Amnistia per “sfoltire” le carceri Austria

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Amnistia per “sfoltire” le carceri Austria

Recentemente, la ministra della Giustizia austriaca, nel corso di un´intervista a uno dei piu´ diffusi quotidiani austriaci, ha dichiarato, che il suo dicastero sta elaborando un disegno di legge per la concessione di un´amnistia, che, se approvato, aprirebbe le porte delle carceri a circa 500 detenuti. I detenuti, di cui si prospetterebbe la “vorzeitige Haftentlassung” (liberazione “anticipata” rispetto alla condanna), verrebbero divisi in tre gruppi.

Il primo gruppo riguarderebbe detenuti, condannati a pena – ovviamente senza sospensione condizionale – fino a 9 mesi di detenzione.

Essi, in caso di “Wohlverhalten” (comportamento irreprensibile in carcere), potrebbero uscire dalla “Justizvollzugsanstalt – JVA”, dopo aver scontato 3 mesi di carcere.

Gruppo 2°: condannati fino a 18 mesi di detenzione, potrebbero lasciare la “JVA”, dopo aver scontato 6 mesi di carcere, sempre che si fossero “bewährt” in occasione di concesse “Vollzugslockerungen” (benefici accordati agli stessi, come, per esempio, 1) facolta´, di lasciare la “JVA” per lavorare – durante il giorno – all´esterno, 2) ritorno in caso di “Freigänge” (uscite dal carcere, senza personale di sorveglianza).

Gruppo 3°: condannati fino a 5 anni di reclusione, potrebbero riacquistare la liberta´, dopo due anni e 6 mesi di reclusione, qualora fossero gia´ “im “Entlassungsvollzug”. Si tratta di persone, che sono state autorizzate, non soltanto a lasciare la “JVA” per motivi di lavoro, ma che hanno gia´ trovato una sistemazione abitativa per il periodo, in cui saranno libere.

Da quanto ora esposto, risulta, che non potrebbero beneficiare, in nessun caso (“sind strikt ausgeschlossen”), coloro, che sono stati condannati: 1) per reati gravi di violenza, 2) sessuali, 3) di terrorismo, 4) per “staatsfeindlichen Verbindungen”, 6) recidivi pericolosi, 7) persone, alle quali e´ stato concesso il beneficio degli arresti domiciliari, con applicazione della cosiddetta Fußfessel (una specie di congegno elettronico, applicato ad un piede del condannato, equiparabile, per quanto concerne la funzione, al braccialetto elettronico)

La ministra della Giustizia ha “giustificato” la predisposizione del disegno di legge, con il grave sovraffollamento delle carceri austriache, la cui “Auslastung”, ormai, ha raggiunto il 108% dei “posti regolamentari”.

In data 1-6-.26, nelle “JVA” austriache, erano detenute 9.124 persone; “Tendenz steigend”, vale a dire, e´ stato notato, negli ultimi mesi, un incremento del “flusso” delle carcerazioni e delle custodie cautelari in carcere Da notare e´, che i partiti facenti parte dell´attuale coalizione governativa, in sede di elaborazione del “programma” di governo, si erano accordati, tra l´altro, su misure atte a ridurre il numero dei detenuti nelle “JVA”.

Come ha precisato la ministra della Giustizia, si tratterebbe di un´”einmaligen Amnestie” (amnistia, non destinata a ripetersi piu´).

Cio´ nonostante, non sono mancate le critiche.

L´uscita “anticipata” dalle carceri, di 500 detenuti in autunno, rappresenterebbe un grave problema per la sicurezza della popolazione, di cui la sig.ra ministra, dovrebbe essere consapevole, anche se le condizioni di detenzione (“Haftbedingungen”) sono “am Limit”.

Nota a margine. La sig.ra ministra, gia´ nel mese di febbraio di quest´anno, aveva parlato di misure – da adottare - per ridurre le “Belagszahlen” nelle carceri. C´e´ chi, ora, di fronte alla progettata amnistia, paventa rischi rilevanti per la sicurezza della popolazione, se, “auf einem Schlag”, verrebbero liberati 500 detenuti. E´ ben vero, che dall´emananda legge di amnistia, sarebbero esclusi gli autori di reati gravi (e gravissimi) di violenza, di terrorismo e “Sexualdelikte”; si tratta di persone, spesso, prive di un minimo di cultura, oltre che di autocontrollo, che, facilmente, per non dire, fatalmente, ricadono nel delitto. La loro intelligenza e´ povera, molto povera.

Altre voci critiche hanno parlato di un pessimo “Signal, welches die Ministerin” – con la sua intervista – “ausgesendet hat”. L´”uscita” improvvisa (forse improvvida) della ministra (e il disegno di legge de quo), non sarebbe stata concordata con gli altri partiti di coalizione. Piuttosto di liberare centinaia di reclusi per effetto dell´amnistia, dovrebbero essere “ampliati” i presupposti per la concessione della “Fußfessel” ad alcune categorie di condannati.

E´ significativo, che la ministra, a proposito della progettata liberazione di detenuti, ha parlato, di “Haftentlassung”, anziche´ di amnistia (peraltro, di “einmaliger Amnestie”).

Le forze politiche di destra, si sono mostrate subito perplesse circa l´opportunita´ della contemporanea “Haftentlassung” di un numero cosí elevato di detenuti.

E´stato messo in risalto, che la progettata “Haftentlassung” (o amnistia, che dir si voglia,) comporterebbe una riduzione modesta del numero dei detenuti (di circa il 5%).

Misura piu´ efficiente e opportuna, sarebbe il rimpatrio di detenuti stranieri, con obbligo, per gli Stati esteri di destinazione, di eseguire la pena detentiva negli Stati, di cui sono cittadini; tuttavia, nel passato, non pochi Stati, si sono dimostrati poco rispettosi degli obblighi assunti nei confronti dell´Austria.

Come hanno reagito giudici e PM all´”uscita” della ministra della Giustizia?

Le relative “Standesvertretungen” hanno annunciato proteste a livello, sia nazionale, che regionale, in autunno.

Al contempo, giudici e “Staatsanwälte”, intendono anche protestare contro il mancato aumento degli organici nel settore giudiziario. E´ progettata un´”Aktionswoche für den Rechtsstaat” (dal 12. al 16 ottobre c.a.).

Non si terranno, in questo periodo, udienze (fatta eccezione per i casi di urgenza, per esempio, se vi sono detenuti), ne´ “Amtstagstermine”.

Oltre a manifestazioni (di giudici e PM) a Vienna, sono progettate pure manifestazioni a livello reginale, nel corso delle quali, sara´ illustrata la situazione della giustizia “vor Ort” e le conseguenze dell´inerzia della politica sul “funzionamento” del “Rechtsstaat”.

Le amnistie in Austria, sono rare, fatta eccezione per le “Weihnachtsamnistien”, concesse in occasione delle festivita´ di Natale.

E´stata notata una certa avversione contro amnistie (o “Haftentlassungen”, come si e´ espressa la sig.ra ministra) in quanto, anche in Austria, non di rado, sarebbe capitato, che, per esempio, si e´ ”ignorata” l´esistenza di qualche aggravante, pur di far “rientrare” nel provvedimento di clemenza………

TAG: Carceri sovraffollate – Amnistia in autunno? Austria

Dott Armin Kapeller