5 consigli per assicurarsi la privacy dati e sicurezza durante viaggi di lavoro

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5 consigli per assicurarsi la privacy dati e sicurezza durante viaggi di lavoro

 

Professionisti, ricercatori e accademici che viaggiano per lavoro spesso sottovalutano la propria "data footprint": le informazioni che portano con sé su smartphone, tablet e laptop. Ignorare i rischi di un attacco hacker e prendere sotto gamba la cybersecurity può compromettere la tranquillità di un viaggio all'estero. 

I pericoli e i consigli per evitarli

Esistono tre categorie di rischio legate ai viaggi di lavoro: attacchi basati su reti Wi-Fi, dispositivi fisici compromessi e phishing. Tutte e tre queste tipologie sono frequenti in ambienti come aeroporti, hotel, centri per conferenze e qualsiasi luogo di aggregazione pubblica, dove gli hacker attendono in agguato per rubare dati sensibili. Per fortuna puoi tutelarti: basta seguire alcune semplici precauzioni.

 

Consiglio 1: usa una eSIM per gli USA

Scegliere una SIM per gli USA è molto importante e può essere un’operazione in grado di scongiurare molti attacchi hacker. Ti evita infatti di doverti connettere ai Wi-Fi pubblici, spesso attaccati dai criminali: stando ai report più recenti, il 40% delle persone ha subito fughe di dati proprio a causa di queste reti non protette, come quelle di aeroporti e alberghi.

 

Una eSIM ti dà invece un ambiente internet privato e sicuro, con piani dati che puoi scegliere in base alle tue esigenze. Una comodità che sempre più professionisti stanno scegliendo per restare connessi quando sono all’estero.

Consiglio 2: usare una VPN

Una VPN o Virtual Private Network consente di crittografare i dati in transito, mascherando al tempo stesso il tuo IP e rendendo più difficile l’accesso a informazioni private. A oggi, il 95% delle organizzazioni considera l’uso di una VPN una misura di sicurezza di base che bisognerebbe sempre adottare.

 

Per professionisti dell’ambito legale o accademico, una VPN è praticamente obbligatoria su qualsiasi rete esterna a cui ci si connette al di fuori del proprio ufficio. Dovrebbe essere configurata per attivarsi automaticamente piuttosto che lasciata a discrezione dell’utente poiché le policy che richiedono l’uso della VPN su tutte le connessioni esterne riducono la probabilità che un errore umano crei una vulnerabilità.

 

Consiglio 3: dati minimi necessari

Applica sempre il principio dei dati minimi: porta con te solo ciò che ti serve davvero. File dei clienti, ricerche non pubblicate, documenti sensibili, se non sono indispensabili per l'incarico, lasciali a casa o rimuovili dal dispositivo. L’accesso basato su cloud consente di recuperare i documenti da remoto invece di archiviarli su un laptop o su uno smartphone. Così, anche in caso di una perdita fisica, non rischi di compromettere informazioni sensibili.

 

Tutto lo spazio di archiviazione locale che deve rimanere sul dispositivo deve essere crittografato a livello di disco, usando applicazioni specifiche come File Vault per macOS o BitLocker su Windows.

Consiglio 4: proteggi i dispositivi prima e dopo il viaggio

Questo richiede passaggi specifici: bisogna verificare che la crittografia completa del disco sia attiva, aggiornare tutti i software e i sistemi operativi e disabilitare la connessione automatica a reti Wi-Fi e Bluetooth. Configura anche le funzionalità di cancellazione da remoto, con PIN robusti o blocchi biometrici che si attivano dopo un certo periodo di inattività, meglio se molto breve.

 

Al rientro, poi, tratta i dispositivi come potenzialmente compromessi ed esegui una scansione di sicurezza, cambia le password degli account che hai usato in viaggio e verifica i log di accesso per scovare delle potenziali anomalie.

Consiglio 5: riconoscere il phishing

Chi viaggia per lavoro è bersagliato da attacchi di phishing, perché è più probabile che si trovino a dover leggere email o messaggi su voli, prenotazioni, itinerari e logistica per le conferenze. Gli attaccanti sfruttano questo contesto tramite portali di accesso contraffatti per raccogliere credenziali ma non è la loro unica via d’accesso. Considera che usano anche le stazioni di ricarica USB negli aeroporti per installare malware con il cosiddetto “juice jacking”. Per eliminare questo rischio porta con te un power bank e un cavo di ricarica.

Prima di ogni viaggio

Le violazioni dei dati legate ai viaggi di lavoro non sono inevitabili: nella maggior parte dei casi sono il risultato di decisioni errate. Verifica sempre che la crittografia del dispositivo sia attiva, usa una VPN e una SIM da viaggio, assicurati che i file locali siano messi in sicurezza e che la cancellazione da remoto sia configurata. Preparati bene e non correrai il rischio di fughe di dati sensibili.