Una legge per salvare le farmacie?

500 chiusure in un anno nella RFT. Progettate innovazioni normative
Farmacia
Farmacia

Una legge per salvare le farmacie? – 500 chiusure in un anno nella RFT – Progettate innovazioni normative

 

Il “Bundestag” della RFT ha discusso, in sede “erster Lesung”, il disegno di legge governativo “Apothekenversorgungs-Weiterentwicklungsgesetz (ApoVWG)”. Questa “Gesetzesvorlage” è stata poi trasmessa al “Gesundheitsausschuss” (Commissione Sanità).

Ben più di 500 farmacie, nella RFT, hanno chiuso nel 2025. Le nuove apertura – nello stesso anno – sono state - 62.

Complessivamente, alla data del 31.12.25, il numero di farmacie, è stato di 16.601; l’anno precedente, era stato di 17.041.

Si può dire, che è continuato un “Trend”, rilevabile sin dal 2013. Ormai, il numero delle farmacie, è quello della fine degli anni Settanta.

Il “servizio” prestato dalle farmacie alla popolazione, è considerato una “Daseinsvorsorge” per tutti.

La chiusura di un numero notevole di farmacie, comporta, che le persone, bisognose di un farmaco, devono percorrere distanze sempre più lunghe, specie nei fine settimana o se hanno bisogno di un farmaco in ore notturne.

Le chiusure di farmacie, sono state riscontrate, non soltanto nelle regioni rurali, ma anche in quartieri periferici delle città.
A questo punto, è necessario accennare anche al fatto, che nella RFT, non sono stati pochi i medici, che hanno chiuso la loro “Arztpraxis”. Ciò ha riflessi pure sulle farmacie. Altro dato da tenere presente, è che non è stato facile, negli ultimi anni, per i titolari di farmacie, “reperire” collaboratori. Un numero ridotto di personale in farmacia, significa turni più frequenti nei fine settimana.

Nonostante tutto, la RFT, è al 3° posto, per quanto riguarda il numero di farmacie rapportato a 100.000 abitanti.

Qual’è stato, negli anni passati, il “Nettoumsatz” – medio - delle farmacie? 3.700.000 Euro. Il 6,55 % delle farmacie, ha presentato un bilancio annuale negativo.

A contribuire all’”Apothekensterben”, è stato anche il fatto, che i margini di guadagno dei farmacisti, sono rimasti inalterati sin dal 2023.

Il numero dei farmacisti e delle farmaciste, in servizio all’inizio del 2025, è stato di 70.000 circa; quasi il 75% sono donne. Il numero complessivo di persone occupate nelle farmacie (compreso il personale ausiliario), è stato pari a 162.000.

Un sistema sanitario funzionante, presuppone farmacie ben fornite di specialità medicinali e gestite da personale all’altezza delle proprie funzioni; inoltre, non eccessivamente distanti – localmente - dai “consumatori”.

In tal modo, possono essere evitati danni –  anche gravi – alla salute della popolazione (con inevitabili riflessi pure sull’economia). L’uso errato o eccessivo di farmaci, provoca danni non trascurabili alla salute delle persone. In proposito, i consigli dei farmacisti possono essere preziosi.

Allo stato, i farmacisti sono obbligati a rispettare un “langen Katalog von Kriterien” e a fornire al cliente la specialità medicinale meno costosa. Negli ultimi anni, i margini di guadagno dei farmacisti, come già accennato, sono diminuiti notevolmente e la cooperazione con la classe medica, non è stata “soddisfacente”. Le attuali “farmazeutischen Dienstleistungen”, saranno estese. Certi tests, eseguiti da farmacisti, saranno inclusi nell’”elektronischen Patientenakte” (fascicolo personale del paziente); inoltre, dell’esito del test, verranno informati i medici curanti. “Farmazeutische Dienstleistungen”, potranno essere prescritte dai medici.

Il “Gesetzentwurf” governativo, tende ad attuare il “Nachhaltigkeitsziel 3”, nel senso di garantire una vita sana alle persone di tutte le età e a creare ”gleichwertige Lebensverhältnisse”, indipendentemente dal luogo, in cui vivono.

Saranno riconosciuti i titoli conseguiti da farmacisti all’estero.

Scopo della progettata innovazione legislativa, è di assicurare – specie nelle zone rurali (e periferiche) – la “sopravvivenza” delle farmacie.

Inutili ostacoli burocratici, saranno destinati a scomparire e le farmacie, potranno contribuire nell’ambito della prevenzione sanitaria.

L’istituzione di filiali, in zone rurali, sarà facilitata e gli orari di apertura, “flessibilizzati”.

“Erfahrene pharmazeutische Assistenten”, possono, temporaneamente -  sempre in zone rurali -  sostituire il direttore o la direttrice della farmacia, sia pure per una durata non superiore a 20 giorni.

Le aperture di turno – notturne – verranno “bevorzuschusst” e cosí pure i “Teilnotdienste” serali.

E passiamo alle vaccinazioni; esse potranno essere effettuate da farmacisti, fatta eccezione e per i cosiddetti Lebendimpfstoffe. A tal fine, ai farmacisti saranno offerti corsi tenuti da medici.

Altra “nuova competenza” dei farmacisti, è l’esecuzione di “Schnelltests” (tests rapidi) e a tal fine verranno apportate modifiche all’”Arztvorbehalt”.

Ulteriori “pharmazeutische Dienstleistungen” possono essere offerte per la prevenzione di malattie cardiovascolari, diabete e malattie dipendenti da tabagismo.

Non sempre sarà necessaria una prescrizione medica (ricetta) per medicinali destinati a pazienti, che soffrono di malattie croniche.

Qualora non siano disponibili “rabattierte Medikamente” (medicinali a basso costo), il farmacista potrà consegnare al cliente un medicinale diverso da quello, che risulta dalla ricetta, ma la relativa norma avrà vigore per un tempo limitato; entro un breve lasso di tempo, si procederà a evaluazione.

La consegna delle predette specialità medicinali, sarà lecita, se sono equivalenti, per quanto concerne “Wirkstärke” e se è identico l’”Anwendungsgebiet”.

Il disegno di legge ministeriale, prevede anche, che il Governo della RFT emanerà un regolamento, che adeguerà gli onorari spettanti ai farmacisti. Questo regolamento, consentirà pure una flessibilizzazione degli orari di apertura delle farmacie e di impiego del personale.

Il “Bundesrat”, prendendo posizione sul disegno di legge de quo, aveva auspicato, che la “tariffa fissa” per ogni “Apothekenpackung” (confezione di specialità medicinale), venisse elevato da 8,35 Euro a 9,50 Euro. A questo “suggerimento”, si è opposto il Governo federale, ritenendolo – allo stato – non opportuno, anche se potrà essere preso in considerazione in un futuro prossimo.

Assai critica – per quanto concerne il disegno di legge governativo – è la “Stellungnahme” (presa di posizione) della “Bundesärztekammer - BÄK”, redatta in collaborazione con l’”Arzneimittelkommission der Ärzteschaft”. “Probitas laudatur et alget” – Giovenale – Satira I^.

Anche se la “BÄK” condivide, in linea di massima, gli obiettivi propostisi dal ministero della Salute, di assicurare una “flächendeckende und wohnortnahe Versorgung der Bevölkerung mit Arzneimitteln auf Dauer” e di migliorare la situazione economica delle farmacie, tuttavia la “BÄK”, ha manifestato la propria contrarietà, acchè farmacie possano esercitare attività, che richiedono un’ “ärztliche Qualifikation”.

Ciò è in contrasto con la “Regelungskompetenz” del “Bund”, nonchè con l’”Ärztevorbehalt” e non contribuirà, nè alla stabilizzazione delle spese nell’ambito del sistema sanitario, nè al miglioramento dell’assistenza sanitaria, nè all’efficienza della stessa (anche con riferimento ai “Schnelltests” in materia di determinate malattie infettive).  Il venir meno del divieto di pubblicizzare i predetti tests, apre le porte alla commercializzazione, da evitare.

I “Bedenken” più gravi, la “BÄK”, li ha espressi in relazione alla facoltà dei farmacisti, di consegnare specialità medicinali, senza prescrizione medica. Soltanto un medico, è in grado, di diagnosticare e a iniziare una “medikamentöse Therapie”; la diagnosi presuppone un’anamnesi e spesso anche una previa visita medica. Soltanto cosí, e ‘ possibile, una “fundierte Beurteilung” e la consegna di un medicinale, che sia “indikationsgerecht”.

 Ha osservato poi la “BÄK”, che molti farmacisti hanno dichiarato, di non essere disposti, ad assumere “originäre, ärztliche Aufgaben”.

La prevista consegna – da parte di farmacisti – di medicinali a malati cronici, senza previa prescrizione medica, urta contro la “Kernkompetenz” dei medici (anche perchè, in tal caso, è essenziale il dosaggio); una competenza del genere, non può essere riconosciuta al farmacista, perchè non è “Teil seiner Ausbildung”.

“Affidare a farmacisti funzioni proprie di un medico, contrasta con l’esigenza della “Patientensicherheit” e non comporterà un minor ricorso all’”aiuto” del medico, anzi, lo stesso, aumenterà, se si è dato luogo a errate “Arzneimitteltherapien”.

Anche l’estensione “pharmazeutischer Dienstleistungen”, viene criticata dalla “BÄK”; ciò, alla luce di esperienze del passato. In particolare, tests per la prevenzione di malattie cardiovascolari e diabete, non sarebbero atti a fornire risultati affidabili.

Giá nel passato, la “BÄK” si era espressa contro un’estensione della facoltà di farmacisti in materia di vaccinazioni. “Impfen”     è da considerare un’”ärztliche Vorbehaltsaufgabe”; la vaccinazione deve essere preceduta da un’anamnesi, devono essere escluse malattie acute e la stessa presuppone la conoscenza di malattie croniche.

Eventuali complicazioni, come reazioni acute allergiche e problemi cardiocircolatori, richiedono immediato intervento medico. La frequentazione ”kurzzeitiger Schulungen”, non fornisce i necessari “medizinischen Kenntnisse”.

Finora, farmacisti potevano esercitare “heilkundliche Tätigkeiten”, soltanto in situazioni di emergenza (p. es, in occasione dell’epidemia COVID 19), in quanto un farmacista, non possiede le necessarie cognizioni, per quanto concerne anamnesi e diagnostica. Contro l’autorizzazione a espletare attività del genere, militano anche ostacoli di carattere normativo. L’accesso all’esercizio di determinate professioni, nella RFT, è subordinato all’osservanza di standards di qualificazione, atti a garantire la “Patientensicherheit”. L’autorizzazione all’espletamento “heilkundlicher Tätigkeiten”, da parte di farmacisti, esigerebbe, anzitutto, una modifica dell’”Apothekengesetz” (Legge sulle farmacie).

La Costituzione federale (“GG”) ha sancito il diritto fondamentale, di tutti, alla “körperlichen Unversehrtheit” (Art. 2, Abs. 2) e, in proposito, vi èuna “Schutzpflicht” dello Stato; un obbligo del genere, presuppone un accesso, trasparente e “formalizzato”, alla professione.

La “BÄK” è contraria pure all’”Aufhebung des Ärztevorbehaltes” in relazione alle “Testungen auf infektiöse Krankheiten” mediante “Schnelltests”, i cui risultati sono soltanto “bedingt aussagekräftig”; non sono esclusi errori o interpretazioni errate.

L’estensione delle attività consentite ai farmacisti, rischia, concretamente, a far svanire i “confini” tra “ärztlicher und pharmazeutischer Tätigkeit”; ai farmacisti viene permessa l’”Ausübung der Heilkunde”, riservata ai medici.

Concludendo, la “BÄK” intende mantenere l’esistente linea di demarcazione, tra attività riservata ai medici e quella propria dei farmacisti….