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Le principali novità introdotte dal c.d. Decreto semplificazioni

Il collocamento obbligatorio 21 dicembre 2016 -
Le principali novità introdotte dal c.d. Decreto semplificazioni

Avv. Riccardo Zanon

In linea generale un datore di lavoro ha la facoltà di scegliere liberamente il lavoratore da assumere, tuttavia le aziende con determinate caratteristiche sono obbligate ad assumere quote di lavoratori meritevoli di una particolare tutela (c.d. categorie protette), tra cui i disabili.

Le regole del collocamento mirato per i lavoratori disabili sono contenute nella Legge 12 marzo 1999 n. 68, che ha subito un restyling a seguito delle modifiche apportate dal “Decreto semplificazioni” n. 151 del 14 settembre 2015.

Tra le principali novità c’è da considerare innanzitutto un’estensione della platea dei beneficiari, in quanto il legislatore ha voluto ricomprendere tutti coloro che sono considerati invalidi, ai fini del conseguimento del diritto all’assegno per l’assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori dipendenti ed autonomi gestita dall’INPS, la cui capacità, in occupazioni confacenti alle sue attitudini, sia ridotta in modo permanente a causa di infermità o difetto fisico o mentale a meno di un terzo.

Inoltre è stata prevista anche la possibilità di computare nella quota di riserva i lavoratori già disabili che abbiano una riduzione della capacità lavorativa di una certa entità (superiore – ora almeno pari – al 60% o al 33% a seconda che si tratti di invalidità civile o professionale) e anche se non assunti tramite il collocamento mirato.

Attualmente per le aziende che occupano da 15 a 35 dipendenti l’obbligo di assumere un lavoratore disabile sorge soltanto al momento in cui esse procedono ad una “nuova assunzione” (non comprendendosi pertanto quelle effettuate per la sostituzione di determinati lavoratori, con contratto di apprendistato o in ragione delle norme sul collocamento obbligatorio) e l’inserimento del disabile deve avvenire entro 12 mesi dalla predetta assunzione. Il decreto legislativo 151/2015 ha invece stabilito che, dal 1 gennaio 2017, per i datori di lavoro che rientrano in tale fascia, l’obbligo di assunzione di disabili non sarà più subordinato all’effettuazione di nuove assunzioni. Pertanto saranno obbligati, in ogni caso, ad avere alle loro dipendenze un lavoratore disabile per il solo fatto di rientrare in tale soglia occupazionale.

Altra novità molto importante è rappresentata dall’introduzione della possibilità per i datori di lavoro privati e gli enti pubblici economici di assumere lavoratori con disabilità mediante richiesta nominativa: l’azienda ora può individuare autonomamente la persona da assumere (anche se potranno essere assunti solo disabili inseriti nelle apposite liste).

A tal riguardo un’altra importante novità collegata a queste modifiche è la soppressione della possibilità per gli uffici di procedere all’avviamento di lavoratori con qualifiche similari qualora quelle richieste dal lavoratore non siano disponibili (in precedenza il comma 2 dell’articolo 9 Legge 68/1999 prevedeva che gli uffici potessero procedere secondo l’ordine di graduatoria e previo addestramento o tirocinio).

Il decreto legislativo ha introdotto una semplificazione del procedimento di esonero dall’obbligo di assunzione di disabili per i datori di lavoro che occupano addetti impegnati in lavorazioni che comportano il pagamento di un tasso premio a fini INAIL pari o superiore al 60%: per tali datori di lavoro ora è possibile autocertificare l’esonero dall’obbligo per quanto concerne i medesimi addetti versando un contributo esonerativo pari a 30,64 Euro per ogni giorno lavorativo e per ogni lavoratore con disabilità non occupato.

Articolo pubblicato in: Diritto del lavoro e della sicurezza


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Tribunale Bologna 24.07.2007,
n.7770 - ISSN 2239-7752

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