Forze di polizia e uso delle armi

RFT - Svizzera – Austria
Armi
Armi

Forze di polizia – Uso delle armi – RFT - Svizzera – Austria

 

Abstract: L’uso delle armi, da parte delle forze dell’ordine, è un tema delicato e, procurarsi dati statistici attendibili, non è, nè semplice, nè facile. Il lettore mi perdoni, se alcuni dati, che riporterò, sono lacunosi o risalenti nel tempo.

 

Nella RFT, durante il 2025, le persone decedute a seguito dell’uso di armi da fuoco in dotazione alle forze di polizia, sono state 17, un numero inferiore rispetto al 2024 (25), ma, pur sempre, superiore alla media del decennio passato.

La diminuzione a 17 morti, secondo alcuni, sarebbe dovuta all’impiego di “Taser”, detti anche “Distanz – Elektroimpulsgeräte”, mediante i quali, da breve distanza, possono essere provocati “Elektroschocks”, che rendono “handlungsunfähig”, vale dire, inoffensiva, una persona, contro la quale quest’arma, è puntata e azionata.

Dopo la morte di un ventunenne a Oldenburg, le critiche contro la Polizei, sono state notevoli e la locale Procura della Repubblica, aveva aperto un procedimento per omicidio colposo (“Wegen fahrlässiger Tötung”).

L’agente incriminato, in un primo tempo, aveva affermato, che il giovane, lo avrebbe minacciato con un coltello in mano, mentre sarebbe poi emerso, dalle testimonianze, che il giovane stava fugendo, quandò partito il colpo (mortale) dalla pistola dell’agente.

Nell’ottobre 2025, il “Bundestag” aveva approvato una modifica legislativa, che consente l’impiego – da parte di appartenenti alla “Bundespolizei” – anche dei cosiddetti Taser. 300 appartenenti a reparti speciali della “Bundespolizei”, venivano, di seguito, equipaggiati con quest’”arma” ed è previsto, che, via, via, anche altri reparti, saranno dotati di “Taser”.

In Baviera, ormai, per tutti gli agenti di polizia, ivi in servizio, sono disponibili “Taser”.

Esperti affermano, che il “Taser” avrebbe un’”abschreckende Wirkung” (effetto deterrente), che, delle volte, “distoglie” persone aggressive, dai loro propositi violenti, in quanto l’azionamento di quest’”arma”, provoca anche l’accendersi di una luce abbagliante; nello stesso momento, vi èun segnale acustico molto forte.

Secondo la normativa in vigore nella RFT, l’uso di armi da fuoco, da parte della Polizei, è lecito unicamente, se altri mezzi, non possono dare il risultato voluto; principalmente, per difendere la vita propria (dell’agente) o per salvare quella di altra persona, per prevenire la commissione di un delitto o per impedire la fuga di un “Verdächtigen” (sospettato).

Dalla data di riunificazione, al 2025, nella RFT, vi sono stati, complessivamente, 376 morti in seguito a “Polizeieinsätze”.

L’anno, in cui si è registrato il maggior numero di morti, è stato il 2024 con 22 persone decedute.

In ogni caso di uso delle armi da fuoco, vengono svolte indagini per accertare, se esistessero o meno i presupposti per lo “Schusswaffengebrauch”.

 

E passiamo alla Svizzera.

Dati statistici rivelano un notevole calo dello “Schusswaffengebrauch” da parte della Polizei della Confoederatio Helvetica.

Mentre il “Griff zur Waffe” è avvenuto, nel 2010, 30 volte, nel 2015, abbiamo 15 “Schusswaffengebrauche”, nel 2017,  8. Poi, nel 2019, vi è stato un incremento a 15. Successivamente, si è registrato un notevole calo: 2020, 12 volte; 2021, 6 volte; 2023, 2 volte.

I morti a seguito di “Schusswaffeneinsatz”, non sono, in media, non più di due, anche se va osservato, che la Polizei elvetica (molto ben addestrata), ha facoltà, di ricorrere all’uso dell’arma da fuoco, in dotazione, anche, ”um einen Flüchtigen zu stoppen” (impedire la fuga di un sospettato).

Gli agenti di polizia elvetici, si dice, sono “grundsätzlich zurückhaltend”, quando si tratta, di usare le armi da fuoco, anche perchè, di ogni impiego di un’arma da fuoco, deve essere informata (e viene, effettivamente, informata), la competente Procura della Repubblica.

L’addestramento degli agenti è ottimo e risponde a criteri ed esigenze del nostro tempo; ha per oggetto pure etica e diritti fondamentali delle persone.

La Polizei della Svizzera, oltre alle armi da fuoco, ha in dotazione pure i cosiddetti Taser; l’addestramento comprende l’uso di quest’”arma”, chiamata “Elektroschockpistole”. Nella Confoederatio Helvetica, il ricorso a “polizeiliche Zwangsmittel”, deve rispettare il principio della “Verhältnismäßigkeit”.

Abbiamo dati statistici a proposito della frequenza d’impiego di questi “Taser”.

Mentre nel 2010, il loro impiego è avvenuto 15 volte; vi è poi un aumento, quasi costante, fino al 2014 (38 volte), seguito da una flessione fino al 2016 (30 volte). Successivamente, è stato registrato un incremento notevole fino al 2019 (43 volte), seguito da un aumento – quasi vertiginoso – nel 2019 (78 volte) Nel 2022, “Elektroschockgeräte” erano stati impiegati 124 volte; nel 2021, 157 volte.

In Isvizzera, l’uso dell’arma da fuoco, è l’ultima ratio e il ricorso alla stessa, è lecito, se mezzi meno “gravosi”, non possono essere impiegati oppure pregiudicherebbero l’intervento.

 

In Austria, l’uso delle armi da fuoco, da parte della Polizei, è disciplinato da una legge del 1969. Il ricorso ad arma da fuoco, da parte degli agenti, è lecito, se mezzi meno pericolosi e disponibili (”weniger gefährliche oder verfügbare gelindere Mittel (come, per esempio, le manette o lo sfollagente)), non sono atti a rendere una persona “angriffs- widerstands- oder fluchtunfähig zu machen”, vale dire, impedire un’aggressione della persona (contro l’agente), vincere la resistenza della stessa o impedirne la fuga.

Nel 2008 (dati più aggiornati non sono, purtroppo, disponibili), la Polizei ha usato – in occasioni dei suoi interventi, 466 volte le armi in dotazione. Va però precisato, che nel numero suddetto, è compreso, pure, l’uso di sprays urticanti (“Pfeffersprays”) e di manganelli.

Secondo il ministero dell’Interno, in occasione di 77 “Amtshandlungen” (interventi), sono stati esplosi 120 colpi di arma da fuoco. 5 persone sono rimaste gravemente ferite in tali occasioni; due sono decedute.

Il 19.4.08, vi è stato un conflitto a fuoco – nei pressi di Vienna -  tra la Polizei e un cittadini della Romania, spacciatosi quale poliziotto e che è stato colpito mortalmente. Un’altra persona è morta nell’agosto dello stesso anno, durante l’inseguimento di un ladro, che aveva rubato una motocicletta.

L’addestramento di base (”Grundausbildung”) degli appartenenti alla Polizei, ha la durata di anni due e ben 40 giorni, sono dedicati, in tale sede, al cosiddetto “Einsatztraining”, nell’ambito del quale, apprendono “Waffentechnik” e l’uso delle armi. Annualmente, gli agenti, devono frequentare corsi di aggiornamento e “Schießtraining”.

Nel 2005, è stato introdotto il “Waffengebrauchsanalyse-Verfahren“, nel corso del quale, viene analizzato ogni caso di uso di un’arma da fuoco (e se ne traggono le conclusioni).