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Il silenzio del contribuente nella verifica fiscale: chi tace acconsente o chi tace non dice niente?

13 giugno 2018 -
Il silenzio del contribuente nella verifica fiscale: chi tace acconsente o chi tace non dice niente?

In questo articolo sarà esaminata l'ipotesi in cui, in sede di verifica fiscale, gli agenti verificatori decidano di non porre domande al contribuente e quindi di non instaurare con lo stesso alcun contraddittorio.

In verità questa è una ipotesi peregrina, essendo oramai consueto che l'Agenzia delle Entrate o la Guardia di Finanza instauri un vero e proprio contraddittorio con il contribunte durante la verifica fiscale (attraverso l'invio di questionari, richiesta di informazioni dati, notizie e documenti(1).

Anche se è un'ipotesi residuale è opportuno analizzare l'ipotesi del "silenzio" del contribuente (legittimamente tenuto perchè non gli sono state poste domande) perchè la stessa non è priva di conseguenze giuridiche.

Ciò, in particolar modo, nel momento in cui il contribuente viene chiamato a sottoscrivere il processo verbale di constatazione, cioè l'atto conclusivo dell'attività ispettiva nel quale sono compendiate le risultanze dei controlli svolti, principalmente con riferimento alle proposte di recupero a tassazione formulate e alle corrispondenti violazioni e sanzioni.

Alcune pronunce dei giudici di legittimità, infatti, hanno collegato la sottoscrizione del pvc alla mancata formulazione di contestazioni, ovvero di riserve a procedere in tal senso, da parte del contribuente, per configurare una sorta di “accondiscendenza” dello stesso agli esiti dell’attività ispettiva (Cass. civ., 16 ottobre 2015, nn. 20979 e 20980).

La Cassazione sembra quindi fare applicazione del principio, non certo giuridico, ma presente nel linguaggio comune, secondo cui "chi tace acconsente".

Tale conclusione, tuttavia, si pone, ad avviso di chi scrive, in netto contrasto col principio di diritto secondo il quale "chi tace non dice niente", salvo le ipotesi in cui, specificamente, l'ordinamento giuridico riconosce al silenzio, o al "non fare", una chiara conseguenza giuridica.



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n.7770 - ISSN 2239-7752

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