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Ad un anno dal “Winter Package”: proposte europee sull’efficienza energetica e sulle energie rinnovabili, tante novità ma poche ambizioni

05 febbraio 2018 -
Ad un anno dal “Winter Package”: proposte europee sull’efficienza energetica e sulle energie rinnovabili, tante novità ma poche ambizioni

9. Le critiche degli ambientalisti

Il precedente assetto legislativo in materia di energie rinnovabili ha rappresentato un importante passo nel processo di decarbonizzazione dell’Europa e ha orientato in maniera determinante le politiche energetiche. Le proposte di modifica erano quindi molto attese.

Molte aspettative sono rimaste deluse, come rilevato ad esempio da alcune associazioni ambientaliste, secondo le quali il Pacchetto UE “tradisce l’Accordo di Parigi”.

Ciò è dovuto in particolare al fatto che la proposta di direttiva conferma l’obiettivo complessivo del 27% al 2030. Si è quindi evitato di chiedere agli Stati Membri nuovi impegni, semplicemente rimodulando i contributi dei diversi settori, in particolare in riferimento ai biocombustibili di nuova generazione.

In termini di ripartizione dello sforzo, il contributo dei singoli Paesi Membri continua a non essere vincolante, anche se viene definito l’obiettivo dell’Unione per il 2030, indicando gli obiettivi nazionali per il 2020 come scenari di riferimento (ovvero, a partire dal 2021, gli Stati Membri non potranno scendere al di sotto degli obiettivi per il 2020), cercando così di evitare possibilità di riduzione del contributo. Contestualmente viene eliminato il riferimento all’obiettivo del 10% per la quota di energia da fonti rinnovabili nel settore dei trasporti dopo il 2020, lasciando così i singoli Paesi maggiormente liberi di ripartire lo sforzo tra i vari settori (riscaldamento e raffrescamento, energia elettrica e trasporto).

La speranza degli ambientalisti è però che le proposte della Commissione vengano sostanzialmente migliorate durante la discussione in Consiglio UE, e soprattutto che siano emendate dal Parlamento Europeo, che ha già chiesto, tra l’altro, l’obiettivo al 2030 “almeno al 30%” per le rinnovabili.

 

10. Le ulteriori novità del Winter Package: l’autoconsumo, il riscaldamento e raffrescamento e il settore dei trasporti

Il Winter Package contiene alcune misure innovative anche in altri settori afferenti all’energia. Vengono ad esempio introdotti principi per facilitare l’autoconsumo e l’istituzione di comunità energetiche rinnovabili (cd. “prosumer”) per invogliare la produzione diffusa di energie rinnovabili.

Anche il settore del riscaldamento e del raffrescamento subiscono alcune innovazioni: vengono infatti introdotte misure per favorire la penetrazione di rinnovabili in tale ambito. Ogni Stato Membro dovrà incrementare di un punto percentuale all’anno la percentuale di energia rinnovabile per riscaldamento e raffreddamento.

Anche il settore dei trasporti viene interessato da una proposta di nuova direttiva: viene proposto l’obbligo per i fornitori di carburante di fornire una certa percentuale - con progressivo incremento dall’1.5% al 2021 al 6.8% nel 2030 - di carburanti rinnovabili e a bassa emissione (inclusi biocarburanti avanzati e elettricità rinnovabile).

Rispetto a questo punto sono anche introdotte novità volte a limitare il cambiamento nell’utilizzo dei terreni, è previsto infatti un limite massimo al contributo dei biocarburanti derivanti da coltivazioni alimentari. La percentuale dovrebbe decrescere progressivamente dal 7% al 2021 al 3.8% nel 2030. Gli Stati Membri dovranno creare un database nazionale per la tracciabilità dei carburanti al fine di evitare frodi.



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n.7770 - ISSN 2239-7752

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