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Le spese legali relative all’istanza di fallimento e sua ammissione nello stato passivo

14 maggio 2018 -
Le spese legali relative all’istanza di fallimento e sua ammissione nello stato passivo

Si dibatte, tanto in dottrina quanto in giurisprudenza, se le spese legali affrontante dal creditore, presentante l’istanza di fallimento ex articolo 6 Legge Fallimentare (R.D. 16 marzo 1942, n. 267 s.m.i.), debbano essere riconosciute nello stato passivo e se, nella ipotesi positiva, debbano essere ammesse in prededuzione, in privilegio o in chirografo.

Sul punto, vi sono, attualmente, orientamenti contrastanti ed ancora in via di definizione.

Partendo, dalla soluzione negativa, la tesi dell’insussistenza di qualsivoglia pretesa ha trovato, tra le tante, riscontro in Tribunale di Padova, 5 luglio 2005, Fall., 2006, 28, secondo cui le predette spese competono solo limitatamente alle spese vive, atteso che al creditore non serve il patrocinio legale per presentare l’istanza di fallimento”; altri provvedimenti, in sede di esame dello stato passivo, non di rado, escludono l’insinuazione del credito in quanto mancante, nell’ordinamento giuridico, di una norma che ammetta e preveda tale possibilità.

In relazione, invece, alla tesi positiva, la stessa è stata patrocinata, in primis, da parte della dottrina fallimentaristica (BONSIGNORI, FERRARA, PAJARDI), nonché da una corrente giurisprudenza di merito, che decretano l’inserimento della predetta posizione attiva in prededuzione ex articolo 111 L.F, il quale, si ricorda, al comma 2, dispone espressamente che “sono considerati prededucibili quelli così qualificati da una specifica disposizione di legge, e quelli sorti  in occasione o in funzione delle procedure concorsuali di cui alla presente legge; tali crediti sono soddisfatti con preferenza ai sensi del primo comma n. 1)”.

In sede pretoria, a tal proposito, si menzionano Tribunale di Treviso 7 marzo 2017 (tratta da www.unijuris.it), che ha statuito come “con riferimento alle spese processuali sostenute dal creditore istante per l’assistenza legale, ricorrono…i presupposti per il riconoscimento della prededuzione in chirografo ai sensi dell’articolo 111 L.F., considerata la funzionalità di quel credito alla procedura concorsuale e l’utilità per i creditori derivante dall’iniziativa del creditore”; nonché  Tribunale di Terni, 22 marzo 2012 (in Il Fallimento, 10/2012, pag. 1250 – 1252), secondo cui il credito per le spese legali sostenute dal creditore istante nel procedimento per la dichiarazione di fallimento è funzionale alla procedura, di conseguenza esso va ammesso al passivo fallimentare in prededuzione con collocazione chirografaria”, con la precisazione che “...il riconoscimento delle spese del procedimento fallimentare appare coerente con l’esigenza che, una volta abrogata l’iniziativa officiosa, all’eventuale inerzia del creditore insolvente possa sopperire la diligente iniziativa del creditore che, quand’anche non portatore di un credito di prevedibile soddisfazione in sede fallimentare, ed anche in assenza di beni aggredibili, agisca a tutela dell’intera massa dei creditori o, comunque, di quell’interesse pubblicistico che ancora permea la vicenda fallimentare”.



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n.7770 - ISSN 2239-7752

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