L'IA e la perdita del rendimento scolastico
L'IA e la perdita del rendimento scolastico
ABSTRACT
Il Rapporto INVALSI 2026 registra un crollo nel rendimento scolastico fra gli studenti italiani a significare che, aiutarsi con Chat GPT riduce i tempi e la fatica, ma spegne il senso critico, la capacità di apprendimento e il ragionamento.
l Rapporto INVALSI 2026, l'indagine annuale dell'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo, rende una realtà diversa da quella che si potrebbe immaginare ovvero che aiutarsi nello studio con l'intelligenza artificiale non aiuta ma, al contrario, produce danni e un arretramento culturale.
Dal documento emerge che, in terza media, solo il 57% degli studenti raggiunge un livello adeguato in italiano; analoga situazione in matematica e rispetto al 2018, in nessuna regione italiana, la situazione sembra migliorata.
Al netto delle presenze degli stranieri emerge un sostanziale calo nelle diverse discipline in tutta Italia e, se si considerano gli anni del Covid in cui gli studenti hanno come mai prima utilizzato computer e cellulari e la possibilità di utilizzare ChatGPT dall'aprile 2023, si può ben capire come la fatica dei compiti sia stata largamente aggirata ma il calo nell'apprendimento sia stato direttamente proporzionale.
Il quadro del calo è pesante se si aggiunge che l'OCSE, nella sua pubblicazione dei risultati di PISA 2025, afferma che le medie di lettura e matematica sono le più basse mai registrate; l'OCSE stessa collega il calo al fenomeno della digitilizzazione con più ore davanti agli schermi e meno per la lettura di piacere.
A ciò aggiungiamo che nel settembre appena concluso Anthropic ha pubblicato un documento contenente la previsione di tre scenari economici da qui al 2030 dove si ipotizza una crescita del PIL del 32,4%, un calo dei salari di oltre il 10% e una disoccupazione che andrà oltre i livelli visti durante la recessione economica.
Dai dati suddetti si possono ricavare tre considerazioni; la prima riguarda la capacità di pensare e elaborare informazioni: se molti ragazzi avranno capacità limitate in questo perchè il benessere e la pigrizia avranno avuto un peso determinante sulla loro formazione, saranno sicuramente svantaggiati nel mondo del lavoro.
La seconda che la scuola potrà tornare a lavorare insegnando il valore della fatica e il tempo necessario per un giusto apprendimento se però il lavoro calibrerà le prestazioni sui ritmi della IA chiedendo risultati immediati, di queste competenze non si saprà che farsene.
La terza appartiene al mondo delle promesse infrante fatte ai Millenials ovvero che le professioni scientifiche sarebbero state sempre più appetibili e che avrebbero guadagnato più dei genitori. Ormai è chiaro che la prima promessa sarà sopraffatta dalla IA mentre la seconda di conseguenza non sarà concretizzabile.
Tutte le misure proposte come limitare l'uso dei dispositivi o di vietare l'IA sono buone ma corrispondono a palliativi. Bisognerà dare nuovamente valore alla fatica come possibilità umana di incidere nella realtà attraverso essa. Una fatica che arricchisce e che debba essere preferita agli agi, al fine ultimo di poter dominare la realtà che ci circonda e il mondo del lavoro e che porti a considerare la tecnologia come un mero strumento di aiuto e non un mezzo per non fare e produrre più nulla.