Rivista Percorsi penali - 1/2022

Percorsi penali, 1/2022
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Articoli

Percorsi Penali: Editoriale
Vincenzo Giuseppe Giglio, Jean Paule Castagno
Appunti “sparsi” sulla riforma Cartabia: più ombre che luci?
Matteo Picotti, Francesco Moramarco
La riforma delle condizioni di procedibilità: verso un processo effettivamente funzionale alle istanze della persona offesa?
Silvia Coda, Clara Di Liberto
Il controllo giurisdizionale sull’iscrizione della notizia di reato introdotto dalla Riforma Cartabia
Giulia Guagliardi
Il “tempo” delle indagini e dell’azione penale
Gaia Nicolicchia
Il mutamento della regola di giudizio della sentenza di non luogo a procedere: un realistico strumento di deflazione e accelerazione del processo penale o un “pre”giudizio al dibattimento?
Jean Paule Castagno, Chiara Bettinzoli
Il “nuovo” rito abbreviato: verso un effetto realmente deflattivo dei procedimenti speciali?
Italia Caminiti
La nuova udienza filtro: una nuova mini-udienza preliminare? Tra (antiche) esigenze deflattive e (nuove) lungaggini processuali
Andrea Alfonso Stigliano
Il “processo sullo schermo”: videoregistrazioni e collegamenti a distanza tra opportunità da cogliere e rischi da scongiurare (commento all’art. 1 comma 8 L. 27 settembre 2021 n. 134)
Mario Arienti
Duplicazione delle etichette nella riforma Cartabia: la prescrizione del reato e del processo. Le due facce della stessa medaglia della punibilità
Gianluca Ruggiero
La riforma Cartabia ed il regime dell’improcedibilità nel processo a carico degli enti
Maria Di Maggio
Le modifiche al sistema delle impugnazioni nella Legge n. 134/2021
Vincenzo Giuseppe Giglio
La tutela delle vittime di violenza domestica e di genere nella Riforma Cartabia: le disposizioni immediatamente applicabili della l. 134/2021
Mariacaterina Coiro
Principi e criteri direttivi in materia di sanzioni sostitutive ed espulsione dello straniero: riflessioni circa una (im)possibile applicazione
Filomena Pisconti

Arbër Arapi

Uguaglianza percettiva (?)

 

Quello che mi accingerò a fare attraverso questo personale breve ‘’racconto’’, riconducibile credo a quelle esperienze che ci accomunano, è parlare di tempo, spazio e immagini.

Questo mio pensare e raccontare potrebbe suonare casuale e addirittura sconnesso, ma credo anche questo faccia parte di quella analogia che ci lega.

Parlare del tempo, quel qualcosa che viaggia con una meta, spesso sconosciuta, una tappa eterea come una immaginaria mongolfiera che è ferma, immobile, prima che qualcosa o qualcuno la animi facendola elevare e spiccare il volo.

Nell’immaginarlo, questo tempo, mi ritrovo a dover giocare con la mia mente e da questo gioco, fatto di botte e risposte, scaturiscono dei risultati, che sono: azioni spontanee, ricerche improvvise, ma soprattutto scatti con la macchina fotografica che catturano forse più velocemente quello che in fondo ci colpisce.

Le immagini, un ammasso di numerosissimi dati, che il nostro occhio ancor prima della fotocamera, ruba freneticamente perché rappresentano la finestra davanti alla quale si può ricordare, riflettere e fantasticare il tempo e lo spazio, il passato e il futuro. Ed è per questa spinta fantasiosa che ne posto alcune, quelle che si portano il peso di dover mostrare quel che al loro interno c’è, tra corpi vicini e lontani, tra edifici geometrici chiusi (che raccolgono al loro interno spazzi quotidiani) e i caldi tramonti che alleggeriscono il nostro ritorno a casa.

Ed infine la sagoma di un uomo, che con la sua bandiera tenuta vicina, sfugge dalla nebbia circostante, vittorioso.

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