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Specializzazione medica - Corte di Giustizia: lecito porre una condizione all’erogazione della borsa di studio

18 ottobre 2017 -
Specializzazione medica - Corte di Giustizia: lecito porre una condizione all’erogazione della borsa di studio

Con le seguenti opinioni, l’Avvocato Generale della Corte di Giustizia sostiene che una normativa interna che pone una condizione all’erogazione di una borsa di studio non osti necessariamente all’applicazione del diritto dell’Unione Europea.

 

I fatti

Nella Provincia Autonoma di Bolzano non è presente una Facoltà di Medicina adatta alla formazione specializzata. Per questo motivo, sulla base della legge provinciale del 3 Gennaio 1986, è stata firmata una convenzione tra la Provincia,  le università italiane e l’Austria per istituire in quest’ultima posti aggiuntivi per la formazione medico-specialistica.

La Sign.ra Federspiel intraprende un percorso di formazione medica specializzata a tempo pieno presso l’Università di Innsbruck (Austria). Per questo riceve una borsa di studio, erogata dalla Provincia di Bolzano tramite l’Università austriaca in funzione di rimunerazione per il lavoro svolto. In cambio tuttavia, si richiede che “il medico interessato presti servizio (o, a seconda dei casi, adotti i provvedimenti necessari per prestare servizio), dopo il conseguimento della qualifica di specialista, nel Servizio sanitario pubblico della Provincia per un certo periodo”.

In data 21 Dicembre 1992, la Sig.ra Federspiel sottoscrive che si impegnerà a prestare 5 anni di attività nel Servizio Sanitario pubblico della Provincia entro 10 anni dal conseguimento della specializzazione. Si stabilisce che la conseguenza in caso di inadempimento sarà la restituzione fino al 70% della borsa di studio, a cui sommare gli interessi legali; se invece l’inadempimento risultasse parziale, si tratterebbe di restituire fino al 14% della borsa di studio per ogni anno superiore a sei mesi di non prestato servizio.

In data 20 Febbraio 2013, in risposta ad una richiesta di attestazione della Provincia, la Sig.ra Federspiel dichiara di non aver prestato il servizio promesso. Di conseguenza, l’amministrazione le domanda la restituzione di 119 933,87 euro, derivanti dal 70% della borsa di studio percepita e dagli interessi legali.



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