Pact on Migration and Asylum – A common EU-system to manage migration
Pact on Migration and Asylum – A common EU-system to manage migration – Disegno di legge di attuazione del “Pact” in Austria
Il 15.1.26 i ministri dell'Interno e degli Esteri hanno presentato la “größte Novelle des Fremdenrechts seit fast 20 Jahren” (la piu´ incisiva innovazione, che sarà apportata in materia di legislazione concernente gli stranieri extracomunitari).
Questo disegno di legge, fa seguito al “Pact on Migration and Asylum” (sottotitolo: “A common EU system to manage migration”), con il quale l´UE ha inteso darsi norme legislative comuni, per quanto concerne migrazione e trattamento di stranieri extracomunitari.
Il suddetto “Pact”, è entrato in vigore l´11.6.24 e gli Stati membri, sono tenuti, a darne attuazione, nella legislazione interna, entro un biennio.
Prima di illustrare il disegno di legge, mediante il quale l´Austria intende adempiere gli obblighi conseguenti alla stipula e all´entrata in vigore del “Pact”, di cui sopra, pare opportuno, qualche accenno ai principi fondamentali sanciti da questo “Pact”.
Il disegno di legge attuativo dell´”EU-Asylpakt”, è “in Begutachtung” sin dal 15.1.26 e mediante lo stesso, l´Austria intende contribuire alla “gesamteuropäischen Migrationswende”.
Anzitutto, non vi sara´ piu´ tolleranza nei confronti di chi chiede asilo politico in Austria e, in attesa dello stesso, delinque.
La migrazione deve avvenire ordinatamente, deve essere “pilotata” e i rimpatri “konsequent umgesetzt”. Lotta alla “Schlepperei” (ai “passatori”) e accordare protezione a chi effettivamente ne ha bisogno.
Ai fini dei rimpatri (“Rückführungen”), l´Austria ha concluso, sino a oggi, 67 convenzioni con altri Stati.
La sospensione del “Familiennachzug”, attualmente prevista fino alla fine del 2026, accanto a controlli stringenti alle frontiere, ha comportato una notevole riduzione delle richieste di asilo (ma anche un “Rückgang” della scoperta di immigrati clandestini).
Poco dopo la presentazione del disegno di legge di attuazione del “Pact on Migration and Asylum”, il ministro dell´Interno austriaco, ha reso pubblici i dati statistici – relativi al 2025 – in materia di asilo e “Migration”.
L´obiettivo, “die illegale Migration gegen Nulla zu drängen”, non è stato conseguito, ma una riduzione notevole, questa sí.
Sono state anche intensificate le espulsioni, pure verso la Siria e l´Afghanistan.
Le domande di asilo (16.284 nel 2024) sono diminuite nella misura del 36% nel 2025 e del 72,5% rispetto al 2023.
Per quanto concerne lo “Stopp” dei “Familiennachzüge”, esso ha fatto sí, che soltanto per 25 persone, è stata fatta un´ “Ausnahme” nel 2025 (nel 2023, i “Familiennachzüge” erano stati 3.400 circa).
Espulsioni: nel 2025 sono state 14.156, di cui il 50% circa, erano “verurteilte Straftäter” (condannati).
L` “EU- Asylpakt” ora prevede – obbligatoriamente – procedimenti spediti agli “Außengrenzen” dell´UE. Si procederà a registrazione degli extracomunitari e i “Verfahren”, dovranno avere termine, entro 12 settimane. In mancanza dei presupposti per l´entrata legale, il provvedimento di espulsione, sarà adottato gia´ alla frontiera; se, invece, si riscontrerà, che vi siano scarse probabilita´ di riconoscimento della qualita´ di rifugiato, potra´ essere disposto l´arresto (fino al termine del procedimento (ma comunque non oltre 18 mesi)).
Il sistema di identificazione “Eurodoc”, sara´ riformato; dovra´ costituire un´ampia “Migrationsdatenbank”, nella quale saranno inclusi, oltre a persone, che chiedono asilo, anche apolidi e “illegale Fremde” (stranieri non aventi titolo di soggiornare in Austria).
Il limite di eta´- ai fini della registrazione dei dati biometrici – sara´ abbassato da 14 anni a sei anni. Fotografie riproducenti il viso di persone e documenti di riconoscimento, potranno essere inseriti nella predetta “Datenbank”.
Per l´Austria, gli unici “EU-Außengrenzen”, saranno gli aeroporti internazionali, per cui i procedimenti di asilo, avranno luogo (in modo centralizzato) a Wien-Schwechat.
Altra previsione di particolare importanza, è l´imposizione – all´extracomunitario - di una “Wohnsitzauflage” (onere di soggiorno) nei cosiddetti Rückkehrzentren; in tal modo, sarà facilitata l´espulsione degli “ausreisepflichtigen Fremden”.
La “Rückkehrberatung” sara´ dotata di ulteriore personale, per cui, coloro, che intendono fare ritorno nel loro Paese di origine, potranno ottenere tempestivamente informazioni su un eventuale – volontario – ritorno. Ci sara´ piu´ severita´, quando si tratta di revocare la cosiddetta Grundversorgung (assistenza di base) ai richiedenti asilo.
Il “Familiennachzug” – attualmente sospeso – potra´ avvenire, unicamente fino a quando non saranno raggiunte determinate “quote”. “Quoten” saranno fissate pure per l´accoglimento di “subsidiär Schutzberechtigten”.
Tutti gli aventi diritto all´asilo, dovranno identificarsi con i “valori” dello Stato di diritto austriaco (firmando un´apposita dichiarazione (la cosiddetta Werte – Charta)). I richiedenti asilo politico condannati, saranno inesorabilmente espulsi.
L´Austria è intenzionata a istituire “Rückkehrzentren” (centri per il rimpatrio); a tal fine, vi saranno trattative con “Drittstaaten” (Paesi terzi). La creazione di questi centri, e´ stata resa possibile dall´”Asylpakt” di cui sopra.
Anche la RFT, nonche´ altri Stati comunitari, come la Danimarca e la Grecia, sono intenzionati, a costituire “Abschiebezentren” (“Return Hubs”) in paesi terzi. I preparativi per i relativi accordi, sono in corso. E´ previsto, che persone extracomunitarie, la cui domanda di asilo è stata rigettata, verranno espulse, dai “Return Hubs”, verso i loro Stati di origine o verso Stati limitrofi.
L´Olanda ha gia´ concluso un accordo con l´Uganda, che prevede l´istituzione di un “Rückführungszentrum” in questo Stato africano. Il ”Pact on Migration and Asylum”, ha reso possibile questa soluzione.
C´è chi preferisce – come il Lussemburgo - di invogliare gli stranieri al ritorno spontaneo. I programmi, a tal fine messi in atto, un anno orsono, hanno dato esito piu´ che soddisfacente, anche perche´ agli stranieri vengono assicurati sostegni economico-finanziari, se decidono, di ritornare.
Ancora allo studio è la possibilita´, di “Asylverfahren in Drittstaaten”, vale a dire la di fuori dell´UE.
Chiusa questa parentesi, torniamo all´Austria.
Critiche non lievi ** ivi sono pervenute da un partito di opposizione. Anziche´ a un “Asylstopp”, il Governo federale, si è limitato a misure di efficacia incerta. Questo vale anche per la cosiddetta Integrations-Charta (la cui firma sarà richiesta agli aspiranti asilo politico). Chi non intende integrarsi, è stato detto, non si farà ”impressionare” da un pezzo di carta del genere. “Rückführungen” “addolcite” da somme di denaro, erogate in favore degli stranieri, sarebbero difficili da controllare e vengono ritenute misure poco atte a ridurre la pressione migratoria. Accolte dovrebbero essere persone, che hanno bisogno effettivo di tutela (“tatsächlichen Schutz”). Al Governo federale, viene attribuita “Naivität” per quanto concerne la politica nei confronti dei profughi e non verra´ impedito, che continui il formarsi di “Parallelgesellschaften”, con conseguente pericolo per la sicurezza e l´ordine pubblico.
** A proposito di queste critiche, mi viene in mente quanto scritto da M. T. Cicerone nella sua opera: De finibus bonorum et malorum: “Neque enim disputari sine reprehensione nec cum iracundia aut pertinacia recte disputari potest” (I, 8-9).