MASINI, ELISEO: Sacro Arsenale, overo prattica dell’offitio della Santa Inquisitione
MASINI ELISEO
Sacro Arsenale, overo prattica dell’offitio della Santa Inquisitione. Con l’insertione d’alcune regole fatte dal P. Inquisitore Tomaso Menghini domenicano, e di diverse annotationi del dottore Gio. Pasqualone fiscale della Suprema Generale Inquisitione di Roma. Et in questa terza impressione agiuntavi la settima denuntia fatta dal sudetto padre per li spontecomparenti, impressa in Ferrara 1687 e corretta in alcune cose la parte decima degli avvertimenti, quali sono posti in ordine d’alfabetto con un indice a parte.
Roma & in Bologna, per il Longhi, 1716.
Cm. 21,5, pp. (4) 500 (8) [indice dei dei titoli postposto in fine]. Legatura coeva in piena pergamena rigida con titoli ms. Antica nota di possesso ms. al frontespizio. Sporadiche fioriture/macchiette e lievi aloni marginali limitati a poche cc. Esemplare genuino e complessivamente ben conservato.
Eliseo Masini, nato a Bologna nella seconda metà del XV secolo e morto a Genova nel 1627, fu commissario del S. Uffizio, giudice della fede e inquisitore ad Ancona, Mantova e Genova. "Dall’attività di giudice, il M. trasse ispirazione per compilare quello che restò per molto tempo il solo manuale in volgare destinato ai giudici del S. Uffizio romano: il Sacro arsenale overo Prattica dell’officio della Santa Inquisitione (Genova 1621). Il successo fu quasi immediato, anche perché il testo si presentava come un vademecum d’ufficio privo del consueto e sovrabbondante commento alle fonti bibliche, giuridiche e teologiche che, ancora nella prima metà del Seicento, appesantiva le pratiche e i testi di diritto inquisitoriale. Inoltre il S. Uffizio romano non poteva vantare né le istruzioni in volgare che la Suprema spagnola fece distribuire sin dalla nascita ai giudici di distretto, né le guide o i compendi che autori come Diego de Simancas o Pablo García avevano compilato negli anni Sessanta del XVI secolo. Il Sacro arsenale colmava dunque un vuoto editoriale grazie a un sapiente collage compilato a partire dalla Breve informatione per i vicari e dalle lettere circolari che la congregazione, dagli anni Ottanta del Cinquecento, aveva inviato ai giudici locali per mettere a conoscenza i singoli uffici del tribunale delle proprie prescrizioni amministrative o giudiziarie" (cfr. voce M. in DBI, vol. 71).
Edizione tra le più complete di questo celebre manuale per l’inquisitore che doveva esaminare (e nel caso procedere alle diverse forme di tortura) eretici, sospetti d’eresia, fautori degli eretici, maghi, streghe, incantatori, bestemmiatori, oppositori del S. Uffizio, ebrei e infedeli.
Cfr. Iccu; Edizioni giuridiche antiche in lingua italiana, II, 1, p. 113. (S115)
[Volume segnalato sul sito www.libriantichionline.com]
MASINI ELISEO
Sacro Arsenale, overo prattica dell’offitio della Santa Inquisitione. Con l’insertione d’alcune regole fatte dal P. Inquisitore Tomaso Menghini domenicano, e di diverse annotationi del dottore Gio. Pasqualone fiscale della Suprema Generale Inquisitione di Roma. Et in questa terza impressione agiuntavi la settima denuntia fatta dal sudetto padre per li spontecomparenti, impressa in Ferrara 1687 e corretta in alcune cose la parte decima degli avvertimenti, quali sono posti in ordine d’alfabetto con un indice a parte.
Roma & in Bologna, per il Longhi, 1716.
Cm. 21,5, pp. (4) 500 (8) [indice dei dei titoli postposto in fine]. Legatura coeva in piena pergamena rigida con titoli ms. Antica nota di possesso ms. al frontespizio. Sporadiche fioriture/macchiette e lievi aloni marginali limitati a poche cc. Esemplare genuino e complessivamente ben conservato.
Eliseo Masini, nato a Bologna nella seconda metà del XV secolo e morto a Genova nel 1627, fu commissario del S. Uffizio, giudice della fede e inquisitore ad Ancona, Mantova e Genova. "Dall’attività di giudice, il M. trasse ispirazione per compilare quello che restò per molto tempo il solo manuale in volgare destinato ai giudici del S. Uffizio romano: il Sacro arsenale overo Prattica dell’officio della Santa Inquisitione (Genova 1621). Il successo fu quasi immediato, anche perché il testo si presentava come un vademecum d’ufficio privo del consueto e sovrabbondante commento alle fonti bibliche, giuridiche e teologiche che, ancora nella prima metà del Seicento, appesantiva le pratiche e i testi di diritto inquisitoriale. Inoltre il S. Uffizio romano non poteva vantare né le istruzioni in volgare che la Suprema spagnola fece distribuire sin dalla nascita ai giudici di distretto, né le guide o i compendi che autori come Diego de Simancas o Pablo García avevano compilato negli anni Sessanta del XVI secolo. Il Sacro arsenale colmava dunque un vuoto editoriale grazie a un sapiente collage compilato a partire dalla Breve informatione per i vicari e dalle lettere circolari che la congregazione, dagli anni Ottanta del Cinquecento, aveva inviato ai giudici locali per mettere a conoscenza i singoli uffici del tribunale delle proprie prescrizioni amministrative o giudiziarie" (cfr. voce M. in DBI, vol. 71).
Edizione tra le più complete di questo celebre manuale per l’inquisitore che doveva esaminare (e nel caso procedere alle diverse forme di tortura) eretici, sospetti d’eresia, fautori degli eretici, maghi, streghe, incantatori, bestemmiatori, oppositori del S. Uffizio, ebrei e infedeli.
Cfr. Iccu; Edizioni giuridiche antiche in lingua italiana, II, 1, p. 113. (S115)
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