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Novità in tema di responsabilità degli Internet Service Provider

14 giugno 2017 -

Di Ernesto Apa – Filippo Frigerio

 

Tre decisioni recenti emesse dalle corti di Milano, Torino e Roma consentono di fare il punto sul tema della responsabilità degli Internet Service Provider.

La Sentenza n. 1928 del 7 aprile 2017 del Tribunale di Torino decide, in primo grado, la controversia che ha opposto Delta TV a Google/YouTube, con alterne fasi cautelari, a partire dal 2014.

Delta TV Programs S.r.l., una società operante nel settore della produzione, distribuzione e compravendita di prodotti televisivi, ha lamentato che su YouTube fossero stati caricati dei contenuti audiovisivi (in particolare delle telenovelas) di cui la società deteneva i diritti di sfruttamento economico anche per l’Italia.

Dopo aver diffidato Google e YouTube a rimuovere i contenuti in violazione dei diritti di Delta TV, inviando delle diffide stragiudiziali prive però degli URL dei singoli audiovisivi, non avendo ricevuto adeguato riscontro la stessa ha adito il Tribunale di Torino.

Con un primo provvedimento (ordinanza del 5 maggio 2014), il Tribunale ha integralmente rigettato le domande cautelari di Delta TV. In primo luogo, il Tribunale ha sostenuto che YouTube non fosse tenuta a operare un vaglio preventivo della titolarità dei diritti d’autore dei singoli soggetti che caricano i video sulla piattaforma. In aggiunta, pur con valutazione sommaria, il Giudice, dopo aver preso atto dell’assenza di indizi che facessero pensare a YouTube come un hosting provider attivo, ha ritenuto una diffida generica inidonea a far scattare l’obbligo di rimozione.

In sede di reclamo (ordinanza del 23 giugno), il Collegio ha affermato che “il progresso tecnologico che ha consentito a YouTube di sfruttare in modo così intensivo e mirato i contenuti grezzi immessi in rete dagli utenti non può non aver fatto sorgere, in capo allo stesso intermediario, maggiori responsabilità per la tutela dei diritti dei terzi”. Tuttavia, il Collegio ha confermato la neutralità del gestore può venire meno solo in presenza di una diffida specifica, contenente gli URL dei singoli contenuti che si presumono in violazione dei propri diritti.

Di conseguenza, il Collegio ha ordinato in via cautelare a YouTube e Google di rimuovere i contenuti audiovisivi indicati da Delta TV tramite gli URL contenuti in un documento allegato all’atto di citazione.  In aggiunta, ha ordinato a YouTube di utilizzare il proprio software “Content ID” per impedire l’ulteriore caricamento sulla piattaforma degli stessi materiali rimossi.

Infine, passato all’esame del merito, con una corposa sentenza pubblicata lo scorso aprile il Tribunale di Torino ha:

(i) ordinato a YouTube e Google di rimuovere dalla piattaforma i contenuti audiovisivi indicati da Delta TV  in un documento allegato all’atto di citazione;

(ii) ordinato a YouTube e Google di utilizzare strumenti tecnici adeguato, tra cui anche il software “Content ID” per impedire l’ulteriore caricamento dei contenuti di cui sopra sulla piattaforma;

(iii) ordinato a YouTube e Google di rimuovere sia dai propri sistemi informatici sia dai sistemi informatici di terzi con abbiano rapporti contrattuali di memorizzazione e conservazione;

(iv) condannato YouTube e Google al pagamento di un risarcimento del danno pari a Euro 250.000,00, oltre alle spese di lite.



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Tribunale Bologna 24.07.2007,
n.7770 - ISSN 2239-7752

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