che “come un equazione matematica o una derivata fisica” converta in bilancio interno, la crescita effettiva dei c.d. processi economici-legislativi statali e internazionali, in termini di ancor più virtuosa “programmazione economica ex ante di tutela strategica preventiva dei diritti fondamentali” e chiaramente, di crescita macro-economica aggregata, derivata da tali innovativi effetti-guida.