iI confine tra il genio e il matto. Scopriamo tutte le carte
iI confine tra il genio e il matto. Scopriamo tutte le carte
Lettera al Signor Ministro della Giustizia
"I magistrati sono tutti bravi e preparati, su questo non c’è dubbio. Perché qualcuno è anche troppo preparato e, come sapete, molto spesso il confine tra il genio e il matto è un confine sfumato ” (Il Ministro Carlo Nordio, 21 febbraio 2024),
Niente è più inutile che stabilire quanto d’autobiografico ovvero d’infamante sia riconoscibile nella predetta inusitata valutazione del Ministro! Piuttosto non si può negare che nasce da parto distocico la discussa Riforma, siccome – pur essendo corposamente ... costituzionale (coinvolgendo 7 disposizioni portanti su 139) – in principio deliberatamente ha eluso del tutto l’agone e la sovranità popolare costituzionalmente intesi (art. 1 Cost.), cioè il dibattito parlamentare. Nasce - e vuole essere ed apparire - soltanto una riforma ministeriale elaborata dai magistrati scelti dal Ministro della Giustizia (già magistrato requirente), da sottoporre all’agone referendario soltanto... per l’approvazione. Nasce perciò già ab ovo come sfida istituzionale in cui, alla complessità e completezza dell’«agire comunicativo» in sede parlamentare (illustrato da J. Habermas), il Governo sostituisce banalmente la facoltativa laconicità del ... pollice (verso o recto) dei cives! Prendere o lasciare! Sì o no? Contiamoci! Se in scolastica ipotesi all’esito i voti validi fossero soltanto tre, di cui due favorevoli al SI, la Riforma - questa storica Riforma costituzionale - resterebbe inattaccabile, quali che possano essere le cospicue norme ordinarie d’attuazione disposte dal Parlamento.
A fortiori allora non è sicuramente da “matti” proporre qui ed ora le seguenti domande al Signor Ministro della Giustizia.
- Posto che da tempo ella denuncia – tra l’altro - inefficienza e colpe tanto dei magistrati quanto del C.S.M., è lecito chiederle quante volte negli ultimi sei anni (sconvolti dallo scandalo Palamara & Company), ed in quali occasioni, il suo Dicastero ha esperito l’azione disciplinare nei confronti di magistrati ordinari, come previsto dall’art. 107, 2° Cost., che le assegna tale facoltà, così rendendola politicamente responsabile?
- Approvata in ipotesi l’ambita separazione delle carriere, il Procuratore Generale presso la Suprema Corte, divenuto membro di diritto del separato Consiglio Superiore della Magistratura dei requirenti, continuerà a doverosamente esperire, davanti alla neonata Alta Corte, l’azione disciplinare nei confronti dei magistrati giudicanti, come attualmente previsto dall’art. 14 del D. lgs. n. 109 del 2006? Ma – a tacer d’altro - come si concilia siffatto sistema con la postulazione di una «necessaria inimicizia» tra requirenti e giudicanti, che tutti i sostenitori della riforma ritengono necessaria per assicurare la terzietà del giudice imposta (in forma di giuridico triangolo isoscele) dall’art. 111, 2° della Costituzione? Per tal via non si coonesta la subvalenza in sede disciplinare del magistrato giudicante, siccome deliberatamente consegnato alla «necessaria inimicizia» del requirente, addirittura espressamente fomentata? Chiamato al voto, il civis non deve sapere i concreti approdi di così radicale riforma? Chi dunque avrà il dovere di agire disciplinarmente nei confronti dei magistrati giudicanti? O sopravviverà soltanto il potere discrezionale del Ministro della Giustizia?
- Posto che a pag. 2 della relazione al disegno di legge costituzionale è dato leggere «Se vogliamo ricollocarci all’interno di un contesto europeo, moderno ed avanzato, dobbiamo certamente operare una correzione ed immaginare dei nuovi limiti all’agire della magistratura penale, e dobbiamo operare perché la politica assuma nuovamente su di sé la responsabilità del governo della società», quali sono gli auspicati «nuovi limiti»?
In definitiva, non è venuto il momento di ...scoprire le carte inizialmente nascoste al dibattito parlamentare? Se non ora, quando?
Domandare è lecito, rispondere è tanto facoltativo quanto degno di apprezzamento.
(Rosario Russo, già Sostituto Procuratore Generale della Suprema Corte)