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Gli accertamenti tributari e la tutela del segreto professionale

12 settembre 2016 -
Gli accertamenti tributari e la tutela del segreto professionale

Indice

1. Premessa                                                                                                              

2. Riferimenti normativi                             

3. L’accesso presso la sede del professionista (articolo 52 comma 1 del Decreto del Presidente della Repubblica n.633/1972)                                               

3.1 Il segreto professionale e l’autorizzazione del PM (articolo 52 comma 3 del Decreto del Presidente della Repubblica633/1972)                                                                                                    

3.2 Profili processuali-penalistici                                                         

4. La tutela del segreto professionale alla luce della sentenza della corte di cassazione a sezioni unite n. 8587/2016

 

1. Premessa

L’amministrazione finanziaria, al fine di controllare i corretti adempimenti dei contribuenti, si avvale di una serie di poteri istruttori e di controllo.

Questi poteri, si estrinsecano in una vera e propria verifica fiscale durante la quale gli ispettori dell’Amministrazione Finanziaria, hanno la possibilità di procedere all’accesso, all’ispezione ed alle verifiche documentali (che possono essere finanziare, bancarie o postali) che più ritengono necessarie e opportune.

Ciò posto, è bene precisare che la finalità del presente articolo è, però, quella di analizzare più specificamente in che modo debba essere eseguita l’attività di verifica fiscale presso la sede dei professionisti e in che modo possa essere tutelato il segreto professionale, alla luce della sentenza della Suprema Corte di Cassazione a Sezione Unite n. 8587 del 02 maggio 2016.

La disciplina prevista per gli accessi fiscali negli studi professionali merita, infatti, particolare attenzione proprio perché riguarda una categoria di contribuenti, che in ragione del proprio lavoro, si trovano a conoscenza di fatti relativi a terzi, rispetto ai quali hanno l’obbligo deontologico di garantire il segreto professionale.

Il segreto in questione permette, infatti, al professionista di rifiutare l’esibizione di documenti del cliente, non dotati di rilevanza fiscale, che potrebbero far scaturire un’ulteriore indagine tributaria nei confronti dello stesso assistito.

Articolo pubblicato in: Diritto tributario


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