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Le modalità di interazione nel rapporto Università-imprese

29 ottobre 2018 -
Le modalità di interazione nel rapporto Università-imprese

Abstract 

L’avvento dell’economia della conoscenza unito al ruolo assunto dall’innovazione ha contribuito allo sviluppo di una forma di propensione verso modelli collaborativi tra mondo universitario ed imprenditoriale, entrambi alla ricerca di modi per valorizzarsi.

Allo stato attuale è possibile distinguere tre modalità differenti di diffusione e valorizzazione economica della conoscenza, le quali variano a seconda del risultato della ricerca.

 

English version

The advent of the economic of knowledge joint with the role taken by the innovation had contributed to the development of new collaborative relationships between University institutions and companies who want to find new ways for enhance their value.

Nowadays there are three different methods to spread and enhance the knowledge according to the result of the research.

 

 

1. Premessa

2. Lo stato dell’arte

3. Le imprese spin-off universitarie

4. La gestione attiva di licenze e brevetti

5. Le relazioni inter-organizzative Università-imprese

 

1. Premessa 

Nel contesto socio-economico odierno, l’innovazione è annoverata come fattore dominante della competitività a livello globale; difatti, essa alimenta la crescita organizzativa e costituisce l’elemento propulsore che consente al sistema imprenditoriale di sostenere le proprie attività e di competere con gli altri operatori economici. 

Questo ha contribuito all’adozione, da parte delle imprese, di strategie di innovazione sistematica e continua nei prodotti, nei servizi, nelle tecnologie e nei modi di produzione; tuttavia, questa necessità si è scontrata, specie nelle piccole medie imprese, con limiti strutturali, organizzativi e finanziari, i quali hanno influito sulla propensione verso modelli collaborativi con la ricerca pubblica universitaria. 

Tale forma di connessione, implementata dall’avvento dell’economia della conoscenza, rappresenta da diversi anni una tematica di crescente rilievo. L’obiettivo è sviluppare reali capacità di “industrializzazione del sapere” attraverso una vision di sistema che impegni tutti i protagonisti della filiera istituzionale e produttiva, in primis Università e tessuto imprenditoriale.

 

2. Lo stato dell’arte 

L’Università è stata investita negli ultimi decenni da una serie di crescenti aspettative, in relazione alla capacità di incidere sulle dinamiche innovative a differenti livelli territoriali; crea e trasferisce nuova conoscenza di base e applicata, immette formazione e competenze nel mercato del lavoro e intraprende attività di business creando connessioni con il sistema imprenditoriale. 

Risulta evidente come il ruolo svolto dall’istituzione universitaria vada oltre l’ambito educativo e di ricerca, al fine di sostenere lo sviluppo socio-economico del territorio nel quale si trova ad operare e in linea con il contesto della open innovation

Alla luce del ruolo strategico assunto dalle Università è possibile distinguere tre modalità specifiche di diffusione e valorizzazione della conoscenza, le quali variano a seconda del risultato della ricerca. 

Qualora quest’ultimo sia espressione di una conoscenza tacita, la sua valorizzazione economica avviene generalmente attraverso la creazione di imprese spin-off partecipate o meno dall’Università; al contrario, ove i risultati siano codificabili o codificati, la loro valorizzazione richiede un approccio basato sulla gestione attiva di licenze e brevetti; infine, quando la conoscenza generata ha componenti sia tacite che codificate, è necessario attivare progetti di ricerca congiunti Università-impresa.

 

3. Le imprese spin-off universitarie 

Qualificate come uno dei principali canali di valorizzazione della ricerca pubblica, le academic spin-off sono imprese create dalle Università per l’impiego dei risultati e/o delle conoscenze derivanti dall’attività di ricerca accademica svolta all’interno delle stesse. La loro costituzione deriva dalla scelta di attivare una politica volta a promuovere il trasferimento tecnologico coinvolgendo gruppi di ricercatori, i quali costituiranno il nucleo imprenditoriale dell’impresa. 

Queste hanno avuto una evoluzione nel corso del tempo; nate da iniziative sporadiche di singoli ricercatori, la cui attività, di fatto, si basava esclusivamente su ricerca e consulenza per clienti esterni, sono state accettate e riconosciute dagli Atenei, i quali si sono attivati al fine di razionalizzare ed erogare servizi di supporto, con l’obiettivo di produrre beni e servizi da immettere nel mercato. 

Il notevole sviluppo incontrato dalle spin-off è dovuto alla crescente importanza attribuite alle medesime come punto di contatto tra il mondo imprenditoriale ed accademico, nonché al riconoscimento del potenziale insito in esse, il quale si sostanzia nella loro veste multiforme e nella creativa forza economica che possiedono. Infatti, oltre la necessaria presenza tra i fondatori di almeno un soggetto che abbia svolto ricerca in ambito pubblico per un periodo significativo, le spin-off possono coinvolgere, oltre a persone fisiche, persone giuridiche “altre” dall’Università di appartenenza come imprese, istituzioni finanziarie ed incubatori. 

In questo modo, qualora si realizzino reciproci scambi di competenze, il rapporto imprese-spin-off potrà apportare risultati positivi in quanto le prime sfrutteranno a fini commerciali e industriali il lavoro dei ricercatori per implementare la propria capacità e il relativo settore di R&S; le seconde, l’expertise gestionale e di approccio ai mercati. 

Inoltre, in seguito all’introduzione del Decreto Legge n. 179/2012 le imprese spin-off possono farsi riconoscere come start-up innovative aggirando così i numerosi limiti burocratici e tempistici che rendevano complesso l’avvio imprenditoriale derivante da ricerca accademica.



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Tribunale Bologna 24.07.2007,
n.7770 - ISSN 2239-7752

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