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Profili di nullità tra marchi descrittivi e laudativi nella giurisprudenza recente

01 giugno 2018 -
Profili di nullità tra marchi descrittivi e laudativi nella giurisprudenza recente

Al centro delle diatribe di questi ultimi anni si sono trovati marchi di multinazionali che hanno adottato denominazioni di tipo descrittivo e di tipo laudativo normalmente non ammesse alla registrazione per carenza dei requisiti di carattere distintivo sia dall’articolo 7 del Reg. Ce 207/09, dagli articoli 13 e 25 del codice di proprietà industriale.

È balzato agli onori della cronaca il marchio “SUPREME” della Chapter 4 di James Jebbia all’esito di una serie di vicende legali che hanno consentito alla società resistente di continuare ad utilizzare il marchio equivalente in Italia e in Europa per un certo periodo, per poi venire condannata davanti al Tribunale di Milano Sez. Specializzata al termine della lunga fase cautelare e, tuttavia, riuscire a rimettere in discussione ancora la vicenda come emerge dalla recentissima decisione dell’Esaminatore dell’EUIPO del 25.4.2018, con cui l’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale ha rifiutato la domanda di Marchio Europeo “SUPREME” di Chapter 4 proprio sulla base del disposto dell’articolo 7 par. 1, lettere b) e c) RMUE argomentando come segue:

La valutazione del carattere descrittivo si basa sul modo in cui il pubblico di riferimento percepirebbe il segno in relazione ai prodotti e servizi per cui si richiede la protezione. In questo caso, il consumatore medio di lingua inglese e romena attribuirebbe al segno il seguente significato: di massima qualità”. Pertanto, ritiene l’Esaminatore dell’EUIPO che il marchio in questione “sarebbe percepito dal pubblico di riferimento come un messaggio promozionale elogiativo il cui proposito è quello di indicare una caratteristica dei prodotti e servizi”, non percependo nel segno alcuna indicazione di origine commerciale che vada oltre la promozione del prodotto.

Né l’esaminatore ritiene che il grado di stilizzazione del marchio possa essere sufficiente a che lo stesso svolga la sua funzione essenziale che afferisce la sua capacità distintiva. Sebbene la questione sia ancora aperta e certamente avvincente, posto che la decisione può essere appellata, l’Esaminatore riprende in modo molto semplice la tesi difensiva della resistente nella fase cautelare e fatta propria dal mandatario spagnolo che ha seguito la vicenda in sede europea. Nella fase cautelare, infatti, era stata contestata a Chapter 4 la notorietà del proprio marchio in ambito nazionale, anche con riferimento al mercato degli skaters poco attivi in Italia, nonché la carenza di novità dello stesso in un settore peraltro affollato, ma soprattutto il carattere descrittivo e laudativo del marchio.

Articolo pubblicato in: Diritto commerciale, Diritto industriale


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n.7770 - ISSN 2239-7752

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