La progettata riforma fiscale in Austria - Breve esposizione

Riforma fiscale in Austria
Riforma fiscale in Austria

Abstract

Le riforme fiscali, sia che comportino aumenti per i contribuenti, sia che implichino una riduzione del gettito fiscale, costituiscono strumenti da maneggiare con cura. Vedremo, se la “Steuerreform” che il Governo austriaco intende attuare nei prossimi anni, avrà gli effetti che gli attuali governanti si ripromettono.

 

Indice

1. Una riforma che interessa quasi 5.000.000 di contribuenti

2. “Sozialversicherungsbonus” ed esenzione dalla presentazione di un gran numero di dichiarazioni al fisco

3. Riduzione pure della “Körperschaftssteuer”

4. Rimane la cosiddetta kalte Progression

5. In che modo verranno reperiti 2.000.000.000 Euro?

6. Lodi e critiche

 

1. Una riforma che interessa quasi 5.000.000 di contribuenti

Il 30.4.2019 il Governo austriaco ha presentato alla stampa la più volte annunciata “Steuerreform” (riforma fiscale) o, come sostengono altri, una “großangelegte Steuersenkung” (riduzione notevole del carico fiscale).

Approfitteranno della stessa, a quanto pare, soprattutto persone con retribuzione bassa, pensionati nonchè piccoli e medi imprenditori; complessivamente circa 4.800.000 contribuenti. Inoltre si renderà superfluo un gran numero di dichiarazioni al fisco.

Lavoratori dipendenti verseranno, a decorrere dal 2020, fino a 1.661 Euro in meno al fisco.

I percettori di una retribuzione (al lordo):

fino a 1.100 Euro il mese, verseranno 283 Euro in meno l'anno.

fino a 2000 Euro, 660 Euro in meno

fino a 3000 Euro, 968 Euro in meno

fino a 4.000 Euro, 1.231 Euro in meno

fino a 5.000 Euro, 1.427 Euro in meno

e fino a 6.000 Euro, 1.662 Euro in meno.

Riduzione del carico fiscale in favore dei pensionati:

fino a 1.100 Euro, 241 Euro

fino a 2000 Euro, 658 Euro

fino a 3.000 Euro, 1.063 Euro

fino a 4.000 Euro, 1.291 Euro

fino a 5.000 Euro 1.519 Euro

fino a 6.000 Euro, 1.580 Euro.

e fino a 6.500 Euro, pure 1.580 Euro.

La riforma produrrà tutti i suoi effetti a decorrere dal 2021 e fino al 2023 compreso.

 

2. “Sozialversicherungsbonus” ed esenzione dalla presentazione di un gran numero di dichiarazioni al fisco

Già a decorrere dal 2020, diverrà però operante il cosiddetto Sozialversicherungsbonus in favore dei lavoratori dipendenti e dei pensionati.

Questo “Bonus”, che andrà a favore di chi percepisce una retribuzione, rispettivamente una pensione bassa, varia a seconda dell’entità della retribuzione rispettivamente dell'assegno di pensione e sarà riconosciuto pure a circa 500.000 lavoratori autonomi e agricoltori. L'“Entlastung” sarà attuata con un rimborso di parte dei “Krankenversicherungsbeträge”.

Con un reddito o una pensione tra i 450 e i 1.350 Euro mensili (lordi), sarà pari a 350 Euro l'anno. Superata la soglia di 1.350 Euro, ha un andamento decrescente e il diritto di percepirlo, cessa per coloro che hanno un reddito o una pensione superiore a 2.101 Euro al mese.

Le entrate minori degli enti di previdenza sociale, verranno “compensate” da un contributo annuale – a carico dello Stato – pari a 900.000.000 Euro l'anno .

Ancora da definire, nel dettaglio, sono i contributi che saranno riconosciuti agli acquirenti di veicoli a motore con basse emissioni di CO 2. A tal fine è comunque prevista una spesa annua pari a 55.000.000.Euro.

Verrà abolita la cosiddetta Eigenstromsteuer, che attualmente grava sugli impianti fotovoltaici e saranno introdotte agevolazioni fiscali per i produttori di biogas e idrogeno.

Piccoli imprenditori saranno esenti dalla dichiarazione IVA, se non superano l'importo di Euro 35.000 (finora 30.000 Euro).In tal modo diverranno superflue circa 400.000 dichiarazioni.

Le agevolazioni di cui si è ora parlato, comporteranno minori entrate per il bilancio dello Stato pari a Euro 75.000.000.

A decorrere dal 2021, lo scaglione d'imposta sul reddito per “Einkommen” tra 11.001 e 18.000 Euro, verrà ridotto, da quello attuale del 25%, al 20%. Non verserà imposta, chi ha un reddito non superiore a 11.000 Euro l'anno. Con decorrenza 1.1.2022, è prevista la riduzione, dal 35% al 30%, per i percettori di un reddito tra 18.000 e 31.000 Euro; dal 42% al 40% per chi ha un reddito tra 31.000 e 60.000 Euro.

Inalterata rimane la tassazione per redditi superiori a 60.000 Euro annui.

 

3. Riduzione pure della “Körperschaftssteuer

Per quanto concerne le società commerciali, per il 2022, è prevista la riduzione della “Körperschaftssteuerdal 25% al 23 %, con un onere, per il bilancio dello Stato, pari a 800.000.000 Euro.

Viene aumentato, in misura consistente, pure il cosiddetto Gewinnfreibetrag da 30.000 a 100.000 Euro. Fino al 10 % dell'“Unternehmensgewinn” può essere versato (senza essere soggetto a tassazione), ai collaboratori (fino a un massimo di 3.000 Euro per ciascun “Mitarbeiter”).

Per la “Körperschaftssteuer” è prevista – a decorrere dal 2023 – un'ulteriore riduzione: dal 23% al 21 %, con un aggravio a carico dello Stato pari ad altri 800 milioni di Euro.

 

4. Rimane la cosiddetta kalte Progression

Il Governo federale aveva in progetto anche l'abolizione della cosiddetta kalte Progression. Gli scaglioni avrebbero dovuto “an die Inflation angepasst” (si sarebbe dovuto tenere conto dell'inflazione). Ciò non è stato fatto, perchè- a detta del Governo federale – avvantaggerebbe più i percettori di un elevato reddito, anzichè quelli con redditi bassi o medio-bassi. Attualmente, la predetta “Progression” comporterebbe entrate in favore dello Stato pari a 7 miliardi di Euro l'anno.

L'aggravio annuo complessivo per il bilancio dello Stato, in conseguenza della “Steuerreform”, se si comprende pure il cosiddetto Familienbonus (di cui sopra), è stato calcolato in 8,3 miliardi di Euro (ma c'è chi contesta questa cifra). Il “Familienbonus” comporta una “Steuergutschrift” di 1.500 Euro l'anno per ogni figlio di età inferiore a 18 anni.

 

5. In che modo verranno reperiti 2.000.000.000 Euro?

Dato che le progettate riduzioni del carico fiscale per effetto dalla “Steuerreform” de qua, saranno superiori alle entrate previste per gli anni 2020-2023 nel bilancio di previsione per i predetti anni, mancano circa 2 miliardi di Euro. Per “coprire” questo “buco”, il ministro delle Finanze è intenzionato a ridurre le spese dei singoli dicasteri, ad aumentare la tassazione dei tabacchi lavorati, delle lotterie e a introdurre la “Digitalsteuer”.

Anche la favorevole situazione economica (è prevista la crescita del PIL nella misura dell'1% circa nei prossimi anni), dovrebbe comportare un maggior gettito fiscale, per cui si ritiene che il progettato disavanzo di 2 miliardi di Euro circa, potrà essere “ausgeglichen”. Con ciò il Governo federale è venuto meno all'originaria promessa, secondo la quale la riduzione del carico fiscale, non avrebbe comportato nessun aumento della tassazione.

Da quanto ora esposto, appare innegabile, che la riforma porterà benefici soprattutto a lavoratori dipendenti, pensionati, piccoli e medi imprenditori. È stato calcolato, che un lavoratore dipendente – con un reddito (lordo) di 1.500 Euro – verserà circa 500 Euro annui in meno al fisco. Il Governo federale ha sottolineato e ribadito – nel corso della conferenza stampa del 30.4.2019 – che la riforma verrà attuata senza nuove imposte o aumenti d'imposte e senza contrarre nuovi debiti. Ciò non pare esatto, almeno per quanto concerne i tabacchi e la cosiddetta Digitalsteuer.

D'altra parte, non va sottaciuto, che è prevista tutta una serie di semplificazioni burocratiche e che non saranno più necessarie ben 400.000 dichiarazioni da inoltrare alla “Finanzverwaltung”.

 

6. Lodi e critiche

Quanto il Governo federale intende attuare, è stato valutato positivamente da alcuni mezzi d’informazione di Stati confinanti con l'Austria. L'autorevole “Neue Zürcher Zeitung” ha osservato, che la riforma (indubbiamente la più incisiva dal 1945), contribuirà anche a rafforzare la concorrenzialità dell'Austria. Economisti della RFT si sono espressi nel senso che “Maßnahmen”, analoghe a quelle del Governo austriaco, dovrebbero essere prese anche dal Governo della RFT; in particolare, nella BRD, dovrebbe essere ridotto il carico fiscale per le imprese (e diminuito il costo del lavoro).

Critiche, anche pesanti, vengono mosse alla riforma dai partiti austriaci di opposizione. Si sostiene, che le annunciate riduzioni del carico fiscale, verrebbero, in pratica, “annullate” (o vanificate, che dir si voglia) dalla “kalten Progression”, per effetto della quale, fino al 2023, il fisco incasserà circa 7 miliardi Euro.

È stato detto, che con una mano si dà e con l'altra si toglie. Da fonti governative è trapelata la notizia, che l'abolizione della “kalten Progression” renderebbe necessario un aumento del debito dello Stato, cosa, che la “Bundesregierung” intende evitare ad ogni costo.

Un certo scetticismo serpeggia però anche tra gli economisti, memori di quanto avvenuto in passato, quando le sbandierate “Entlastungen” sono state “finanziate”, almeno in parte, mediante l'introduzione di nuove imposte e tasse (naturalmente, mesi dopo gli annunci, più o meno trionfali)

Secondo alcuni economisti, la valutazione, fatta dal Governo federale, che con la “Digitalsteuer” il fisco incasserà circa 200 mio. di Euro l'anno, sarebbe largamente eccessiva in quanto questa “Steuer” “frutterebbe” non più di 30.000 Euro annuali. Somme consistenti deriverebbero però da diritti doganali, ai quali saranno soggette merci ordinate in Stati non comunitari.