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Tutela del clima e impiego di energie rinnovabili

RFT
energie rinnovabili
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Tutela del clima e impiego di energie rinnovabili – RFT
 

Abstract: Una delle misure più urgenti e necessarie per la tutela del clima, è il “passaggio” da fonti di energie fossili, a rinnovabili. Per energie rinnovabili, dette anche energie rigenerative o alternative, s’intendono fonti di energia, che si rinnovano in un tempo relativamente breve; alcune delle stesse, sono disponibili illimitatamente (si pensi all’energia solare oppure a quella eolica).

Una “sustainable energy policy” postula l’”Abkehr” da fonti di energia fossile e una progressiva utilizzazione di energie rinnovabili, fino a quando, quest’ultime “soppianteranno” le energie fossili.

Le energie rinnovabili, già nel 2018, hanno fornito il 18% circa del fabbisogno globale di energia e nel 2021, le energie rigenerative, hanno prodotto circa il 25% del fabbisogno globale di energia elettrica. L’esigenza di un’ “Energiewende”, è stata sentita pure nella RFT, che ha adottato una serie di misure legislative e tecniche, al fine di conseguire – entro tempi non troppo lontani – la cosiddetta Energiewende”.

 

Nel 2019 è stato emanato – nella RFT – il “Klimaschutzgesetz” (Legge per la tutela del clima), nel quale sono stati indicati gli obiettivi, che ci si propongono con questa legge.

Il conseguimento dei predetti “Ziele”, presuppone profonde trasformazioni nel settore dell’energia, non soltanto in sede di produzione, ma anche in quello della fornitura; altrimenti, la cosiddetta decarbonizzazione resterà una chimera.

È indispensabile, sostituire l’energia ottenuta da sostanze fossili, con quelle rinnovabili.

Nel 2021, nella RFT, le energie rinnovabili hanno costituito il 41% dell’energia elettrica, mentre, per quanto riguardava il consumo complessivo di energia, le “erneuerbaren Energien”, erano pari al 19,2%.

 La maggior parte delle energie rinnovabili, era costituita dall’impiego di “Wind- und Wasserkraftwerke”, nonchè dalla tecnica fotovoltaica.

L’utilizzo di queste fonti (alternative) di energia, ha assunto una crescente importanza, anche a seguito degli eventi bellici in Ucraina, che hanno messo in crisi, non soltanto il sistema di fornitura. Anche i prezzi del gas sono aumentati – per fortuna soltanto durante un certo periodo – in modo, che  nessuno poteva prevedere.

La disponibilità di energia da fonti rinnovabili, ha contribuito, a “calmierare” i prezzi dell’energia (gas) e ad assicurare, in parte, la sicurezza e alla stabilità dell’approvvigionamento di energia.

Una delle leggi emanate a seguito del “Klimaschutzgesetz”, è stato l’”Energiewirtschaftsgesetz – EnWG” del 7.7.2005. Scopo principale di questa legge, è di assicurare l’approvvigionamento durevole ed efficiente con energia elettrica, ottenuta da energie rinnovabili.

Per  quanto concerne l’energia elettrica, l’erogazione di contributi riconosciuti ai produttori di energia “alternativa”, risale a molti anni addietro. Nel 2000, è entrato in vigore, l’“Erneuerbare–Energie-Gesetz - EEG”, novellato nel 2021 e 2022.

Si è proposto, questa legge, l’obiettivo, di ottenere energia elettrica in modo da ridurre, il più possibile, conseguenze negative per il clima e l’ambiente in vista di una futura “Energieversorgung”, basata  interamente su fonti rinnovabili (§ 1, Abs. 1, EEG); entro il 2030, la copertura di energia da queste fonti rinnovabili, deve essere pari all’80%.

Al tal fine, s’intende prescindere – progressivamente – dall’impiego di carbone (§ 1 a, Abs. 1, EEG) per la produzione di energia elettrica.

Il § 4 EEG prevede le “tappe” di ricorso all’energia eolica e solare, nonchè alla biomassa per ridurre la dipendenza da fonti di energia fossile.

Il legislatore si è prefisso, in particolare, l’impiego dell’energia solare, per produrre 400 Gigawatt nel 2040, di cui 160 Gigawatt da energia eolica (§ 4, Nr. 1, 3, EEG).

È stato abbandonato il criterio della prevalenza dell’economicità rispetto a quello del minor danno al clima e all’ambiente, mentre è stato mantenuto l’obbligo, per i gestori della rete, di consentire a coloro, che producono corrente elettrica da fonti “alternative”, ad avere accesso alla rete per immettere l’energia prodotta e di ottenere compenso per quella prodotta, con diritto di immissione.

A termini del § 2, S. 1, EEG, la costruzione e l’esercizio di impianti, che producono energia rinnovabile, è di prevalente interesse pubblico. Di ciò si deve tenere conto in sede di “Schutzgüterabwägung” (bilanciamento).

I procedimenti inerenti alla costruzione di impianti di cui sopra, sono stati resi più spediti.

L’EEG ha però abolito parte delle disposzioni a favore dei produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili. A questi era stata assicurata la corresponsione di un prezzo fisso per la durata di 20 anni. Ora, invece, questa garanzia è operate soltanto per impianti di ridottissime capacità e dimensioni.

A chi è autorizzato a immettere in rete energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, viene corrisposto il prezzo di mercato, anche se va notato, che ai produttori di energia elettrica da fonti “alternative”, vengono corrisposti contributi al fine di “compensare”, almeno in parte, variazioni dei prezzi di mercato.

In tal modo, s’intende “favorire”, che la corrente elettrica venga utilizzata dallo stesso produttore (vale a dire, in loco) e non immessa in rete, anche perchè la rete, nella RFT, sovraccarica a causa di “Versäumnisse” della politica; le strutture della rete, non sono state tempestivamente “adeguate”.

 Per quanto concerne la produzione di idrogeno, sono stati previsti contributi anche per lo “storaggio” di questo tipo di energia (§§ 28 d, 39 o, EEG). Deve però trattarsi di “grünen Wasserstoff” (idrogeno “verde”), vale a dire, deve essere ottenuto per via elettro-chimica, con impiego di corrente elettrica, ottenuta da fonti rinnovabili.

Come già sopra accennato, le capacità di trasporto della rete elettrica, nella RFT, sono ridotte, per cui il trasferimento di questo tipo di energia – dal nord, dove sono in funzione molte “Windkraftanlagen” (centrali eoliche) che forniscono, o meglio, dovrebbero fornire energia al sud – è problematico. È ben vero che, nel 2011, è stato emanato il “Netzausbaubeschleunigungsgesetz” – NABEG” (Legge destinata ad accelerare il potenziamento/l’ampliamento della rete elettrica), ma, evidentemente, questa legge, non ha dato i “frutti” sperati. In sede di pianificazione, non si è tenuto adeguatamente conto del “trasporto” dell’energia elettrica, ma soltanto della produzione della stessa.

Nel 2019, il “NABEG” è stato riformato al fine di coordinare meglio pianificazione, produzione e trasporto dell’energia elettrica. Sono stati introdotti i cosiddetti Planungsfeststellungsverfahren (§§ 18 ff. “NABEG” riformato).


Energia per la produzione di calore

Nella RFT, più della metà dell’energia, è assorbita dal settore del calore (“Wärmebereich”). Attualmente, la produzione complessiva di calore, è assicurata, prevalentemente dal ricorso a sostanze fossili – specialmente per quanto concerne edifici residenziali – a carbone, gas e oli minerali. Questo, nonostante l’avvenuta corresponsione di contributi per l’installazione di pompe di calore e l’utilizzazione di “Fernwärme”.

Un contributo piuttosto modesto (14%) alla produzione di calore, è costituito da energia solare e geotermica.

Come è evidente, le reti di distribuzione del calore, non possono avere le dimensioni di quelle della corrente elettrica. Il trasporto del calore a distanza, comporta una perdita di energia superiore a quella della corrente elettrica, il che rende “antieconomiche” reti estese.

 Questo è stato anche il motivo, per il quale i “Wärmenetze” si sono sviluppate e “affermate”, prevalentemente, su base comunale e negli agglomerati urbani di una certa dimensione.  Per quanto concerne il calore, non c’è - analogamente a quanto abbiamo visto per l’energia elettrica e il gas – una specie di diritto di accesso alla rete o almeno non vi è regolamentazione in proposito.

Per un tempo relativamente lungo – forse troppo lungo – il legislatore ha concesso contributi (e mutui agevolati) per favorire l’impiego di sostanze energetiche di natura fossile; con le conseguenze, che abbiamo visto; anzi, che vediamo (e che vedremo).

La cosiddetta decarbonizzazione implicherà, che, in futuro, la produzione di calore avverà con sensibile, minore, impiego di sostanze fossili; altrimenti, i “Klimaziele”, non potranno essere conseguiti.

III    Con l”Erneuerbaren-Energie – Wärmegesetz – EEWärme-G del 2008, si è voluto aumentare l’impiego di fonti energetiche rinnovabili, tant’è vero, che nel 2021, la “quota” delle energie rinnovabili, nella produzione di calore, è salita al 16,2%, dopo che era stata conseguita anche la “tappa” intermedia” del 14 % nel 2020.

 Al fine di attuare la direttiva 2010/31/UE del 19.5.2010, la RFT – in materia di risparmio energetico  -  ha emanato il “Gebäudeschutzgesetz – GEG”, in vigore dall’1.12.20 e che fa parte del “Klimaschutzprogramm 2030” (Programma di tutela del clima 2030). È da notare, che la citata normativa, è intesa a far diminuire il fabbisogno di  energia, non soltanto per la produzione di calore, ma anche per la refrigerazione (“Kälteproduktion”).

Il “GEG” contiene (§§ 10 e segg.) obblighi e divieti per le nuove costruzioni prescrivendo, che negli edifici di nuova costruzione, almeno parte dell’energia necessaria per il riscaldamento, deve provenire da fonti di energia rinnovabili. È previsto pure un “Mindestwärmeschutz” (§ 11 “GEG”- coibentazione minima) e il divieto, a decorrere dal 2026, di installazione di impianti di riscaldamento a olio combustibile, tutte le volte, in cui sussistano alternative, che sono più ecologiche (“umweltfreundlichere Alternativen”).

I Länder della RFT hanno facoltà, di prescrivere – per fabbricati già esistenti – il ricorso a energie rinnovabili (§ 56, Nr. 2, GEG).

Possono formare oggetto di contratto di compravendita, di locazione o di affitto, l’autosufficienza del bisogno energetico di un appartamento o di uno stabile. Sono previsti “Energieausweise” (certificati energetici). In tal modo, il legislatore ha voluto invogliare i proprietari di immobili, a  procedere a “sanatorie energetiche”; inoltre, il valore degli immobili cosí costruiti oppure risanati rispettando determinati standards, tende ad aumentare, cosí come per immobili dati in locazione, può essere preteso un canone più elevato. A uno standard di efficienza energetica il più possibile elevato, devono conformarsi gli stabili ancora da costruire. Èstata persino introdotta – obbligatoriamente -  l’"Energieberatung” (consulenza energetica - § 48, S. 3, § 80, Abs. 4, S. 6, EGE), per chi intende risanare oppure costruire edifici nuovi.

Per effetto di una riforma dell’”EGE”, il fabbisogno massimo annuale di energia primaria per nuovi stabili, è stato ridotto dal 75% al 55%. Sin dalla fine del 2022, è in vigore il       “Kohlendioxydkostenaufteilungsgesetzz – CO 2 KostAufG”. Per effetto di questa legge, non vale più il principio, secondo il quale, è il solo locatario, a dover sostenere le spese di riscaldamento (e, quindi, anche gli oneri derivanti dai “CO 2 – Mehrkosten” in applicazione del “BEHG”). Si è passati a una “verursacherorientierten” distribuzione delle spese. Anche in tal modo, il legislatore ha inteso indurre il locatore, a provvedere a opere di sanatoria dello stabile di sua proprietà. Inoltre, per nuove costruzioni di reti di energia calorica, la mano pubblica, partecipa ai costi di investimento, nella misura massima del 40%.

IV    Per quanto concerne i combustibili impiegati nei motori, la distribuzione degli stessi ai consumatori, non avviene attraverso reti (come per l’energia elettrica e il calore).

Inoltre, non va trascurato, che le energie rinnovabili del settore, sono ancora relativamente poche (biomassa, biocombustibili).l

La RFT si è proposto l’obiettivo, di incrementare – nel settore del traffico veicolare – l’uso di combustibili ottenuti da fonti rinnovabilifino al 2030 – nella misura del 14%; nel 2023, si era a una quota pari al 6,8%.

Ai produttori di combustibili per motori, è stato fatto obbligo, di vendere una determinata quota di “Biokraftstoffe”. A proposito di questi combustibili, è da osservare, che non è più decisivo l’”Energiegehalt” degli stessi, ma il loro potenziale di ridurre i gas serra e, quindi, la nocività per il clima.