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Sottoscrizione - Cassazione Lavoro: condizioni per ritenere valido il licenziamento anche in assenza di firma

11 dicembre 2017 -
Sottoscrizione - Cassazione Lavoro: condizioni per ritenere valido il licenziamento anche in assenza di firma

Con la sentenza in esame la Cassazione ribadisce il proprio orientamento ritenendo il licenziamento valido nonostante manchi la firma del rappresentante legale sulla lettera, nonché la lettera sia prodotta dallo stesso datore di lavoro.

 

Il caso

In data 3 Marzo 2011 una dipendente di una S.r.l. viene licenziata per giustificato motivo oggettivo. Impugna il licenziamento: in data 26 Settembre 2013 il Tribunale di Torino rigetta l’impugnativa e successivamente, in data 8 Aprile 2014, la Corte d’Appello di Torino riforma la sentenza, ma solamente per quanto riguarda le spese. Il soggetto ricorre quindi in Cassazione sulla base di due motivi. La S.r.l. oppone controricorso (sulla base dell’art. 370 cod. proc. civ.). 

 

Il primo motivo

La ricorrente presenta come primo motivo la “violazione e falsa applicazione degli articoli 1398 (Rappresentanza senza potere) e 1299 (Regresso tra condebitori) cod. civ.”, poiché la sentenza d’Appello ha convalidato la lettera di licenziamento, sulla quale tuttavia la rappresentante legale della società nega di aver apposto la propria firma. Si fa inoltre riferimento all’articolo 2 della legge 604/1966, che dichiara inefficace il licenziamento comunicato in forma orale, e dal quale si deduce che, in mancanza di sottoscrizione, la lettera di licenziamento sarebbe da considerarsi non convalidabile o ratificabile, tale quindi da rendere nullo il licenziamento stesso.



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