Iscriviti al sito e alla newsletter di Filodiritto.

Welcome kit in omaggio

La pubblicazione di contributi, approfondimenti, articoli e in genere di tutte le opere dottrinarie e di commento (ivi comprese le news) presenti su Filodiritto è stata concessa (e richiesta) dai rispettivi autori, titolari di tutti i diritti morali e patrimoniali ai sensi della legge sul diritto d'autore e sui diritti connessi (Legge 633/1941). La riproduzione ed ogni altra forma di diffusione al pubblico delle predette opere (anche in parte), in difetto di autorizzazione dell'autore, è punita a norma degli articoli 171, 171-bis, 171-ter, 174-bis e 174-ter della menzionata Legge 633/1941. È consentito scaricare, prendere visione, estrarre copia o stampare i documenti pubblicati su Filodiritto nella sezione Dottrina per ragioni esclusivamente personali, a scopo informativo-culturale e non commerciale, esclusa ogni modifica o alterazione. Sono parimenti consentite le citazioni a titolo di cronaca, studio, critica o recensione, purché accompagnate dal nome dell'autore dell'articolo e dall'indicazione della fonte, ad esempio: Luca Martini, La discrezionalità del sanitario nella qualificazione di reato perseguibile d'ufficio ai fini dell'obbligo di referto ex. art 365 cod. pen., in "Filodiritto" (https://www.filodiritto.com), con relativo collegamento ipertestuale. Se l'autore non è altrimenti indicato i diritti sono di Inforomatica S.r.l. e la riproduzione è vietata senza il consenso esplicito della stessa. È sempre gradita la comunicazione del testo, telematico o cartaceo, ove è avvenuta la citazione.

Il mutamento di mansioni dopo il Jobs Act

07 aprile 2015 -
Il mutamento di mansioni dopo il Jobs Act

1. Premessa

Con  Legge n. 183 del 10 dicembre 2014 (cosiddetto Jobs Act), il Governo ha approvato quella che la maggioranza dei giuslavoristi ha correttamente qualificato “controriforma del lavoro”, in ragione del suo carattere regressivo dei diritti dei prestatori di lavoro realizzato tramite la revoca delle  tutele per la parte debole del rapporto conquistate o ad essa riconosciute dall’ordinamento dopo gli anni ‘50 del secolo scorso. La controriforma è il frutto della vecchia, quanto errata, convinzione degli imprenditori - fatta propria per l’occasione dal Governo - che la riduzione dei diritti civili dei lavoratori con corrispondente accrescimento del potere datoriale in azienda abbia il potere taumaturgico di incrementare l’occupazione che, nel nostro Paese, ha toccato livelli elevatissimi a danno, in particolare, dei giovani.

Partendo da posizioni pubblicamente e mediaticamente rassicuranti per i cittadini-lavoratori in ordine all’intangibilità delle garanzie e sanzioni avverso il licenziamento ingiustificato (implicanti  la reintegra nel posto da cui illegittimamente estromessi), poi  modificate incredibilmente quanto ingannevolmente nel corso del tempo,  il Consiglio dei ministri ha approvato in forma definitiva - nella seduta del 20 febbraio 2015 - due decreti attuativi della controriforma, riguardanti rispettivamente la nuova disciplina dei licenziamenti e degli ammortizzatori sociali.

Della riforma della normativa dei licenziamenti ingiustificati - già depotenziata dall’omologa dell’ex ministro Fornero - caratterizzati per i nuovi assunti dalla privazione della reintegrazione ex articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e dalla sua sostituzione con un trattamento indennitario monetizzante del tutto modesto (crescente con l’anzianità di servizio), ci siamo già diffusamente e criticamente occupati nel nostro articolo “La riduzione delle tutele del lavoro nel cosioddetto Jobs Act”, reperibile in rete nei portali sia di Altalex[1] sia di Filodiritto[2] (cui si rinviano gli eventuali interessati).

Peraltro nella stessa seduta del 20 febbraio 2015, il Consiglio dei ministri  ha approvato in fase preliminare e non definitiva (definitività acquisibile solo dopo il parere non vincolante delle Commissioni parlamentari  e riesame dello stesso Consiglio dei ministri) lo “schema di decreto legislativo recante il testo organico delle tipologie contrattuali e la revisione delle mansioni” - quest’ultime fatte oggetto di riscrittura in peius tramite l’articolo 55 dello schema, riportato in nota[3] -  di cui ci occupiamo in questo articolo.

2. La riscrittura deteriore dell’articolo 2103 del codice civile

Nella soluzione di arretramento delle tutele per la parte debole del rapporto di lavoro, accompagnata dalla privazione dell’intervento riequilibratore e sanzionatorio del Giudice per i casi di arbitrio datoriale - e di  corrispettivo accrescimento degli spazi di “mano libera”  per gli imprenditori - si inscrive, in piena coerenza con il precedente regressivo sul tema dei licenziamenti, la riscrittura dell’articolo 2103 del codice civile[4], prefigurata nell’articolo 55 dello schema di decreto attuativo, nell’ipotesi (piuttosto realistica) che esca confermata nel testo definitivo.

In tale riscrittura emerge, innanzitutto, l’eliminazione della garanzia per i lavoratori - in caso di mutamento unilaterale delle mansioni - costituita dal rispetto della cd. “equivalenza” tra le precedenti disimpegnate (cd. a quo) e quelle alle quali si è stati unilateralmente spostati (cosiddetto ad quem).

Articolo pubblicato in: Diritto del lavoro e della sicurezza


About

  • Contatti
  • Redazione
  • Pubblicità
  • Avvertenze
  • Privacy
  • Cookie

Newsletter

Rimani aggiornato sulle novità e gli articoli più interessanti della redazione di Filodiritto, inserisci la tua mail:

Iscriviti alla newsletter

© Filodiritto 2001-2017

Filodiritto è un marchio di InFOROmatica S.r.l.
P.Iva 02575961202
Capitale sociale: 10.000,00 i.v.
Direttore responsabile: Antonio Zama
Tribunale Bologna 24.07.2007,
n.7770 - ISSN 2239-7752

Sempre aggiornato

Scrivi la tua mail per ricevere le ultime novità, gli articoli e le informazioni su eventi e iniziative selezionati dalla redazione di Filodiritto.

*  Email:

Leggi l'informativa sulla privacy

Sede legale e amministrativa InFOROmatica S.r.l. - Via Castiglione 81, 40124 - Bologna
Tel. 051.98.43.125 - Fax 051.98.43.529

Credits webit.it