Modello 231 per micro e piccole imprese per la prevenzione di corruzione e reati societari: in arrivo la Prassi di Riferimento UNI

Modelli 231
Modelli 231

Modello 231 per micro e piccole imprese per la prevenzione di corruzione e reati societari: in arrivo la Prassi di Riferimento UNI

La Provincia autonoma di Trento, nell’ambito del “Progetto di razionalizzazione dei controlli sulle imprese”, ha promosso la redazione di alcune Prassi di riferimento (“PDR”), in collaborazione con UNI (Ente italiano di normazione), per una valorizzazione delle esperienze virtuose presenti sul mercato, utili alla semplificazione dei rapporti tra pubblica amministrazione e imprese.

Ho avuto il piacere di coordinare il tavolo di lavoro che ha redatto una proposta di PDR relativa al “Modello semplificato di organizzazione, gestione e controllo, come previsto dal d.lgs. 231/2001, per la prevenzione dei reati contro la Pubblica Amministrazione e dei reati societari nelle micro e piccole imprese”.

Tale documento intende offrire a queste ultime realtà imprenditoriali – numericamente prevalenti nel tessuto economico italiano - una guida nell’adozione di un sistema di controllo e di prevenzione di reati, alla quale possano seguire vantaggi per le stesse imprese in termini organizzativi, di rapporto con la pubblica amministrazione e con tutti gli stakeholders.

La valorizzazione delle buone prassi cui mira la Provincia autonoma di Trento è legata – ad oggi - ai controlli svolti da tale ente pubblico nei confronti delle piccole e micro imprese aventi sede sul territorio della Provincia medesima: l’adozione di un Modello conforme alla Prassi potrebbe portare ad una razionalizzazione dei controlli a carico delle piccole imprese menzionate o ad altre forme di premialità nelle procedure ad evidenza pubblica con l’offerta economicamente più vantaggiosa e nelle opportunità di finanziamento.

Peraltro, conformemente alle evidenze note dell’applicazione giurisprudenziale in materia di d.lgs. 231, l’approccio di tipo sanzionatorio ha prodotto risultati modesti quale incentivo alla prevenzione da parte degli enti. In tal senso la Provincia autonoma di Trento intende concentrare i propri sforzi verso un approccio collaborativo e promozionale tramite un sistema di incentivi e premialità di natura amministrativa.

Tale impostazione ha già portato alla redazione della Prassi UNI PdR 83:2020, pubblicata l’8 maggio 2020, relativa al “Modello semplificato di Organizzazione e Gestione della salute e sicurezza sul lavoro, di cui al d.lgs. 81/2008, per micro e piccole imprese”.

La PDR in discorso ha ad oggetto un secondo e distinto ambito dei rischi ex d.lgs. 231/2001, riferendosi ai reati contro la pubblica amministrazione, ai reati societari e (tra questi) alla corruzione tra privati, rispetto ai quali l’impresa può essere ritenuta responsabile, ove non dimostri di avere adottato ed attuato un efficace modello organizzativo.

Come detto, il target di riferimento è rappresentato dalle piccole e microimprese, che rappresentano la grande maggioranza dell’imprenditorialità italiana: tali imprese affrontano i profili organizzativi e gestionali in modo spesso spontaneo e poco formalizzato, tale da richiedere una prevenzione semplificata dei rischi di reato, senza appesantirne l’operatività con l’adozione di procedure eccessive, anche sotto il profilo dell’istituzione dell’Organismo di Vigilanza.

Altra considerazione: se, da un lato, la normativa anticorruzione, a livello nazionale ed internazionale, è molto ampia e consolidata (ed utilmente “riassunta” – con riguardo al profilo preventivo – dallo standard UNI ISO 37001:2016), nessuna particolare indicazione operativa è invece rinvenibile in tema di micro e piccole imprese con riguardo a tali temi, se non – e in maniera limitata - in ambito dottrinario e, con riguardo ai reati societari, dai Principi di revisione delle piccole imprese.

D’altro canto, come è noto, la giurisprudenza penale ha escluso dall’ambito di operatività del d.lgs. 231/2001 le ditte individuali ma, anche di recente, ha ribadito che le s.r.l. unipersonali rientrano in quell’ambito, potendo, dunque, essere destinatarie delle sanzioni previste dalla normativa.

La proposta di una prassi di riferimento rappresenta, prima di tutto, un’azione di promozione vera e propria per stimolare alla compliance imprese che incontrerebbero ostacoli e disincentivi ad adottare spontaneamente un Modello virtuoso di organizzazione che faccia da scudo per attività penalmente rilevanti.

A questo fine, vengono individuate una serie di modalità organizzative, gestionali e di controllo per l’adempimento degli obblighi richiesti dagli artt. 6 e 7 del d.lgs. 231/2001, recependo ed approfondendo, con un taglio operativo, le indicazioni fornite dalle “L.G. Confindustria”, aggiornate a giugno 2021.

Peraltro, la costruzione di un MOG può costituire valido stimolo per l’impresa a realizzare una più robusta e funzionale strutturazione organizzativa e gestionale: insomma, si intende promuovere l’inizio e lo svolgimento di un percorso virtuoso che potrà certamente giovare all’ente stesso.

Deve essere ribadito che, secondo il d.lgs. 231/2001, l’adozione e l’efficace attuazione di un MOG idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi può portare all’esclusione della responsabilità dell’ente (c.d. esimente).

Inoltre, l‘adozione di un MOG è elemento utile ai fini dell’ottenimento del Rating di legalità da parte dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato: l’attribuzione del Rating, a sua volta, può produrre conseguenze favorevoli nei rapporti con banche e P.A.

Le micro e piccole imprese potranno valutare l’opportunità di adottare volontariamente un MOG secondo la prassi di riferimento, adattandone i contenuti in relazione alla loro specifica articolazione aziendale, alle esigenze organizzativo-produttive e alla particolare organizzazione del lavoro.

Per ogni elemento contenutistico del MOG semplificato viene aggiunta una breve introduzione esplicativa e un esempio che può essere utilizzato dall’impresa nella redazione del suo modello organizzativo.

La bozza di PDR è aperta alla pubblica consultazione fino al 26 giugno:

Consultazione - UNI - ENTE ITALIANO DI NORMAZIONE