INPS - Osservatorio sugli stranieri: pubblicati i dati del 2019

Immigrazione
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Abstract

L’INPS pubblica il primo Osservatorio sugli stranieri con i dati relativi al 2019, fornendo i numeri della presenza straniera nel nostro Paese censita dall’Istituto e differenziandola per tipologia (lavoratori, pensionati e percettori di prestazioni a sostegno del reddito), provenienza, genere, età, distribuzione geografica, attività di lavoro, etc.

 

Indice:

1. Classificazione, tipologia e numeri della presenza straniera in Italia

2. La distribuzione degli stranieri per area e Paese di provenienza

3. Genere, età e distribuzione geografica degli stranieri sul territorio nazionale

 

1.  Classificazione, tipologia e numeri della presenza straniera in Italia

Nel 2019 il numero di stranieri conosciuti all’INPS è pari a 3.816.354, di cui 3.304.583 (86,6%) sono lavoratori, 252.276 (6,6%) pensionati e 259.495 (6,8%) percettori di prestazioni a sostegno del reddito. Sono i dati forniti nel primo Osservatorio sugli stranieri dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale con riferimento allo scorso anno.

Ai fini della rilevazione gli stranieri vengono distinti tra non comunitari, se in possesso di regolare permesso di soggiorno, e comunitari; questi ultimi sono ulteriormente suddivisi tra comunitari nati in uno dei Paesi UE a 15 (Austria, Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Svezia) e comunitari nati in uno dei restanti Paesi esteri dell’UE.

Ad ogni modo per l’individuazione degli stranieri comunitari si fa riferimento al Paese di nascita, rilevabile dal codice fiscale del soggetto, e quindi sono considerati “stranieri” anche gli eventuali cittadini italiani nati all’estero.

Analizzando i dati dal 2010 al 2019 si rileva, nel complesso, una crescita degli stranieri conosciuti all’INPS che passano da 3.294.401 nel 2010 a 3.816.354 nel 2019, mentre l’analisi delle tre diverse tipologie nello stesso arco temporale mostra che:

  1. i lavoratori passano da 3.048.029 (92,5% del totale stranieri) nel 2010 a 3.304.583 (59,6% del totale stranieri) nel 2019;
  2. i pensionati crescono in maniera sostanziale per tutto il periodo, passando da 142.379 (4,3% del totale stranieri) nel 2010 a 252.276 (6,6% del totale stranieri) nel 2019;
  3. i percettori di prestazioni a sostegno del reddito aumentano di più del doppio sia in termini assoluti che percentuali, passando da 103.993 (3,2% del totale stranieri) nel 2010 a 259.495 (6,8% del totale stranieri) nel 2019.

 

2. La distribuzione degli stranieri per area e Paese di provenienza

Se si analizza la distribuzione degli stranieri per area di provenienza, si nota una crescita nel decennio degli stranieri provenienti dai Paesi Extra UE, i quali passano da 2.043.165 (62% del totale stranieri) nel 2010 a 2.583.886 (67,7% del totale stranieri) nel 2019; resta invece sostanzialmente stabile nel tempo il numero (in termini assoluti) di stranieri provenienti dai Paesi dell’UE a 15 e di quelli provenienti dai restanti Paesi dell’UE.

Passando all’analisi dei dati per Paese di provenienza, nel 2019, spicca la forte presenza di Romeni che con 756.217 individui rappresentano il 19,8% di tutti gli stranieri regolari presenti sul territorio nazionale. Seguono gli Albanesi (343.923, 9,0%), i Marocchini (286.835, 7,5%), i Cinesi (217.945, 5,7%), gli Ucraini (175.997, 4,6%) e i Filippini (124.411, 3,3%).

Complessivamente Romania, Albania, Marocco, Cina, Ucraina e Filippine totalizzano circa la metà del totale degli stranieri conosciuti all’INPS (49,9%). La popolazione in cui predominano i lavoratori è sicuramente la Cina, per la quale su 217.945 soggetti, il 98,2% di essi è lavoratore; a seguire Bangladesh (93,7% lavoratori), India (92,4%) e Pakistan (92,1%).

Fra gli ucraini si registra, invece, la percentuale più alta di percettori di prestazioni a sostegno del reddito, mentre il Paese con la percentuale più alta di pensionati è la Germania (ma il dato è probabilmente influenzato dalla presenza di cittadini italiani nati in Germania).

 

3. Genere, età e distribuzione geografica degli stranieri sul territorio nazionale

Tra i cittadini stranieri prevale il genere maschile (55,2%), soprattutto tra pakistani (95,2%), bengalesi (94,4%), egiziani (93,2%), senegalesi (85,9%) e indiani (82,6%).

Tuttavia si registrano differenze notevoli con riferimento ai singoli Paesi di origine: difatti le donne prevalgono tra gli individui provenienti da Ucraina (81,1%), Moldova (68,1%), Perù (60,2%) e Filippine (58,2%). E altrettante differenze si registrano sulla base del settore e dell’attività lavorativa svolta: nel settore privato agricolo lavorano in totale 300.555 stranieri, con netta prevalenza di genere maschile (tasso di mascolinità 73,8%), mentre i lavoratori domestici stranieri sono 534.409 e si caratterizzano per una netta prevalenza di genere femminile (tasso di mascolinità 11,6%).

Riguardo l’età i non comunitari sono generalmente più giovani: il 46,5% ha meno di 39 anni contro il 36,9% degli stranieri UE.

Infine la distribuzione territoriale risulta molto disomogenea: il 60,8% degli stranieri risiede o ha una sede di lavoro in Italia settentrionale, mentre il 24,1% si trova in Italia centrale e solo il 15,1% è nell’Italia meridionale e nelle isole.

Al nord e al centro la presenza degli stranieri provenienti da Paesi extra UE è fortemente prevalente rispetto agli stranieri provenienti dai Paesi UE (rispettivamente 70,8% e 65,6%), mentre al sud il rapporto è più equilibrato con gli stranieri extra UE regolari sotto il 60%.

Anche il rapporto tra stranieri regolari e popolazione residente vede al nord un’incidenza di stranieri tre volte superiore rispetto al sud: 8,7 stranieri su 100 residenti in Italia settentrionale, 7,7 in Italia centrale e 2,8 in Italia meridionale e nelle isole.

 

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