Il lupo e i danni cagionati dallo stesso agli animali da pascolo
Il lupo e i danni cagionati dallo stesso agli animali da pascolo – Modifica delle leggi sulla caccia e sulla protezione della natura nella RFT, in Austria e in Svizzera
Il 17.12. 25, il Consiglio dei Ministri della RFT, ha deliberato l’”Aufnahme des Wolfes in das Bundesjagdgesetz”. Qual è il significato pratico di questa delibera, destinata a modificare la predetta legge e il “Bundesnaturschutzgesetz”? Pare opportuno, fare una premessa, prima di scendere all’esame del merito.
Dalla metà del secolo 19.mo, il lupo veniva considerato estirpato e soltanto all’inizio del secolo 21.mo, sono stati riscontrati nuovamente i primi branchi di lupo.
Il lupo, da sempre, è ritenuto un animale feroce, sanguinario e pericoloso. Per esempio, troviamo traccia della grande paura suscitata dal “Wolf”, nell’opera più famosa di H.J.Christoffel von Grimmelshausen (1622-1776).
Il “ritorno” del lupo, è stato ritenuto, in un primo tempo, un contributo all’”Artenvielfalt”, alla biodiversità. L’aumento della popolazione di questo felino, nei decenni seguenti, si è rivelato problematico, sotto vari aspetti; in primis, a causa dei danni subiti dagli animali da pascolo.
Nel 2016, nella RFT, è stata istituita la “Dokumentations- und Beratungsstelle des Bundes für den Wolf (DBBW)”, un organo di documentazione e di consulenza, che elabora anche metodi di prevenzione, da attuarsi dai “Länder”.
Informa gli stessi sul “Management” per quanto concerne lupi pericolosi per gli animali da pascolo. Redige la statistica – nazionale – concernente i danni causati dai lupi. Sono anche i “Länder”, a provvedere alla rilevazione del numero dei lupi sul proprio territorio. Queste rilevazioni vengono condotte annualmente, tra l’1.5. e il 30.4. dell’anno successivo. Particolare attenzione, viene riservata alle cosiddette Wolfsfamilien (branchi). I dati ottenuti, sono poi esaminati da esperti.
Nella RFT, il cosiddetto Wolfsmanagement, è di competenza dei “Länder”, ma il ministro dell’Ambiente esercita una funzione di coordinamento. Sono altresí i "Länder”, che contribuiscono economicamente alle misure di prevenzione, al fine di evitare danni agli animali da pascolo e a risarcire i danni causati dai lupi.
Nel giugno 2025, lo status di protezione del lupo è stato ridotto (FFH), con le relative conseguenze anche nell’ambito dalle discipline legislative degli Stati membri dell’UE.
Nella RFT, i partiti attualmente al Governo federale, si erano accordati, in sede di trattative per la formazione dell’esecutivo, di modificare Il “Bundesjagdgesetz” e il “Bundesnaturschutzgesetz”.
Ora, se un lupo, nonostante adozione di misure di prevenzione, causa la morte o il ferimento di animali da pascolo, può essere abbattuto; sono previste deroghe ai §§ 45 e 45 a del “Bundesnaturschutzgesetz”. Nei luoghi, in cui i lupi frequentemente causano danni ad animali domestici, i permessi di abbattimento, in futuro, saranno rilasciati più celermente. Validità: 21 giorni. In questi casi, la cosiddetta genetische Individualisierung del lupo, che ha cagionato il danno/i danni, non deve precedere necessariamente il rilascio del permesso di abbattimento, anche se devono essere valutati, con rigore, tutti gli indizi, che il lupo “oggetto” del permesso, sia quello, che ha cagionato i danni.
Gli animali da pascolo contribuiscono, in modo rilevantissimo, alla conservazione del paesaggio.
Reputa il legislatore, che la coesistenza tra lupi e pascolo di animali domestici, possa essere salvaguardata da efficaci misure di prevenzione con il cosiddetto Herdenschutz e, in caso di danni, con un risarcimento (più) celere. La “Dokumentations- und Beratungsstelle”, di cui sopra abbiamo parlato, raccoglie le informazioni sui danni causati da lupi e provvede alla loro pubblicazione.
I “Länder” possono rifondere l’entità dei danni, fino al 100%.
Particolarmente gravi, sono i danni, che i lupi causano nelle aree, nelle quali vengono allevati caprini e ovini, delle volte, anche se protetti. Non sempre, i danni sono riconducibili a branchi; delle volte, anche singoli lupi, possono essere particolarmente aggressivi.
Nonostante l’adozione di misure di protezione, i lupi, talvolta, riescono a eluderli. Per questo motivo, in non pochi “Länder”, sono prescritti standards minimi per queste “Vorkehrungen” (e costituiscono anche condizione per i risarcimenti danni). Per esempio, gli steccati “elettrici”, devono avere un’altezza minima di cm 90; raccomandata è quella di cm 120.
I primi danni cagionati da lupi, rilevati nella RFT, risalgono al 2002; è dal 2014, che la loro entità è aumentata progressivamente fino al 2022 (con 1.300 animali domestici feriti o uccisi).
Un aumento notevole è stato poi registrato a partire dal:
2016: 500 circa – 2018: 900 circa – 2020: 1.000 circa – 2022: 1.300 circa.
Quanti animali domestici vengono – in media - uccisi dai lupi “bei einem Übergriff”? 3,9.
“Vittime” dei lupi, non sono tanto cavalli e bovini, che, in un certo qual modo, sanno difendersi – specie se i lupi sono pochi – ma ovini e caprini. Nel 2024, gli animali domestici uccisi o feriti sono stati, per il 91,1 %, ovini e caprini: il 4,6% bovini.
Nei luoghi, in cui la diffusione dei lupi, è di una certa consistenza, con la modifica del “Bundesjagdgesetz”, il loro numero, verrà ”controllato” con “Abschüsse” (abbattimenti o prelievi, che dir si voglia), . Questo avverrà pure, in zone nelle quali, per la conformazione del terreno (malghe, dighe argini, regione alpina), misure di protezione sono di difficile installazione, oppure si rivelano, delle volte, di scarsa utilità.
Organizzazioni protezionistiche (come il “NABU”), criticano il ricorso ad abbattimenti, in quanto meno lupi, non vuol dire meno “Risse”. Piuttosto, dovrebbero essere incrementate le misure di protezione delle greggi, anche se è vero, che nell’anno passato, per misure di protezione, nella RFT, sono stati spesi 23,4 mio. Euro; 780,000 Euro, per i risarcimenti in favore degli agricoltori.
In Europa, il numero dei lupi, nel decennio passato, è notevolmente aumentato; da circa 11.200 a 20.300 circa. Nella sola RFT, specie nei “Länder” dell’est della RFT, ma anche nel Niedersachsen. Questo numero, viene ritenuto “existenzbedrohend” dagli agricoltori.
La “balance” tra lupi e “Weidetierhaltung”, di certo, non è facile da mantenere. Per questo, la modifica del “Bundesjagdgesetz”, dovrebbe assicurare una disciplina chiara per quanto concerne gli abbattimenti o, con un’espressione più “elegante”, i prelievi, di lupi particolarmente aggressivi.
Non sono, comunque, previsti, se siamo informati bene, “interventi”, che comportano una spesa di circa 50.000 Euro per il recupero di un lupo morto, nè una ventina di voli di elicotteri, per l’abbattimento di un lupo.
Nelle zone, in cui la popolazione dei lupi, è scarsa, l’abbattimento ad opera di cacciatori, nella RFT, è consentito soltanto per motivi di sicurezza pubblica e di salute; in quelle, in cui è in pericolo il bestiame, il prelievo venatorio, è consentito, se misure, come steccati e cani a protezione delle greggi, non sono efficaci.
Il Governo della RFT, è obbligato, una volta passati 5 anni dalla modifica del “Bundesjagdgesetz”, a riferire sui risultati della modifica e, se necessario, adottare ulteriori ”aggiustamenti” normativi.
La quantità di lupi, che formano un “Rudel” (un branco), dipende dalle prede, che riescono a procurarsi sul loro “territorio”, che, in genere, varia tra 100 e 380 Km2.
Come si procede al conteggio dei lupi? Si contano i branchi e la loro consistenza; il relativo monitoring, è di competenza dei “Länder”, che sono competenti altresí per il cosiddetto Bestandsmanagement.
Ancora uno sguardo oltre i confini della RFT. Paesi, come la Bulgaria, la Grecia, la Polonia, la Spagna e la Romania, hanno una popolazione di almeno 1000 lupi ciascuno. Questo è emerso da uno studio, condotto dall’Università degli Studi della Svezia (Dip. Scienze agrarie), con il coordinamento della Sapienza di Roma; ha riguardato 34 Paesi europei.
In 19 di questi Paesi, il numero dei lupi è aumentato; in altri Paesi, è rimasto costante e soltanto nella Bosnia-Herzegovina, nel Montenegro e nella Macedonia del Nord, è stata registrata una diminuzione.
Nella sola UE, i lupi uccidono in media, 56.000 animali domestici l’anno.
Per risarcire gli allevatori di queste perdite, in Europa si spendono circa 17 mio. Euro l’anno. Le perdite maggiori di animali domestici, negli anni passati, sono state riscontrate in Croazia, Francia, Grecia, Norvegia e Spagna.
Vi è, tuttavia, anche un aspetto positivo, che la diffusione del lupo ha in Europa. I lupi, “controllando” la popolazione di cervi e di caprioli, contribuiscono a ridurre i danni alla vegetazione forestale (abeti, larici, ecc.).
C’è chi sostiene, che vi sia una correlazione tra il prelievo di pochi esemplari di lupi (ad opera di cacciatori, appositamente autorizzati) e la diminuzione dei danni al bestiame, cagionati dai lupi al bestiame.
Sta di fatto, che in due “Länder” dell’Austria, dati statistici, sembrerebbero avvalorare la tesi di cui sopra.
Infatti, nel 2022, il numero dei capi di bestiame uccisi o feriti da lupi, sono “scesi” da 335 a 145 e, rispettivamente, da 398 a 119. C’è chi sostiene, che gli abbattimenti (mirati) fungerebbero da “deterrente”.
Anche la Svizzera ha provveduto a riformare la legge sulla caccia e sulla protezione della fauna.
Questa modifica (2022) ha consentito, che in un Cantone (confinante con l’Italia), è stato autorizzato l’abbattimento di alcuni branchi di lupi e di una quantità di cuccioli di lupi (oltre una ventina). Inoltre, vi è stato il prelievo di una quindicina di lupi particolarmente aggressivi, al fine di tutelare il bestiame.