Iscriviti al sito e alla newsletter di Filodiritto.

Welcome kit in omaggio

La pubblicazione di contributi, approfondimenti, articoli e in genere di tutte le opere dottrinarie e di commento (ivi comprese le news) presenti su Filodiritto è stata concessa (e richiesta) dai rispettivi autori, titolari di tutti i diritti morali e patrimoniali ai sensi della legge sul diritto d'autore e sui diritti connessi (Legge 633/1941). La riproduzione ed ogni altra forma di diffusione al pubblico delle predette opere (anche in parte), in difetto di autorizzazione dell'autore, è punita a norma degli articoli 171, 171-bis, 171-ter, 174-bis e 174-ter della menzionata Legge 633/1941. È consentito scaricare, prendere visione, estrarre copia o stampare i documenti pubblicati su Filodiritto nella sezione Dottrina per ragioni esclusivamente personali, a scopo informativo-culturale e non commerciale, esclusa ogni modifica o alterazione. Sono parimenti consentite le citazioni a titolo di cronaca, studio, critica o recensione, purché accompagnate dal nome dell'autore dell'articolo e dall'indicazione della fonte, ad esempio: Luca Martini, La discrezionalità del sanitario nella qualificazione di reato perseguibile d'ufficio ai fini dell'obbligo di referto ex. art 365 cod. pen., in "Filodiritto" (https://www.filodiritto.com), con relativo collegamento ipertestuale. Se l'autore non è altrimenti indicato i diritti sono di Inforomatica S.r.l. e la riproduzione è vietata senza il consenso esplicito della stessa. È sempre gradita la comunicazione del testo, telematico o cartaceo, ove è avvenuta la citazione.

Consulenti tecnici d’ufficio: fatturazione e relativi adempimenti degli Uffici Giudiziari alla luce dei recenti indirizzi ministeriali

04 dicembre 2018 -
Consulenti tecnici d’ufficio: fatturazione e relativi adempimenti degli Uffici Giudiziari alla luce dei recenti indirizzi ministeriali

Abstract

La circolare n. 9/E del 7 maggio 2018 in tema di intestazione della fattura nel caso di consulenze tecniche disposte d’ufficio dal giudice nel processo civile ha posto, e pone, non pochi problemi, relativamente al pagamento dei propri onorari, ai professionisti.

Problematiche che vanno a sommarsi a quelle legate alla difficoltà di liquidazione, sempre nel processo civile, degli onorari ai consulenti tecnici sia di parte che d’ufficio nei casi di Patrocinio a spese dello Stato stante “l’ermeticità” del terzo comma dell’articolo 131 d.P.R. 115/02 e alla chiusura alle interpretazioni “estensive” operate dagli Uffici giudiziari da parte degli Uffici ministeriali di via Arenula con la direttiva dell’ 8 giugno 2016 prot. N. 107514 che di fatto ne impedisce il pagamento (vedi Filodiritto lunedì 4 luglio 2016 recente indirizzo ministeriale relativo alla liquidazione onorari consulenti tecnici di parte e ausiliari del magistrato nel processo civile con patrocinio a spese dello Stato”).

Con il recente intervento dell’Agenzia delle Entrate diventa sempre più difficoltoso per un professionista svolgere la propria attività quale consulente nei processi civili e vedersi, celermente, riconoscere il proprio onorario. 

In materia di Consulenza tecnica d’Ufficio [Ai sensi dell’articolo 191 codice di procedura civile “nei casi previsti dagli articoli 61 e seguenti il giudice istruttore, con ordinanza ai sensi dell’articolo 183 settimo comma , o con altra successiva ordinanza, nomina un consulente, formula i quesiti e fissa l’udienza nella quale il consulente deve comparire] per la Suprema Corte di Cassazione [cfr = Cassazione civile Sez. III, n. 1023 del 2013] “in ragione della finalità propria della consulenza di aiutare il giudice nella valutazione degli elementi che comportino specifiche competenze, la prestazione dell’ausiliare deve ritenersi resa nell’interesse generale della giustizia e, correlativamente nell’interesse comune delle parti”.

In relazione al richiamato indirizzo giurisprudenziale e in tema di split payment, c.d. scissione dei pagamenti l’Agenzia delle Entrate ha affrontato, con circolare n 9/E del 7 maggio 2018, le modalità di liquidazione dei compensi ed oneri accessori dovuti ai consulenti tecnici d’ufficio (CTU) che operano su incarico, e come ausiliari, dell’Autorità Giudiziaria. [lo split payment è stato introdotto dalla legge 190/2014 (legge di Stabilità 2015) modificata dal decreto legge 50/2017 convertito nella Legge 96/2017 e regolamentata con Decreto Ministeriale 27 giugno 2017, Decreto Ministeriale 13 luglio 2017, con Legge 172/2017 (Decreto Fiscale) e con Decreto Ministeriale 9 gennaio 2018. La scissione del pagamento dell’Iva riguarda le fatture che professionisti e imprese presentano a Pubbliche Amministrazioni, con lo split payment, l’imponibile è pagato al fornitore, mentre l’Iva viene versata direttamente all’Erario. In altre parole, per gli acquisti di beni e servizi effettuati da soggetti affidabili, come ad esempio la Pubblica Amministrazione, l’iva non viene versata in fattura al fornitore. Il meccanismo si applicherà fino al 30 giugno 2020, come stabilito dalla misura speciale di deroga rilasciata dal Consiglio dell’Unione europea con l'articolo 395 della Direttiva 2006/112/CE e con la Decisione di autorizzazione 2017/784 del 25 aprile 2017]. 

La Direzione Centrale Coordinamento Normativo dell’Agenzia fiscale, per la richiamata circolare del 7 maggio 2018, “ con riguardo ai compensi e onorari, relativi alle prestazioni rese dal CTU “ conferma “che titolare passivo del rapporto di debito sia la parte esposta all’obbligo di sopportare l’onere economico”.

La parte processuale, in base al provvedimento del giudice, che costituisce titolo esecutivo ai sensi dell’articolo Articolo 168 decreto Presidente della Repubblica 30 maggio 2002 n. 115 [in materia anche circolare ministeriale giustizia prot. n. 0127998 del 20.10.2009] , è “..tenuta al pagamento del compenso per prestazioni professionali rese, al di fuori del sinallagma commissione-prestazione, a favore dell’Amministrazione della giustizia, committente non esecutrice del pagamento”.

Ne consegue che “...il CTU deve ritenersi obbligato ad esercitare la rivalsa ex art. 18 del D.P.R. n. 633 del 1972 e ad emettere fattura ai sensi del successivo art. 21 del citato D.P.R. nei confronti dell’Amministrazione della giustizia (cfr. Circolare n. 9 del 1982), in cui si evidenzi, tuttavia, che la “solutio”, avviene con denaro fornito dalla/e parte/i individuata/e dal provvedimento del Giudice”.

Concludendosi che “in tali fattispecie, la P.A. (Amministrazione della Giustizia), pur essendo riconducibile nell’ambito soggettivo di applicazione della scissione dei pagamenti, non effettua alcun pagamento del corrispettivo nei confronti del CTU”.

Con la conseguenza, pratica, che” per tali motivi si ritiene di escludere l’applicabilità, nel caso specifico, della disciplina della scissione dei pagamenti di cui all’art. 17-ter del D.P.R. n. 633 del 1972”.

Tra l’altro la materia della scissione dei pagamenti, su fatturazione da parte di professionisti, è oggi superata con l’entrata in vigore del c.d. “decreto dignità” che ha eliminato l’obbligo della scissione dei pagamenti per le attività prestate a favore di pubbliche amministrazioni [ai sensi del decreto legge n.87 del 12 luglio 2018 (GU Serie Generale n.161 del 13-07-2018) in vigore dal 14 luglio 2018 decreto legge convertito con modificazioni dalla L. 9 agosto 2018, n. 96 (in G.U. 11/08/2018, n. 186), articolo 12 comma 1 : all'articolo 17-ter del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, dopo il comma 1-quinquies e' aggiunto il seguente: «1-sexies. Le disposizioni del presente articolo non si applicano alle prestazioni di servizi rese ai soggetti di cui ai commi 1, 1-bis e 1-quinquies, i cui compensi sono assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito ovvero a ritenuta a titolo di acconto di cui all'articolo 25 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.»].                 

 

Articolo pubblicato in: Procedura civile


About

  • Contatti
  • Redazione
  • Pubblicità
  • Avvertenze
  • Privacy
  • Cookie

Newsletter

Rimani aggiornato sulle novità e gli articoli più interessanti della redazione di Filodiritto, inserisci la tua mail:

Iscriviti alla newsletter

© Filodiritto 2001-2018

Filodiritto è un marchio di InFOROmatica S.r.l.
P.Iva 02575961202
Capitale sociale: 10.000,00 i.v.
Direttore responsabile: Antonio Zama
Tribunale Bologna 24.07.2007,
n.7770 - ISSN 2239-7752

Sempre aggiornato

Scrivi la tua mail per ricevere le ultime novità, gli articoli e le informazioni su eventi e iniziative selezionati dalla redazione di Filodiritto.

*  Email:

Leggi l'informativa sulla privacy

Sede legale e amministrativa InFOROmatica S.r.l. - Via Castiglione 81, 40124 - Bologna
Tel. 051.98.43.125 - Fax 051.98.43.529

Credits webit.it