Iscriviti al sito e alla newsletter di Filodiritto.

Welcome kit in omaggio

La pubblicazione di contributi, approfondimenti, articoli e in genere di tutte le opere dottrinarie e di commento (ivi comprese le news) presenti su Filodiritto è stata concessa (e richiesta) dai rispettivi autori, titolari di tutti i diritti morali e patrimoniali ai sensi della legge sul diritto d'autore e sui diritti connessi (Legge 633/1941). La riproduzione ed ogni altra forma di diffusione al pubblico delle predette opere (anche in parte), in difetto di autorizzazione dell'autore, è punita a norma degli articoli 171, 171-bis, 171-ter, 174-bis e 174-ter della menzionata Legge 633/1941. È consentito scaricare, prendere visione, estrarre copia o stampare i documenti pubblicati su Filodiritto nella sezione Dottrina per ragioni esclusivamente personali, a scopo informativo-culturale e non commerciale, esclusa ogni modifica o alterazione. Sono parimenti consentite le citazioni a titolo di cronaca, studio, critica o recensione, purché accompagnate dal nome dell'autore dell'articolo e dall'indicazione della fonte, ad esempio: Luca Martini, La discrezionalità del sanitario nella qualificazione di reato perseguibile d'ufficio ai fini dell'obbligo di referto ex. art 365 cod. pen., in "Filodiritto" (https://www.filodiritto.com), con relativo collegamento ipertestuale. Se l'autore non è altrimenti indicato i diritti sono di Inforomatica S.r.l. e la riproduzione è vietata senza il consenso esplicito della stessa. È sempre gradita la comunicazione del testo, telematico o cartaceo, ove è avvenuta la citazione.

Il "controverso" rapporto tra la disciplina 231 e i reati tributari

12 maggio 2014 -

Si consideri, inoltre, che la condotta riconducibile alla frode fiscale, sia nella forma della dichiarazione sia nella forma dell’emissione di fatture relative a operazioni inesistenti, presenta tratti di notevole similitudine con la truffa ai danni dello Stato, reato per il quale, ex articolo 24 Decreto Legislativo n. 231/2001, è prevista la responsabilità degli enti.

La stessa prassi giudiziaria ha evidenziato come le condotte di frode fiscale costituiscano talvolta veicolo di realizzazione di disponibilità extracontabili, attraverso le quali vengono perpetrati ulteriori reati, quali la corruzione e le false comunicazioni sociali, che, come è noto, rientrano nel catalogo dei reati-presupposto.

Infine, dato che la responsabilità penaltributaria viene individuata solo a carico di chi ha sottoscritto la dichiarazione dei redditi o IVA, nell’ambito delle società potrebbe diffondersi la prassi di attribuire la delega alla presentazione delle dichiarazioni a dirigenti dell’impresa, così allontanando il rischio penale dalle persone che rivestono posizioni di vertice.

1.3 L’attuale applicazione del Decreto Legislativo n. 231/2001 ai reati tributari

È opportuno considerare come siano ipotizzabili comunque situazioni in cui dalla constatata violazione di obblighi tributari da parte del legale rappresentante o amministratore di società, oltre alla configurabilità della responsabilità penale a carico di costui, possa scaturire anche una responsabilità amministrativa per la società.

Posto che tra i reati transnazionali che, a norma dell’articolo 10 della già citata L. n. 146/2006, danno luogo a responsabilità amministrativa degli enti, vi è anche il delitto di «associazione per delinquere» di cui all’articolo 416 c.p., nel caso in cui sia contestato il reato associativo a carattere transnazionale, finalizzato alla commissione di delitti di emissione e/o utilizzazione di fatture relative ad operazioni inesistenti, secondo lo schema delle frodi carosello, non c’è dubbio che, accanto alla responsabilità penale delle persone fisiche che hanno commesso i reati di cui trattasi, vi sarà anche, a carico delle società appartenenti al sodalizio criminoso, una responsabilità amministrativa comportante l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da 400 a 1000 quote, nonché delle sanzioni interdittive previste dall’articolo 9, comma 2, Decreto Legislativo n. 231/2001, per una durata non inferiore ad un anno.

Infine, con la successiva introduzione dell’articolo 416 c.p. tra i reati presupposto della responsabilità dell’ente ex Decreto Legislativo n. 231/2001, potrà essere sostanzialmente addebitata alla persona giuridica la commissione di qualsiasi reato-fine (che solo sia qualificato come delitto doloso), superando la suddetta limitazione di responsabilità alle associazioni criminose aventi carattere transnazionale.[6]

1.4 La scelta del legislatore

La scelta politico-criminale del legislatore è sicuramente criticabile in quanto è fisiologico che gli adempimenti tributari di maggiore spessore e consistenza concretizzano ben precise scelte di politiche di impresa cui conseguono vantaggi indebiti per l’ente.



About

  • Contatti
  • Redazione
  • Pubblicità
  • Avvertenze
  • Privacy
  • Cookie

Newsletter

Rimani aggiornato sulle novità e gli articoli più interessanti della redazione di Filodiritto, inserisci la tua mail:

Iscriviti alla newsletter

© Filodiritto 2001-2019

Filodiritto è un marchio di InFOROmatica S.r.l.
P.Iva 02575961202
Capitale sociale: 10.000,00 i.v.
Direttore responsabile: Antonio Zama
Tribunale Bologna 24.07.2007,
n.7770 - ISSN 2239-7752

Sempre aggiornato

Scrivi la tua mail per ricevere le ultime novità, gli articoli e le informazioni su eventi e iniziative selezionati dalla redazione di Filodiritto.

*  Email:

Leggi l'informativa sulla privacy

Sede legale e amministrativa InFOROmatica S.r.l. - Via Castiglione 81, 40124 - Bologna
Tel. 051.98.43.125 - Fax 051.98.43.529

Credits webit.it