Iscriviti al sito e alla newsletter di Filodiritto.

Welcome kit in omaggio

La pubblicazione di contributi, approfondimenti, articoli e in genere di tutte le opere dottrinarie e di commento (ivi comprese le news) presenti su Filodiritto è stata concessa (e richiesta) dai rispettivi autori, titolari di tutti i diritti morali e patrimoniali ai sensi della legge sul diritto d'autore e sui diritti connessi (Legge 633/1941). La riproduzione ed ogni altra forma di diffusione al pubblico delle predette opere (anche in parte), in difetto di autorizzazione dell'autore, è punita a norma degli articoli 171, 171-bis, 171-ter, 174-bis e 174-ter della menzionata Legge 633/1941. È consentito scaricare, prendere visione, estrarre copia o stampare i documenti pubblicati su Filodiritto nella sezione Dottrina per ragioni esclusivamente personali, a scopo informativo-culturale e non commerciale, esclusa ogni modifica o alterazione. Sono parimenti consentite le citazioni a titolo di cronaca, studio, critica o recensione, purché accompagnate dal nome dell'autore dell'articolo e dall'indicazione della fonte, ad esempio: Luca Martini, La discrezionalità del sanitario nella qualificazione di reato perseguibile d'ufficio ai fini dell'obbligo di referto ex. art 365 cod. pen., in "Filodiritto" (https://www.filodiritto.com), con relativo collegamento ipertestuale. Se l'autore non è altrimenti indicato i diritti sono di Inforomatica S.r.l. e la riproduzione è vietata senza il consenso esplicito della stessa. È sempre gradita la comunicazione del testo, telematico o cartaceo, ove è avvenuta la citazione.

Nihil novi sub sole (calante) di autostrade

13 settembre 2018 -
Nihil novi sub sole (calante) di autostrade

E il copione si ripete. Immutabile.

All’indomani della tragedia di Genova, senza una minima elaborazione dell’accaduto, senza consentire al dolore e allo sgomento di vivere anche un solo attimo in silenzio, in doveroso e rispettoso silenzio delle vite stroncate o amputate, siamo stati travolti dai fiumi in piena della diverse “grida” da più parte lanciate, nelle sedi istituzionali, in quelle politiche, sui giornali, sui social, sulla rete, in ogni possibile luogo in cui il vociare, spesso sguaiato, potesse essere udito.  

Il copione, beninteso, non sta tanto nel “gridare”, ma nel farlo scompostamente, nel prender immediatamente partito a seconda del proprio interesse, particolare, individuale, di appartenenza politica, partitica, professionale, di categoria e cosi via, a prescindere dalle realtà e da una loro analisi scevra da pregiudizi.

È del tutto naturale, e doveroso, che le Istituzioni parlino, indichino le vie, che l’Amministrazione non attenda i tempi della giustizia ed agisca tempestivamente, purché lo faccia meditata re, e che i giornali commentino; mi spingerò a sostenere che è anche comprensibile che si discuta dell’accaduto nelle moderne agorà della rete, ma quel che è intollerabile, per me ben si intende, è che la sensazione rimane sempre la stessa: di grida lanciate tanto per urlare e/o per coprire sé o altri, amici e sodali; di grida puntuali e prevedibili, anche nei dettagli, prima ancora che vengano lanciate.

Non penso di avere il dono della preveggenza, novello Tiresia, né di esser dotato di particolare intelligenza se, anche questa volta, dichiarazioni pubbliche, titoli e commenti dei diversi giornali ed anche di giuristi, più o meno “organici” (o solo simpatizzanti), per fatto notorio, ad (di) una o ad (di) altra parte del sistema, ho udite e letti prima ancora che venissero pronunciate e scritti.

È un bene? In qualche modo potrebbe significare che vi sono certezze, approdi sicuri, àncore fisse che assicurano stabilità alla nave?

No, non è un bene; in questi casi ed in queste condizioni la sola certezza è che ad esser seguito, perseguito, è l’interesse di parte che, beninteso, può anche essere nobile, ma la verità, la giustizia, è altra cosa.

Che non vi sia spazio per conclusioni affrettate è una ovvietà che non avrebbe bisogno di essere sottolineata. E dunque, pur ammettendo, come ho ammesso, che se ne possa discutere anche sui social (in ciò indotti dal dato che viviamo in un mondo in cui pure il governo della cosa pubblica appare aver sede sui social, inondati da twitt e post di governanti e opposizioni che rendono poi difficile separare la realtà dal virtuale), per quanto mi riguarda ritengo che ogni intervento non possa esser dispiegato senza un sia pur minimo approfondimento dei fatti e/o dei punti sui quali si desidera intervenire.

È quanto io ho fatto nel leggere sui media di quella che a me sembrava una clausola incredibile e che ha stuzzicato la mia curiosità, per fortuna ancora integra.

Sono andato quindi a cercarmi sul web i principali atti concessori/convenzionali che hanno regolato nel tempo il rapporto con Autostrade ed ho trovato conferma del dato che è stato previsto un (maxi) indennizzo/risarcimento in favore del concessionario Autostrade “decaduto” (articolo 9, punto 3, della Convenzione unica del 2007) “in ogni caso di recesso, revoca, risoluzione, anche per inadempimento del concedente, e/o comunque cessazione anticipata del rapporto di convenzione pur indotto da atti e/o fatti estranei alla volontà del concedente, anche di natura straordinaria e imprevedibile,  ivi inclusi mutamenti sostanziali del quadro legislativo o regolatorio.” (articolo 9 bis, punto 1); previsione questa a leggersi in una alla condizione sospensiva dell’efficacia della cessazione anticipata della concessione, quale apposta,  ove mai non bastassero le precedenti previsioni, in chiusura dell’articolo 9 bis in commento (al suo punto 5, a mente del quale): “Resta in ogni caso convenuto che l’efficacia del recesso, revoca, risoluzione e comunque di cessazione anticipata della Convenzione è sottoposta alla condizione del pagamento da parte del concedente al concessionario di tutte le somme previste nel presente articolo”.

Orbene, ben so, anche per esperienza di vita e di “mestiere”, che prima di trinciare giudizi occorre conoscere, approfondire, studiare e, dopo, solo dopo, sentenziare; so bene che molto spesso l’apparenza inganna, che quel che sembra chiaro e scontato ad una prima e parziale lettura e/o prospettazione di parte spesso non lo è ed è destinato a cadere sotto la mannaia degli approfondimenti e delle diverse prospettazioni.

E quindi non trincerò giudizi sommari; ma non posso non manifestare stupore per l’inserimento in convenzione delle clausole sopra riportate che, lette in una e nel contesto dell’intero atto convenzionale, ivi compresi i presupposti che hanno a doversi esser verificati per potersi dichiarare la decadenza, appaiono configurare un notevole sbilanciamento a favore del privato, che, salvo smentite, appare sostanzialmente (esser stato) mandato immune da ogni conseguenza pregiudizievole per le sue capaci tasche, a chiunque imputabile il fatto generatore.

Articolo pubblicato in: Diritto amministrativo


About

  • Contatti
  • Redazione
  • Pubblicità
  • Avvertenze
  • Privacy
  • Cookie

Newsletter

Rimani aggiornato sulle novità e gli articoli più interessanti della redazione di Filodiritto, inserisci la tua mail:

Iscriviti alla newsletter

© Filodiritto 2001-2018

Filodiritto è un marchio di InFOROmatica S.r.l.
P.Iva 02575961202
Capitale sociale: 10.000,00 i.v.
Direttore responsabile: Antonio Zama
Tribunale Bologna 24.07.2007,
n.7770 - ISSN 2239-7752

Sempre aggiornato

Scrivi la tua mail per ricevere le ultime novità, gli articoli e le informazioni su eventi e iniziative selezionati dalla redazione di Filodiritto.

*  Email:

Leggi l'informativa sulla privacy

Sede legale e amministrativa InFOROmatica S.r.l. - Via Castiglione 81, 40124 - Bologna
Tel. 051.98.43.125 - Fax 051.98.43.529

Credits webit.it