Iscriviti al sito e alla newsletter di Filodiritto.

Welcome kit in omaggio

La pubblicazione di contributi, approfondimenti, articoli e in genere di tutte le opere dottrinarie e di commento (ivi comprese le news) presenti su Filodiritto è stata concessa (e richiesta) dai rispettivi autori, titolari di tutti i diritti morali e patrimoniali ai sensi della legge sul diritto d'autore e sui diritti connessi (Legge 633/1941). La riproduzione ed ogni altra forma di diffusione al pubblico delle predette opere (anche in parte), in difetto di autorizzazione dell'autore, è punita a norma degli articoli 171, 171-bis, 171-ter, 174-bis e 174-ter della menzionata Legge 633/1941. È consentito scaricare, prendere visione, estrarre copia o stampare i documenti pubblicati su Filodiritto nella sezione Dottrina per ragioni esclusivamente personali, a scopo informativo-culturale e non commerciale, esclusa ogni modifica o alterazione. Sono parimenti consentite le citazioni a titolo di cronaca, studio, critica o recensione, purché accompagnate dal nome dell'autore dell'articolo e dall'indicazione della fonte, ad esempio: Luca Martini, La discrezionalità del sanitario nella qualificazione di reato perseguibile d'ufficio ai fini dell'obbligo di referto ex. art 365 cod. pen., in "Filodiritto" (https://www.filodiritto.com), con relativo collegamento ipertestuale. Se l'autore non è altrimenti indicato i diritti sono di Inforomatica S.r.l. e la riproduzione è vietata senza il consenso esplicito della stessa. È sempre gradita la comunicazione del testo, telematico o cartaceo, ove è avvenuta la citazione.

Revoca dell’assessore: sindacabilità e tutele risarcitorie

06 ottobre 2017 -
Revoca dell’assessore: sindacabilità e  tutele risarcitorie

Indice

1. La dicotomia atto politico-atto amministrativo e il tertium genus del cd. atto di alta amministrazione

2. La revoca degli incarichi assessorili: il puntum dolens della questione ed i relativi risvolti applicativi

3. L’analisi delle dottrina

4. La terza via del Consiglio di Stato

5. Coordinate processuali della vicenda: azioni esperibili ed oneri probatori

6. Il danno non patrimoniale da lesione all’immagine e alla personalità politica

 

Abstract

La natura del decreto di revoca sindacale degli incarichi assessorili si inscrive nell’ambito della più ampia tematica afferente alla dicotomia tra atto politico e atto amministrativo.

La questione non assume unicamente rilievo dogmatico, atteso che, ove ne fosse riconosciuta la natura politica, l’atto de quo sarebbe sottratto al sindacato del Giudice Amministrativo e indifferente alle garanzie procedimentali della Legge n. 241 del 1990.

Sul punto, nell’avvicendarsi delle posizioni dottrinali, i recenti pronunciamenti del Consiglio di Stato riconoscono al provvedimento di revoca dell’assessore vocazione di atto di alta amministrazione.

Tale soluzione permette la diretta impugnabilità del provvedimento in parola innanzi al Giudice Amministrativo e consente, pur conservandone veste politica in ordine al soggetto che lo adotta, di affermare la piena operatività della Legge sul Procedimento amministrativo ed, in particolare, le guarentigie partecipative in favore dei destinatari dell’atto.

 

1. La dicotomia atto politico-atto amministrativo e il tertium genus del cd. atto di alta amministrazione

L’attività amministrativa è manifestazione della funzione pubblica, mediante la quale i soggetti ivi preposti provvedono alla cura degli interessi pubblici (1).

L’individuazione dei fini da perseguire, la qualificazione degli stessi come pubblici e la loro attribuzione alla Pubblica Amministrazione avviene, in sede di indirizzo, da parte di organi di vertice, cui compete la funzione politica di governo.

L’attività politica, dunque, si concreta nel complesso di atti, attraverso i quali si delinea la direzione suprema della “cosa pubblica”.

Dunque, il discrimen tra attività politica e attività amministrativa si inquadra notoriamente nella ricorrenza o meno di un vincolo funzionale cogente sull’attività espletata.

In altre parole, per la Pubblica Amministrazione il perseguimento dell’interesse pubblico rappresenta fine e, al contempo, vincolo di funzione e di scopo da rispettare.

Viceversa, l’attività politica è scevra da vincoli, in quanto ontologicamente preposta a fissare il fine che l’attività amministrativa è chiamata a perseguire.

Da tali premesse, si ricavano agevolmente i lineamenti dell’atto politico: un atto che, sul piano soggettivo, deriva da organi di vertice, volto al governo della res pubblica e, sul piano oggettivo, è vocato alla costituzione, salvaguardia e al funzionamento dei pubblici poteri, nella loro organica struttura e nella loro coordinate applicazione (2).



About

  • Contatti
  • Redazione
  • Pubblicità
  • Avvertenze
  • Privacy
  • Cookie

Newsletter

Rimani aggiornato sulle novità e gli articoli più interessanti della redazione di Filodiritto, inserisci la tua mail:

Iscriviti alla newsletter

© Filodiritto 2001-2017

Filodiritto è un marchio di InFOROmatica S.r.l.
P.Iva 02575961202
Capitale sociale: 10.000,00 i.v.
Direttore responsabile: Antonio Zama
Tribunale Bologna 24.07.2007,
n.7770 - ISSN 2239-7752

Sempre aggiornato

Scrivi la tua mail per ricevere le ultime novità, gli articoli e le informazioni su eventi e iniziative selezionati dalla redazione di Filodiritto.

*  Email:

Leggi l'informativa sulla privacy

Sede legale e amministrativa InFOROmatica S.r.l. - Via Castiglione 81, 40124 - Bologna
Tel. 051.98.43.125 - Fax 051.98.43.529

Credits webit.it