Recensioni false: la nuova forma di inganno dei consumatori nel mondo digitale

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Recensioni false: la nuova forma di inganno dei consumatori nel mondo digitale

 

Una recensione online può orientare una scelta d'acquisto tanto quanto il prezzo, le caratteristiche del prodotto o la pubblicità. Quando però il giudizio non corrisponde a un'esperienza reale o viene costruito artificialmente per promuovere un prodotto, diventa una questione di tutela del consumatore.

In Italia il quadro è cambiato nel 2023 con il recepimento della Direttiva Omnibus e l'introduzione, nel Codice del Consumo, di specifiche disposizioni sulle recensioni non autentiche. Nel 2026 il legislatore è intervenuto nuovamente, con una disciplina dedicata alla ristorazione e al turismo.

La base normativa: il Codice del Consumo dopo la Direttiva Omnibus

Il D.Lgs. 26/2023 ha inserito nell'art. 23 del Codice del Consumo due disposizioni sulle recensioni. La lettera bb-ter considera in ogni caso ingannevole dichiarare che le recensioni provengono da consumatori che hanno utilizzato o acquistato un prodotto senza adottare misure ragionevoli per verificarlo; la bb-quater vieta di inviare, o incaricare terzi di inviare, recensioni false o falsi apprezzamenti per promuovere prodotti. Le sanzioni previste dall'art. 27 possono arrivare fino a 10 milioni di euro.

Un caso concreto: la sanzione AGCM del 2025

La norma non è rimasta sulla carta. Con il provvedimento n. 31485 del 4 marzo 2025, l'AGCM ha sanzionato per 10.000 euro DLM Global Independent Business, che offriva a pagamento recensioni e altre interazioni sui social e sulle piattaforme online. L'Autorità ha qualificato la pratica come scorretta ai sensi degli artt. 20 e 23, lett. bb-quater, rilevando che le recensioni offerte non erano riconducibili a reali esperienze di consumo.

La Legge 34/2026: una tutela settoriale

Il 7 aprile 2026 è entrata in vigore la Legge 11 marzo 2026, n. 34, che introduce una disciplina specifica sulle recensioni relative alla ristorazione, alle strutture turistiche e alle attrazioni turistiche in Italia.

L'art. 19 stabilisce che una recensione è lecita se viene pubblicata entro 30 giorni dall'esperienza, proviene da chi ne ha avuto esperienza personale, è pertinente e non deriva da sconti o altre utilità offerte dal fornitore. Scontrino o fattura non sono obbligatori: se presenti, fanno scattare una presunzione di autenticità. Dopo due anni dalla pubblicazione, inoltre, la recensione non è più lecita per la significativa mancanza di attualità. La legge vieta inoltre l'acquisto e la cessione di recensioni online.

Il 30 giugno 2026 l'AGCM ha pubblicato lo schema delle linee guida e avviato una consultazione pubblica, conclusasi il 15 luglio.

Il nodo scoperto: l'e-commerce

La nuova disciplina ha un perimetro preciso. Per l'e-commerce continua a trovare applicazione il quadro generale del Codice del Consumo, comprese le disposizioni introdotte nel 2023 sulle recensioni false.

Un caso rilevante riguarda Temu. Nel novembre 2024 la Commissione europea e la rete CPC hanno contestato alla piattaforma, tra le altre pratiche, informazioni insufficienti sulle modalità di verifica dell'autenticità delle recensioni; le autorità hanno inoltre individuato recensioni sospette di non autenticità. Per chi acquista, la domanda “Temu è sicuro?” riguarda quindi anche l'affidabilità delle informazioni sulle quali basa la propria scelta.

Il punto, quindi, non è soltanto impedire che qualcuno inventi una recensione: è garantire che il consumatore possa capire se ciò che legge nasce da un'esperienza reale. La novità del 2026 è soprattutto questa: per turismo e ristorazione la legge stabilisce criteri più dettagliati per valutare l'autenticità e l'attualità dei giudizi, mentre negli altri settori resta applicabile la disciplina generale.