Il rapporto METER sulle nuove strategie a danno dei minori

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Il rapporto METER sulle nuove strategie a danno dei minori

 

          Abstract: L'uso sempre più diffuso della IA per “spogliare” i minori e normalizzare la pedofilia; i social e le app come strumento per adescare. Fenomeni come “pedomama” mettono sempre più a rischio la tutela e la crescita dei minori, vittime di un sistema criminale senza confini. Il Rapporto Meter disegna un quadro allarmante.

 

 

          Il Meter, associazione a tutela dei bambini fondata nel 1989 da don Fortunato Di Noto, nel suo ultimo rapporto annuale sulla pedofilia e pedopornografia, presenta un quadro allarmante sui mezzi sempre nuovi che vengono utilizzati per adescare i minori vittime di persone senza scrupoli.

          Il rapporto nasce dal lavoro dell’Osservatorio mondiale contro la pedofilia (Osmocop), braccio tecnico del Meter, che anche nel 2025 ha scandagliato il web individuando, come sempre, una quantità enorme di materiale illecito. Si tratta di 785.072 foto e 1.733.043 video pedopornografici, con “abusi reali” compiuti su bambini e adolescenti; abusi reali ovvero non rientranti nel cosiddetto deepnude, fenomeno tristemente in crescita, cioè delle immagini manipolate attraverso programmi di IA allo scopo di rimuovere da una foto reale gli indumenti di una persona.

          Nel 2025 Meter ha individuato 8.213 minori vittime di deepnude ed il fatto che manchi una violenza fisica diretta non toglie nulla alla gravità del fenomeno come chiarisce il Report quando afferma che “dietro ogni immagine manipolata esiste sempre una vittima reale, il minore ritratto nella foto originale, che subisce una violazione della propria identità. Il suo volto viene prelevato e sessualizzato senza alcun consenso”. Ciò unito alla circolazione della falsa immagine via web provoca traumi profondi che rischiano di indurre il minore a compiere gesti estremi per il senso di vergogna; la diffusione di tali immagini alimenta il mercato stimolando la richiesta sempre più grande di contenuti illeciti. Altra aggravante è la normalizzazione della pedofilia e ciò prova come il mondo virtuale abbia conseguenze gravissime nel mondo reale.

          I canali principali per l'adescamento dei minori e per la diffusione della pedopornografia sono quelli meno accessibili come il Dark web e quelli dei social network uniti alle più comuni applicazione di messaggistica. Riguardo a questo ultimi il Meter segnala 655 gruppi caratterizzati all'adescamento tramite profili falsi e dalla condivisione di contenuti pedopornografici: più di due terzi di questi gruppi sono stati scovati su Signal (451 ovvero il 69% del totale); altre app di messaggistica usate sono Telegram (145 22%), Istagram (23 gruppi, 3.5%), Viber (14 gruppi 22%), Whatsapp 12 gruppi 2%).

          Il rapporto spiega anche come è possibile accedere ai canali criminali e si legge come l'accesso non è mai diretto perchè il sistema è pensato per eludere i controlli e consentire spostamenti veloci degli utenti da una stanza digitale ad una altra. In molti casi viene “richiesto all'utente un tributo o una prova per scongiurare la presenza di infiltrati o inquirenti. L'utente è obbligato a caricare a sua volta materiale inedito o a compiere azioni specifiche per sbloccare l'accesso, trasformandosi da semplice spettatore a complice attivo nella distribuzione del materiale pedopornografico”.

          La grande novità del rapporto è comunque sconvolgente ovvero si conferma il fenomeno della “pedomama” che sta ad indicare abusi commessi da donne – a volte mamme – nei confronti dei minori. L'associazione di don Noto ha riscontrato una crescita di questo fenomeno con 320 foto e 11.240 video scoperti su Signal. Telegram e Viber. Sempre su Signal sono stati scoperti e denunciati 24 gruppi con foto di bambini (età media 11 anni) abusati da cani.

          Altra triste conferma è l'abuso dei minori da parte di altri minori, spesso maschi tra loro.

          Di fronte a tanto squallore e sadismo sarà necessario interpellarci tutti e non è più sufficiente dichiararsi in disaccordo con tali bassezze ma tornare a considerare e praticare principi etici e religiosi in grado di mutare il mondo e di renderlo migliore.

Non esiste altra strada.