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L’articolo 25 del decreto Ischia: condono tombale o aiuto ai terremotati?

10 gennaio 2019 -
L’articolo 25 del decreto Ischia: condono tombale o aiuto ai terremotati?

Il contributo, secondo la ratio legis, spetta, infatti, per il corpo di fabbrica preesistente sia esso legittimo sin dall’origine o, viceversa, abusivo ma oggetto di domanda di condono successivamente accolta, come precisato nella prima parte della disposizione in esame.

Il contributo, al contrario, non spetta in caso di nuova costruzione aggiuntiva o, come si legge testualmente nella norma, “per gli aumenti di volume oggetto del condono”.

É evidente allora che il legislatore abbia inteso l’aumento di volume, anche se condonato, come una superfetazione voluttuaria rispetto al preesistente corpo di fabbrica, sì da escludere per esso qualsiasi effetto premiale in termini di indennizzo per la ricostruzione.

In parole povere il concetto dovrebbe essere il seguente.

Per la casa che ti serve per soddisfare i tuoi bisogni abitativi ti do il contributo, per gli ampliamenti ti do il condono se ti spetta ma non anche il contributo”.

Il ragionamento non fa una grinza, non potendosi sindacare la scelta del legislatore di limitare il ristoro economico soltanto allo stretto necessario, escludendo tale ristoro per tutto ciò che va oltre la soluzione del problema dell’emergenza abitativa.

 

10. La natura eccezionale dell’articolo 25

L’articolo 25 non è una comune norma ordinaria.

É una norma che è corretto, a mio avviso, definire norma eccezionale, piuttosto che norma speciale, in quanto finalizzata a fronteggiare le conseguenze di un evento sismico che, come è noto, ha interessato un consistente patrimonio edilizio, in parte distrutto, in parte danneggiato, oggetto di domande di condono edilizio il cui esame è assolutamente propedeutico a qualsiasi attività̀ di ricostruzione.

La norma dell’articolo 25 è, dunque, una disposizione di legge eccezionale anche se in tutte le ordinanze commissariali e disposizioni di legge succedutesi nel tempo la normativa post-sisma viene, in modo poco appropriato, definita normativa speciale e non eccezionale.

Invero, in linea con quanto previsto dall'articolo 14 delle Preleggi, sono eccezionali le leggi che si definiscono tali in quanto adottate in situazioni eccezionali, quali, ad es., guerre, epidemie, terremoti, etc., e che per questo contengono disposizioni da non confondere con le leggi speciali che si applicano a materie specifiche (si pensi alla legge sulla caccia).

Le norme eccezionali sono norme che rappresentano, come è noto, un'eccezione rispetto ai principi generali dell'ordinamento giuridico per il soddisfacimento di esigenze lecite (v. ad es., la legge "annonaria" che in Italia ha regolamentato la distribuzione ed il prezzo delle derrate alimentari durante la seconda guerra mondiale).

Parlare di legge eccezionale in materia di eventi sismici sta anche a significare che tutto si può fare, se davvero lo si vuole, senza violare il principio di legalità̀ e la stessa Costituzione.

Una volta tanto, lo strumento giuridico per porre un freno ai lacciuoli della burocrazia che spesso complica l'attività̀ amministrativa e rende difficile la vita ai cittadini esiste e se ne può fare legittimo uso.

L’articolo 25 del decreto risponde proprio a tale finalità̀!

 

11. Conclusioni

Un editoriale a firma di John Hooper pubblicato di recente sull’importante quotidiano britannico The Guardian spiega che la risposta alla domanda sul perché la tangenziale di Genova non è mai stata costruita è radicata nella storia dell'Italia del XX secolo.

Dopo la caduta della dittatura fascista di Mussolini - scrive Hooper - “gli italiani hanno creato un ordine democratico in cui nessuna persona può esercitare il potere assoluto. Il risultato è stato un sistema bizantino di controlli e contrappesi che rende quasi impossibile eseguire le cose rapidamente o in modo decisivo”.

Ora, io non dico che dobbiamo guardare alla Spagna dell’edilizia facile e monetizzata per dare soluzione ai nostri problemi perché noi siamo “il bel paese” e la bellezza non ha prezzo.

Tuttavia, in Spagna nessuno si è scandalizzato per il maxi-condono della Sagrada Familia, costruita senza i necessari permessi.

A centotrentasei anni dalla posa della prima pietra, la cattedrale di Gaudì è stata sanata - in questo caso sì - con un vero e proprio condono tombale mediante pagamento di una sanzione di 36 milioni di euro al comune di Barcellona per la regolarizzazione retroattiva del progetto.

Qualcuno dirà che era un’opera d’arte e che l’arte tutto giustifica.

Tuttavia, non la pensava così il grande scrittore inglese George Orwell che definì la Sagrada Familia come “uno dei più orribili edifici del mondo” e sperò che venisse distrutto durante la Guerra Civile Spagnola.

Insomma, la ricostruzione val bene un articolo 25!

Meno “Casamicciola” di cupielliana memoria ... e più fatti!



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Tribunale Bologna 24.07.2007,
n.7770 - ISSN 2239-7752

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