Rivista Sistema 231 - 2-3/2021

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Articoli

Editoriale di presentazione
Vincenzo Giuseppe Giglio
Il diritto penale ambientale degli enti: tra repressione, organizzazione e riparazione, il presente e il futuro dell’articolo 25-undecies d.lgs. 231/2001
Mara Chilosi, Matteo Riccardi
Note sul disegno di legge A.C. 2427 di riforma degli illeciti agro-alimentari
Enrico Amati, Gianluca Taiani
Corretta valutazione dei rischi contenuta nel DVR, misure cautelari autonormate e responsabilità per colpa
Mario Maspero
Sulla (il)legittimità della costituzione di parte civile nei confronti dell’ente 231 - storia di un dibattito di cui (forse) non sentivamo il bisogno
Jean Paule Castagno, Chiara Bettinzoli
L’applicazione delle misure cautelari nel d.lgs. n. 231/2001 e il rapporto con il giudizio cautelare personale: profili sostanziali e processuali. Nota a Tribunale di Palermo, Sez. Gip, ordinanza n. 12460/2017
Andrea Mattarella
La separazione delle carriere e la modulazione dell’obbligo di esercitare l’azione penale: il punto di vista dell’osservatorio d.lgs. 231/2001 (1)
Vittore d'Acquarone, Riccardo Roscini-Vitali
Digital Compliance: spunti di riflessione e di riforma sui controlli di prevenzione e protezione dell’O.d.V.
Pier Angelo Amodio
Smart working, health & safety e responsabilità dell’impresa
Andrea Berni, Emanuele Madini, Jennifer Basso Ricci, Giulia Dei Pieri
La tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori alla luce del Decreto del Tribunale di Milano Sezione Autonoma Misure di Prevenzione del 3.3.2021 (caso UBER): una nuova prospettiva?
Enrico Maria Canzi
Riflessioni sulla composizione e operatività dell’Organismo di Vigilanza. Un caso aziendale.
Luca Giorgi, Fabrizio Verna
‘Compliance’ e diritto penale economico: dai “modelli 231” agli obblighi organizzativi per la prevenzione della crisi d’impresa nel d.lgs. N. 14/2019
Angelo Mangione
Indicatori della crisi d’impresa: rilevazione e misurazione per una “vera” azione tempestiva?
Patrizia Tettamanzi, Giorgio Venturini, Michael Murgolo
La responsabilità ex D. Lgs. 231 del 2001 e le ipotesi di vicende modificative dell’ente
Italia Caminiti, Stefano Solida
Società sportive e modelli di organizzazione e gestione a confronto: verso un modello “integrato”
Roberto Compostella
Tra incertezze italiane e suggestioni U.S.A.: riflessioni sull’evoluzione possibile di un sistema normativo dal potenziale ancora inespresso
Roberto Fiore
Organismo di vigilanza e collegio sindacale: entità distinte e distinguibili
Sonia Mazzucco, Camilla Zanichelli
L’impervio percorso del whistleblowing in italia tra resistenze culturali e difficoltà applicative
Annalisa De Vivo, Roberto De Luca
Intervista al Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione
Iole Anna Savini
L’organismo di vigilanza nel sistema 231
Matteo Riccardi
Rassegna giurisprudenziale sui profili procedimentali del d.lgs. n. 231/2001
Antonino Pulvirenti

Anuar Arebi

AVVENTURA

NOTTURNO

FASCINAZIONE

Testo critico a cura di Azzurra Immediato

 

“Avventura è il principio inteso da Roland Barthes per designare l’esistenza di una foto. Non si tratta, pertanto, di qualcosa che ha che fare con pericolose peripezie bensì con il senso di animazione che una fotografia pone in essere e concretizza nell’osservatore.

In tal maniera, quanto fotografato diviene ‘forma dello spirito’. Anuar Arebi rivolge il proprio obiettivo verso ciò che “la città offre al calar del sole”, una città che, pur essendo molti luoghi europei conosciuti ed attraversati, si anima ed anima, determinando un atto di bellezza che non vuole indagare la psiche in modo egotico; ciononostante, Egli riferisce di una fascinazione che si proietta in quel riflesso che non è solo bagliore notturno, sequenza di luci urbane, diarchia raffigurativa. Cosa offrono, dunque, le città che si inabissano nella notte?

Colori in mutamento, luci, ombre, presenze ed assenze impalpabili, un istante di silente quiete, paesaggi che si svelano come un invito al viaggio di fantasmatico desiderio di altrove lontani che, d’un tratto, paiono affiorare non solo dalla fotografia ma da una rarità onirica che si svolge, appieno, nella realtà, nella sua riflessione fisicamente intesa.

Avventura, Notturno e Fascinazione sono gli elementi che affiorano da questo viaggio in forma di foto in cui Anuar Arebi accoglie ed accompagna chiunque avrà ancora desiderio di stupirsi dinanzi ad una inusitata bellezza, che non necessita d’esser raccontata, ma che sosta nella vita sottesa al nostro sguardo.

Il progetto, nel 2019, è stato in parte presentato in una mostra, a Bologna, quale evento collaterale di ArteFiera e, a riguardare oggi le foto ed il concetto stesso di ‘città mutevole’, all’indomani della trasformazione antropologica, sociale e sanitaria subita dalle principali metropoli mondiali o dai più piccoli borghi nascosti, ogni scatto di Anuar Arebi sortisce un plurimo effetto.

Quasi che il tempo della trasformazione, già accennato nell’osservazione di città talvolta caotiche, talaltra estremamente immobili, l’artista abbia saputo, in qualche modo, prevederlo e svelarlo nel suo racconto per immagini.

Oggi, “Avventura, notturno, fascinazione - La città "muta" narra qualcosa che, in passato, era ignoto ed in tal maniera, la fascinazione perturbante, il senso freudiano sotteso alla meraviglia, sanciscono una nuova sottile linea identitaria che, se da un lato pare sovrapporsi ai diversi skylines fotografati, dall’altro lato definiscono una nuova modalità di osservazione, di conoscenza, di indagine verso quei medesimi spazi, tanto che qualcosa di vivido sembra poter affiorare dalla superficie, dalle cromie, dalle luci e dalle ombre. Alla sottrazione simbolica fa da contraltare una addizione emozionale che guarda al reale con occhi nuovi, riconoscendo, in ogni singolo scatto, il senso diversamente panico – diversamente poiché legato all’urbe – di un paradosso incessante che riflette, come la fotografia insegna, a guardare mediante le lente del tempo, registrando, in maniera retinica ma anche emotiva, ciò che impercettibilmente o sensibilmente è attraversato dalla forza del cambiamento.

Cosa sia mutato, cosa continui a mutare e cosa scopriremo esser mutato sono i punti cardinali di una analisi sempre in fieri, che Anuar Arebi non hai mai sospeso, nel silenzio dei luoghi. È nel suo silente sguardo il mutamento e in quello delle città il filo conduttore di una vitale alterazione che, ad oggi, sembra priva di apparente fine e, come tale, pronta ad essere catturata dall’obiettivo fotografico.

Un cammino nel paesaggio urbano che si fa silente e si trasforma: la città che muta è un sistema che si silenzia al calar del sole, cambia colore, odori, atmosfera e si trasforma, ogni volta in qualcosa di diverso. Ora misteriosa, ora accogliente, si fa bella in abiti sfavillanti e cela i lati oscuri e impenetrabili. La città si fa luce e buio nello stesso istante. 

Il progetto fotografico è suddiviso in 3 “movimenti”:

  1. Riflessi
  2. Luci
  3. Movimenti

Opere dell'autore