“Messenger Überwachung” in Austria

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“Messenger Überwachung” in Austria
 

Nessuno dubita – ragionevolmente – che l’intercettazione di comunicazioni – anche se operate su mezzi digitali – costituisca un “intervento” grave sui diritti fondamentali della persona, in particolare, sui diritti alla vita privata e familiare (Art. 8 CEDU), nonchè sul diritto – altrettanto fondamentale – della protezione dei dati.

Nella nostra epoca – detta anche “digitales Zeitalter” - l’”Überwachung” di comunicazioni IT, assume particolare importanza, anche per chi, ancora, non è stato “a contatto” con La giustizia penale.

Per intercettazione s’intende la “presa di cognizione” o “captazione”, che dir si voglia, di notizie e informazioni, che una persona fisica – attraverso una rete di comunicazione – trasmette a distanza o riceve.

Quindi non si tratta soltanto della “classica” telefonata, ma anche di “e-mails”, di “visite” di pagine WEB e della comunicazione in genere, basata sulla tecnica IT. Di rilevanza, in proposito, è, non soltanto l’avvenuto contatto tra persone fisiche (con chi, quando: sono, queste, le cosiddette Verkehrsdaten), ma la presa di cognizione, da parte della PG (e a insaputa dell’intercettato), del contenuto del contatto; presa di cognizione, nella quale si sostanzia l’”intervento” (grave) nella sfera privata della persona.”Curae leves loquuntur, ingentes stupent” (in M. de Montaigne, Saggi, Libro I, Cap. II).

Questa “presa di cognizione”, è una “verdeckte Ermittlungsmaßnahme”, vale adire, un atto posto in essere a insaputa dell’intercettato, per cui la relativa disciplina normativa, prevede presupposti stringenti, stante la “delicatezza” di una “Maßnahme” del genere; presupposti, sia di carattere sostanziale, che formale.

 La “Messenger-Überwachung” implica, che la PG possa “infiltrarsi” nelle apparecchiature (elettroniche) da “sorvegliare”, o, meglio, alle quali può accedere, con un particolare “Software”, prima ancora che il messaggio venga “verschlüsselt” (criptato, cifrato).

 Va notato, che in Austria, una normativa simile, era stata introdotta nella StPO, già nel 2018 (cosiddetto Bundestrojaner), ma era stata dichiarata incostituzionale dal “VfGH” (Corte costituzionale), ancor prima della sua entrata in vigore.

Aveva ritenuto, allora, la Corte costituzionale, che l’”intervento” (su diritti fondamentali della persona), fosse troppo “ampio” (o “penetrante”, che dir si voglia) e che il previsto “Rechtsschutz” (tutela della persona “oggetto” dell’intercettazione) carente.

Alla PG e al PM, non era possibile “accedere” a “verschlüsselte Nachrichten” (per esempio a “Signal” o a “WhatsApp”, fino a quando il Nationalrat, il 9.7.25, non aveva approvato la (nuova) “Messenger-Überwachung”); da qui l’esigenza, avvertita dal legislatore, di approntare nuove disposizioni normative, al fine di rendere possibile la presa di cognizione (del contenuto) di queste comunicazioni, la cosiddetta Gefährder-Überwachung.

Al fine di evitare una nuova dichiarazione di incostituzionalità da parte del “VfGH”, la predetta infiltrazione, sarà limitata a fattispecie di reato particolarmente gravi (e allo spionaggio ai danni dell’Austria).

Sarà ammissibile, che l’intercettato (o infiltrato, che dir si voglia), possa rivolgersi al “Rechtsschutzbeauftragten” (§§ 47 a, 147 StPO); anzi, questi interviene già in fase di preparazione della “Maßnahme”.

Vediamo ora, quali sono i presupposti, in presenza dei quali, in Austria, si potrà far luogo alla “Messenger-Überwachung verschlüsselter Chats” (Signal, WhatsApp).

  1. I sospetti, che venga commesso un grave reato mediante ricorso WhatsApp o servizi similari, devono essere “dringend” (gravi)
  2. È necessaria l’autorizzazione da parte dell’autorità giudiziaria (e, precisamente, di un collegio composto da tre giudici)
  3. La “Maßnahme” deve essere controllata dal “Rechtsschutzbeauftragten”.

D)  Sotto il profilo “tecnico”, è da notare, che l’installando “Software” (detto Bundestrojaner), deve consentire soltanto l’accesso a singoli dati del “Messenger-Dienst” (per cui è esclusa una “vollständige Online-Durchsuchung” di tutto il sistema).

E) Qualora siano state disposte più di 30  “Überwachungen” in un anno, deve essere inviato un “Sonderbericht” a un’apposita commissione.

F) Lo scopo precipuo della “Messenger-Überwachung”, è prevenire gravi attentati e reati contro l’ordinamento liberal-democratico nonchè consentire agli organi di polizia, di essere supportati nella loro attività di prevenzione (in particolare, per evitare anche “verfassungsgefährdende Aktionen”, reati perpetrati da estremisti o da terroristi, che, nel passato, si sono avvalsi di canali di comunicazione del genere di cui sopra). Ha ritenuto il legislatore, che la “Messenger-Überwachung” consentirà ”zeitgemäße Ermittlungsmöglichkeiten” (modalità di indagine al passo con i tempi).

 Il disegno di legge – governativo – è stato approvato definitivamente dal “Nationalrat” con 105 voti favorevoli e 71 contrari (nel luglio 2025).

Uno dei partiti di opposizione, aveva già annunciato, in occasione della   discussione in aula, che ricorrerà alla Corte costituzionale, al fine di far verificare la costituzionalità della (nuova) legge istitutiva della “Messenger-Überwachung”.

L’avvenuta approvazione della predetta legge, ovviamente, è stata “salutata” dal ministro dell’Interno, che ha sottolineato, che la legge rispetterebbe elevati standards internazionali, anche se prevede “erweiterte Überwachungsmöglichkeiten”, per cui il giorno di approvazione del disegno di legge de quo, sarà ricordato come un giorno particolarmente importante per la sicurezza interna.

La radicalizzazione nell’Internet, è - forse – la più grande sfida, alla quale si va incontro nel nostro tempo.

La “Messenger-Überwachung” costituisce, come già detto, una “eingriffsintensive Ermittlungsmaßnahme”; nel “servirsi” della stessa, deve essere tenuto conto, tra l’altro, del principio della “Verhältnismäßgkeit” (proporzionalità) e gli investigatori, anche se sono “unter hohem Ermittlungsdruck”, devono sempre essere consapevoli dei limiti – stringenti – dettati dal legislatore.

 Quali sono, dunque, in particolare, i presupposti per la “Messenger-Überwachung” a seguito dell’approvazione della relativa legge?

Norma di capitale importanza, è il § 135, Abs. 2, StPO (CPP), che prevede i quattro principali casi di applicabilità della predetta legge.

  1. L’”acquisizione” del contenuto di una trasmissione di dati, qualora e fino a quando sussista il grave sospetto, che la persona, “oggetto” dell’”Überwachung”, abbia sequestrato un’altra persona oppure “sich einer anderen Person bemächtigt” (abbia acquistato il potere di fatto su un’altra persona) e se l’acquisizione di dati è limitata a notizie, di cui si presume, che saranno inviate o ricevute dall’indagato.
  2. Se è da ritenere, che possa essere scoperto un reato doloso, commesso e punito, con pena detentiva, superiore a 6 mesi oppure, se la scoperta di un reato del genere, possa essere agevolata e il titolare dell’apparecchiatura, dalla quale è partita la notizia o alla quale è diretta, acconsente espressamente all’intercettazione.
  3. Se è da ritenere, che possa essere scoperto un reato doloso, che è stato commesso ed è sanzionato con la reclusione superiore a un anno oppure, se la scoperta possa essere agevolata e se, sulla base di determinati fatti, è da ritenere, che possano essere acquisiti dati, che riguardano l’indagato.
  4. Se, sulla base di determinati fatti, è da ritenere, che possa essere individuato il luogo, in cui si trova un imputato, che si è dato alla fuga o che è contumace, gravemente indiziato della commissione di un reato doloso, punibile con pena detentiva superiore a un anno.

La localizzazione dell’apparecchiatura tecnica, è ammissibile, nei casi di cui al comma 2, nn. 1, 3 e 4, esclusivamente per l’accertamento dei dati menzionati nel § 134, n. 2 a, StPO.

La ``Nachrichtenüberwachung“ (§ 135, Abs. 3 e § 134, n. 3, StPO), può essere disposta soltanto a seguito di autorizzazione da parte di un giudice, avvenuta su richiesta del PM (§ 137, Abs.1, StPO). Questa “gerichtliche Kontrolle”, riguarda la proporzionalità della misura, la necessità della stessa e se è atta al conseguimento dello scopo.

La persona “oggetto” della “Maßnahme”, deve essere informata ex post della stessa, consentendo un’eventuale impugnazione del provvedimento a mezzo “Beschwerde” (reclamo) o “Einspruch” (opposizione), “wegen Rechtsverletzung” (violazione di legge (§ 106 StPO)).

La “Messenger-Überwachung”, è, inoltre, limitata ai casi in cui, altrimenti, indagini si appalaserebbero inutili e se l’”Überwachung” è atta a prevenire pericoli per l’ordinamento costituzionale. Deve trattarsi di una fattispecie di reato, punita con la reclusione, nel massimo, superiore a 10 anni oppure, che si appalesi necessaria, per prevenire un reato previsto dal § 256 StGB (“Geheimer Nachrichtendienst zum Nachteil Österreichs”), vale adire, spionaggio.

Prima dell’autorizzazione dell’”Überwachung”, deve essere informato il “Rechtsschutzbeauftragte” (§§ 47 a, 147 StPO e 91 ff. SPG), il quale ha 3 giorni di tempo, per la propria presa di posizione. Successivamente, deve essere fatta istanza al “Bundesverwaltungsgericht” (supremo organo della giustizia amministrativa), competente per il rilascio  dell’autorizzazione. Scaduto il periodo di tempo, per il quale l’autorizzazione è stata rilasciata, devono essere avvisate le persone “oggetto” della “Maßnahme", quelle, alle quali le notizie sono  state trasmesse o le hanno ricevute. L’avviso deve contenere i motivi, per i quali il provvedimento è stato adottato, la durata dello stesso, le norme applicate.

Con l’introduzione della “Messenger-Überwachung”, il legislatore ha inteso reagire al “sorgere” di organizzazioni  ostili all’ordinamento costituzionale austriaco e consentire, da remoto, (”per Fernzugriff”) alla “Direktion Staatsschutz- und Nachrichtendienst - (DSN)”, l’accesso a canali di  comunicazione criptati. A tal fine, sarà impiegato “Spysoftware”.

Da più parti, sono stati avanzati dubbi in ordine alla costituzionalità della legge, che consentirà la “Messenger-Überwachung”. Lo “Spy-Software”, infatti, può essere impiegato, in assenza di uno “strafrechtlichen Ermittlungsverfahren”.  A ciò, è stato obiettato, che non è prevista una “Massenüberwachung”, ma soltanto una “Gefährderüberwachung” (“Gefährder”, sono persone, di cui, fortemente, si presume – sulla base di determinati fatti - che compiano gravi reati), il ricorso alla “Messenger-Überwachung” unicamente in casi tassativi – per la prevenzione di reati gravi e gravissimi e se i “comuni mezzi” di indagine, si appalesano “inefficienti”. È, tuttavia innegabile, che l’impiego dello “Spyware” possa aprire la via a potenziali, gravi, abusi, anche perchè  quest’”Überwachung” consente, ovviamente, l’accesso pure a contenuti che, non sono criptati. L’accesso è temporalmente circoscritto (a tre mesi, ma non è esclusa una proroga). Un ruolo importante, è destinato ad asswumere, il “Rechtsschutzbeauftragte”.

È stato anche fatto notare, che in sede di “Begutachtung” (del disegno di legge), erano  pervenute molte “Stellungnahmen”, in larghissima parte  favorevoli al “Gesetzentwurf”, predisposto dal Governo federale. D’altra parte, un esponente di punta dell’opposizione, ha osservato, che, è ben vero, che non vi sarà “Massenüberwachung”; tuttavia, si prospetterebbe una “Massengefährdung”.

Il ministro dell’Interno, ha sottolineato, che le modalità di comunicazione, sono cambiate, per cui è indispensabile, che gli organi di polizia e il “Verfassungsschutz”, nel loro lavoro,  siano dotati di strumenti all’altezza dei tempi. La radicalizzazione nell’Internet, è la più grande sfida agli “apparati” di sicurezza.

Due partiti di opposizione – benchè ideologicamente molto distanti tra di loro – hanno proposto una “Drittelbeschwerde”  dinanzi al VfGH (Corte costituzionale).

Che cos’è una “Drittelbeschwerde”?

È uno strumento “der Normenkontrolle”, con il quale una minoranza del “Nationalrat” (o del “Bundesrat”), chiede la verifica della costituzionalità di una legge (Ricordiamo, che la precedente legge sulla “Messenger-Überwachung”, era stata  dichiarata costituzionalmente illegittima prima ancora della data di entrata in vigore della medesima).

Presupposti  per la “Drittelbeschwerde”:

A) L’”Antrag” (ricorso) deve essere stato firmato da (almeno) un terzo dei deputati al “Nationalrat” o al “Bundesrat”.

B) La richiesta deve riguardare l’”Aufhebung” (l’annullamento) dell’impugnata legge o di parti della stessa.

C) A differenza di quanto prescritto per la cosiddetta “Individualbeschwerde” (ricorso individuale), nel caso della “Drittelbeschwerde”, non occorre un “Anlassfall” (un caso concreto di prospettata violazione della Costituzione federale); infatti, nella “Drittelbeschwerde”, il VfGH riesamina la norma “astrattamente”.

Motivazione della “Drittelbeschwerde” proposta dai due predetti partiti: “Gravissime violazioni dei diritti fondamentali, anche di libertà.

Altra “censura”: i “Grundrechtseingriffe” non sarebbero proporzionati e la durata trimestrale, è prorogabile.

La “Messenger-Überwachung” sarebbe uno strumento di interferenza molto incisivo, al quale corrisponderebbe un “enormes Missbrauchspotential”.

Con il ricorso al “VfGH” - hanno detto esponenti politici dell’opposizione - intendono “salvaguardare la democrazia” ed evitare un “überschießenden Eingriff in die Grundrechte”. Il “Software”, che verrebbe utilizzato, sarebbe un “Bürgerbespitzelungssoftware" e consentirebbe una “Totalüberwachung” della popolazione.

All’esecutivo verrebbe dato in mano un “digitaler Generalschlüssel”, con accesso anche a “private Details” e non sarebbe esclusa una pericolosa esposizione dell’Austria alle aziende estere produttrici del “Software”.

Vedremo,….quando e in che modo, si pronunzierà la Corte costituzionale.