Durata irragionevole del procedimento penale

Procedimento penale
Procedimento penale

Abstract

Il trascorrere di un lasso di tempo molto lungo tra commissione del fatto e sentenza, “muss sich unter präventiven Gesichtspunkten strafmindernd aus wirken” (deve, sotto il profilo preventivo, condurre a una pena più mite), specie se il condannato, nel frattempo, non ha più commesso reato. L’esigenza di sanzionare il comportamento contra ius, si attenua, infatti, in tal caso.

Ma a giustificare (o a postulare, secondo alcuni) una sanzione ridotta, militano non soltanto ragioni inerenti alla prevenzione. Una durata di molto superiore alla media (“überdurchschnittliche”), viene ritenuta altresì una specie di pena aggiuntiva per il (presunto) colpevole, soggetto, com’è, alle “Belastungen, die mit dem Verfahren verbunden sind” (inconvenienti, per non dire “sofferenze”, inerenti alla pendenza di un procedimento penale). Uno “Strafverfahren” in atto, può avere anche gravi conseguenze sulla vita lavorativa dell’imputato.

L`“überlange Verfahrensdauer” va presa in considerazione pure sotto un terzo profilo. In casi del genere, vengono violati principi – elementari – propri dello Stato di diritto, sanciti da norme, sia sopranazionali (convenzionali), che da norme contenute nella Costituzione Federale (come vedremo).

 

Indice:  

1. Principi fondamentali – Costituzione  Federale – Norme sopranazionali 

2. Durata irragionevole e “soluzioni” prospettabili  

3. Motivi che giustificano una riduzione di pena  

4. Criteri per la valutazione della durata irragionevole del processo penale  

5. La cosiddetta Vollstreckungslösung e altri “rimedi” in caso “überlanger Verfahrensdauer”

 

1. Principi fondamentali – Costituzione Federale – Norme sopranazionali

Uno dei principi fondamentali del processo penale, è il cosiddetto Beschleunigungsgebot, desunto dalla dottrina dall’articolo 2,  2° comma, GG (Costituzione Federale) in relazione all’articolo 20, 2° comma, GG. In uno Stato di diritto, la persona accusata di un reato, deve essere giudicata entro un ragionevole tempo (“angemessener Zeit”), come pure è previsto dall’articolo 6, 1° comma, CEDU (Convenzione europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali). La Corte di Straßburg ha ritenuto, che costituisca violazione del “Beschleunigungsgebot”, qualora in un mese siano state fissate meno di quattro udienze (Cedu n. 4974699 di data 29.7.2004). Un’ulteriore norma di carattere sopranazionale, che postula una definizione del processo penale entro un ragionevole tempo, è l’articolo 14,  3° comma, lettera c, del Patto internazionale sui diritti civili e politici. Pure l’articolo 47, 2° comma, della Carta dei diritti fondamentali dell’UE, ha sancito il diritto alla decisione entro un ragionevole tempo (“within a reasonable time”). Sul punto, si veda: Corte di giustizia UE C – 385/07.

Un “Rechtsschutz” che arriva in ritardo, ha sentenziato la Corte Costituzionale Federale (40, 237 (256)), “trägt den Schutzinteressen der Berechtigten nicht angemessen Rechnung” (non risponde adeguatamente agli interessi di tutela degli aventi diritto).

In dottrina è stata prospettata la tesi, secondo la quale, la riduzione di pena in caso di durata irragionevole del processo penale, sarebbe giustificabile in base al “Verhältnismäßigkeitsprinzip” (principio di proporzionalità).

Tutte le volte, in cui i ritardi non sono giustificati da un “sachlichen Grund” (ragione oggettiva), il diritto a una celere definizione del processo penale, è violato; non è stato rispettato il “Beschleunigungsgebot”.

 

2. Durata irragionevole e “soluzioni” prospettabili

Per ovviare alle conseguenze di una durata irragionevole (”überlange Verfahrensdauer”) del procedimento penale, si sono presentate, al legislatore della RFT, più possibili soluzioni: 1) la cosiddetta einfache Strafzumessungslösung, per effetto della quale il fatto, che fosse trascorso un rilevante lasso di tempo tra reato e sentenza definitiva, costituirebbe, di per sé, una circostanza attenuante, se agli organi investigativi o/e giudiziari fosse imputabile una – ingiustificata – “Verfahrensverzögerung”. La 2) “qualifizierte Strafzumessungslösung”, obbliga il giudice di merito, di accertare, concretamente, il ritardo e di determinare, con esattezza, l’incidenza della “Verzögerung” in sede di “Strafzumessung”. La 3) “Verfahrenshindernislösung”, postula, che, nei casi di ritardi gravissimi (“Verfahrensverzögerungen in unerträglichem Ausmaß”), imputabili a organi statali, venga dichiarato NDP, a meno che  non si tratti di reati gravi.

Anche 4) l’“Absehen von der Verfolgung” ex § 153,  2° comma, StPO, è stata prospettata quale soluzione per “neutralizzare“ le conseguenze derivanti da ritardi ingiustificati, imputabili a “Strafverfolgungsbehörden”. Il predetto paragrafo è però applicabile soltanto qualora si proceda per un “Vergehen” (contravvenzione) e vi sia consenso del PM alla “Verfahrenseinstellung” (archiviazione). 5) La “Vollstreckungslösung” implica, che nei casi di ritardo, notevole e ingiustificato, sempre che sia imputabile a organi dello Stato, in sede di determinazione della pena ex § 46 StGB, non si riduce l’entità della pena, ma il giudice di merito dichiara, in sentenza, che parte della pena inflitta si considera già espiata in considerazione della violazione del “Beschleunigungsgebot”. Questa soluzione è stata adottata dalla Suprema Corte Federale (BGHSt GrS  52, 124 ff), soluzione “compensatoria”, che ha avuto il “plauso” da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo (2009, 561, 563) e che costituisce, tuttora, giurisprudenza costante del BGH.

Per quanto concerne il CPP della RFT, Il “Beschleunigungsgebot” è sancito, per la PG, espressamente, dal § 163, 2° comma Questo “Gebot” (dovere) è pure nell’interesse pubblico a una “zügigen Wiederherstellung des Rechtsfriedens” (vedasi BVerfGE (Corte Costituzionale Federale) 122, 248, 273 e BGHSt 26, 228 (223) e 35, 137 (139)).

 

3. Motivi che giustificano la riduzione di pena

È più che ovvio, che ai fini dell’accertamento della verità, è importante, che le prove vengano assunte il più presto possibile, dato che la memoria dei testi sbiadisce con passare del tempo. Anche la “Zweckmäßigkeit” della pena diminuisce, se tra commissione del fatto e pena, intercorre un considerevole lasso di tempo. Dal punto di vista sanzionatorio, è stato osservato, che il trascorrere di un tempo rilevante tra reato e conclusione del processo, comporta, che il “Sanktionsbedürfnis” diminuisce considerevolmente.

Tutte le volte, in cui i ritardi non sono giustificati da un “sachlichen Grund” (ragione oggettiva), il diritto a una celere definizione del processo penale, è violato; non è stato rispettato il “Beschleunigungsgebot”.

La Corte Costituzionale Federale ha sentenziato, più volte, che, qualora entro un ragionevole termine, non venga emanata una decisione definitiva, le autorità giudiziarie contravvengono anche al principio dell’“effektiven Rechtsschutz” (tutela effettiva dei diritti); in questo senso, vedasi, per esempio, BVerfGE 54, 39/41 e 55, 349/369. Secondo questa Corte, l’“überlange Verfahrensdauer”, viola pure il diritto della persona accusata di un reato “auf ein faires Verfahren” (a un giusto processo). L’inflizione della pena deve avvenire sulla base di un “justzförmigen Verfahren” (BVerfGE 107, 104/118 f). Sul fatto, che ogni “Rechtsstreit” (controversia giudizaria) e quindi non soltanto il procedimento penale, debba essere deciso “in angemessener Zeit”, si veda BVerfGE 93, 99/107 f e 88, 118/124. Sul punto, si veda anche: Corte di giustizia UE C – 385/07. La Corte di Straßburg ha poi ravvisato la violazione del “Beschleunigungsgebot”, in un caso, in cui, in un mese, erano state fissate soltanto quattro udienze.

Il “Beschleunigungsgebot” è altresì nell’interesse pubblico, postulando questo “Gebot” una “zügige Wiederherstellung des Rechtsfriedens” (ved. BVerfGE 122,248, 273 e BGHSt 26, 228 (232) e 137 (139). In dottrina è stata prospettata anche la tesi, secondo la quale, la riduzione di pena in caso di durata irragionevole del processo penale, sarebbe giustificabile in base al “Verhältnismäßgkeitsprinzip (principio di proporzionalità).

 

4. Criteri per la valutazione della durata irragionevole del processo penale

Ai fini della valutazione della ragionevolezza del tempo, occorre tenere conto, principalmente, della gravità del reato contestato, della complessità del procedimento e delle “Belastungen”, che derivano all’imputato dal fatto, che nei suoi confronti, è pendente un procedimento penale. Ritardi non imputabili a organi statali oppure cagionati da terzi o dall’imputato stesso, non vengono presi in considerazione ai fini dell’“überlangen Verfahrensdauer” (durata eccessiva/irragionevole del processo o, meglio, di una “rechtsstaatswidrigen Verfahrensverzögerung”); si veda in proposito BGH StV 2009, 693.

Secondo giurisprudenza prevalente della Corte Suprema Federale (BGH), l’“überlange Verfahrensdauer” non comporta, di per sé improcedibilità, per cui non si ha “Verfahrenseinstellung” ex § 260, 3° comma, StPO (CPP). Ormai l’indirizzo del BGH, secondo il quale, della durata irragionevole del processo penale, il giudice deve tenere conto in sede di determinazione della pena (“Strafzumessung” – ved. BGH St 24, 239 e 35, 137, 141), non viene più seguito.

 

5. La cosiddetta Vollstreckungslösung e altri “rimedi” in caso “überlanger Verfahrensdauer”

Con l’innovativa sentenza BGH 52, 124 (GrS), la Suprema Corte Federale, ha adottato la cosiddetta Vollstreckungslösung, secondo la quale, dell’“überlangen Verfahrensdauer”, si può tenere conto ai sensi del § 46 StGB (CP), ma la vera e propria compensazione del comportamento contrario alla normativa sopranazionale e nazionale, di organi statali (giudiziari e investigativi), avviene soltanto in sede di esecuzione, nel senso che parte della pena inflitta al condannato, viene ritenuta (già) espiata. Si tratta di una specie di “Ausgleich für die rechtsstaatswidrige Verursachung der Verfahrensverzögerung” (compensazione per  il comportamento, contrario ai principi dello Stato di diritto, causato dalla durata irragionevole del processo); in questo senso, si veda BGH HRRS 2011,  Nr. 255). La compensazione ha una sua importanza pratica anche nella vita di tutti i giorni. Se, per esempio, qualcuno si spende per il parente di un politicante, non proprio uno stinco di santo (con quest’espressione non ci riferiamo, naturalmente, al politicante), è cosa buona e giusta, anzi giustissima, che il partito si attivi per far avere, a titolo compensativo, a questo qualcuno, una decorazione o comunque un riconoscimento.

In sede di calcolo della parte di pena, che si considera espiata, si deve tenere conto dell’entità del ritardo/dei ritardi (imputabili a organi dello Stato) e degli effetti prodotti sull’imputato. Va osservato, tuttavia, che in caso di ritardi estremi, il BGH ritiene, che le “Belastungen” subite dall’imputato, facciano venir meno un “anerkennenswertes Interesse an der Strafverfolgung”, vale a dire, un interesse apprezzabile a procedere contro l’imputato. In casi del genere, viene ritenuta l’esistenza di un “Verfahrenshindernis” (causa di improcedibilità); in questo senso, vedasi BGH St 35, 137 (140) e 46, 159, (171 f).

Delle volte, la Corte Suprema Federale, ha anche reputato legittime “Einstellungen” (NDP) ai sensi del § 153, 2° comma, StPO (“Absehen von der Verfolgung wegen Geringfügigkeit” (NDP per fatto lieve) oppure in applicazione del § 163 a StPO (“Absehen von der Verfolgung unter Auflagen und Weisungen”).

Violazioni del “Beschleunigungsgebot”, qualora il fatto giudicato non sia grave, non richiedono la quantificazione espressa in sentenza di parte della pena già espiata, bastando, in tal caso, la costatazione del comportamento contrario ai principi dello Stato di diritto in sentenza.

Che cosa succede, se l’imputato è stato assolto a seguito di un procedimento irragionevolmente lungo (“überlange Verfahrensdauer”)? In casi del genere, fino al 2011, non vi era una norma apposita per “compensare” i danni immateriali, subiti dal malcapitato imputato. La Corte EDU aveva riconosciuto, a fini compensatori, un risarcimento pecuniario (Ommer/RFT – 2009,  519), invitando però la RFT a prevedere, con riferimento all’articolo 13 CEDU, un “Rechtsbehelf”, qualora si verifichi ”überlange Verfahrensdauer”. Quest’invito è stato accolto dal legislatore della RFT, che ha emanato, nel 2011, il “Gesetz über den Rechtsschutz bei überlangen Gerichtsverfahren und strafrechtlichen Ermittlungsverfahren”, prevedendo il diritto al risarcimento dei danni, diritto che spetta però soltanto se vi è stataVerzögerungsrüge” da parte dell’imputato; in altre parole, se il ritardo è stato ”denunciato” (§ 198, 3°comma, GVG (Gerichtsverfassungsgesetz – Ordinamento giudiziario)) presso il giudice competente per il giudizio di 1° grado o presso il PM, che ha condotto le indagini.