Legge di contenimento dei prezzi di carburanti e relativo regolamento ministeriale - Austria
Legge di contenimento dei prezzi di carburanti e relativo regolamento ministeriale - Austria
Il Nationalrat ha approvato, recentemente, un disegno di legge governativo, contenente misure intese a contenere i prezzi dei carburanti per i consumatori.
Il Governo federale è stato autorizzato a ridurre la “Mineralölsteuer” e a “limare” i ricavi delle aziende attive nel settore petrolifero e dei gestori di distributori, sempre tenendo conto, però, della “Versorgungssicherheit” (sicurezza del rifornimento).
La “manovra” del Governo federale, dovrebbe comportare una diminuzione del prezzo dei carburanti di 10 Cents per i consumatori. Esponenti dei partiti al Governo, hanno sottolineato l’importanza di questa legge, non soltanto per i consumatori, ma anche per evitare un aumento sensibile dell’inflazione.
Non è stata accolta la proposta di un partito di opposizione, di ridurre del 50% l’aliquota, che grava sugli oli minerali e di abrogare la cosiddetta CO-2 Abgabe.
A seguito degli eventi bellici in Iran, i prezzi dei prodotti petroliferi, erano aumentati pure in Austria, per cui il Governo federale, adottando le misure suddette, intende prevenire, che produttori di carburanti e Stato, possano approfittare degli aumenti, che colpiscono i consumatori.
L’entrata in vigore della legge, è prevista per il 2.4.26; il 31.12. 26, la legge è destinata “außer Kraft zu treten”. Le riduzioni di prezzo dei carburanti, dovrebbero essere “budget-neutral”, vale a dire, senza impatto sul bilancio federale e quindi non aumentare, il debito dello Stato. Il ministro delle Finanze controllerà i prezzi dei prodotti petroliferi di largo consumo. Il Governo federale sarà autorizzato, qualora le misure di cui sopra, non abbiano gli effetti sperati, a determinare – mediante regolamento e sentiti i produttori di carburanti - i prezzi dei prodotti petroliferi per un mese, fatte salve le esigenze di proroga.
La legge (che è una “Verfassungsbestimmung”, per cui era richiesta la maggioranza dei 2/3), è stata approvata da 133 deputati del “Nationalrat”; 54, avevano espresso voto contrario. Con la riduzione del prezzo dei carburanti, si tende a ridurre l’inflazione nella misura dello 0,75% e verranno concessi ulteriori contributi per le energie rinnovabili e in favore delle aziende di trasporto pubbliche.
Voci critiche provenienti dall’opposizione, hanno affermato, che la legge prevede eccessivi adempimenti burocratici, che ne minano l’efficienza.
Si sarebbe dovuto diminuire, ulteriormente, le imposte sugli oli minerali. La legge non proteggerebbe, a sufficienza, l’agricoltura e non è atta, ad assicurare la “Versorgungssicherheit” dell’Austria.
Le misure proposte dal Governo, avrebbero effetti disastrosi (?) sul bilancio federale.
La riduzione del prezzo dei carburanti di 10 Cents, sarebbe insufficiente e nuocerebbe allo sviluppo dell’economia; i costi dei trasporti, si rifletterebbero sui prezzi, non soltanto degli alimentari. Maggiori e più incisivi controlli dei produttori di carburante, dovrebbero essere previsti al fine di prevenire, che della crisi (sul mercato petrolifero) si avvantaggerebbero soprattutto società aventi una posizione dominante sul mercato.
Lo Stato dovrebbe venire in soccorso, a chi ha un reddito basso e sul quale, l’aumento del prezzo dei carburanti, nonostante la predetta legge, inciderebbe particolarmente. D’altra parte, una riduzione dei profitti delle suddette società, potrebbe avere conseguenze sui rifornimenti di carburante.
Per effetto della nuova legge, viene modificato il “Preisgesetz” del 1992 e dopo il § 5 a, è inserito il § 5 a a, che dispone quanto segue.
Qualora i prezzi dei carburanti Diesel ed Euro-Super, aumentino di entità insolita (“in außergewöhnlichem Ausmaß”), determinando una situazione di crisi, il Governo federale – se a questa situazione non (o non tempestivamente), può essere ovviato con “marktkonformen Maßnahmen”, osservando la normativa interna nonchè comunitaria e sentiti i rappresentanti delle aziende produttrici di carburante – è facoltizzato a determinare ricavi giustificati dal punto di vista economico, ma pur sempre, senza pericolo per la “Versorgungssicherheit”.
Un aumento ingiustificato dei prezzi dei carburanti, è da presumere, se i prezzi netti inseriti nell’”Oil Bulletin” della Commissione europea, paragonati ai prezzi dei due mesi precedenti, hanno subito un aumento superiore al 30%.
I margini di guadagno, giustificati dal punto di vista economico, devono “orientarsi” con riferimento a quanto disposto dal § 6, Abs. 1, del “Preisgesetz” del 1992.
La limitazione dei ricavi, non deve essere tale, da mettere in pericolo la “Versorgungssicherheit”. Se i “fattori”, che influiscono, in modo rilevante, sui prezzi, la limitazione dei ricavi, deve essere modificata o revocata.
La limitazione de qua, è circoscritta a un mese e, a tal fine, deve essere effettuata una costante evaluazione.
I controlli sui margini di guadagno, sono demandati all’”E-Control”, che ha facoltà, di richiedere informazioni alle imprese produttrici di carburanti.
Il § 5 a “Preisgesetz” del1992, richiama il § 16 della stessa legge, contenente norme sanzionatorie, per cui i contravventori, saranno puniti con sanzioni pecuniarie, il cui ammontare massimo, è di Euro 7.265 e di 14.535 Euro in caso di recidiva.
Alla predetta legge, ha fatto seguito l’elaborazione di un regolamento, predisposto dal ministero dell’Economia, che è entrato in vigore il 2. 4. 26. I ricavi delle raffinerie, dei commercianti di oli minerali e degli esercenti di distributori, scenderanno nella misura di 5 Cents (oltre ai 5 Cents già previsti dalla legge (approvata, nel frattempo, pure dal “Bundesrat”)).
Va poi notato, che la normativa regolamentare troverà applicazione per raffinerie e distributori di proprietà di grandi società (“Konzerne”); inoltre, per i proprietari, che gestiscono più di 30 distributori in Austria. La riduzione di prezzo, sarà controllata dall’”E-Control”, oltre che dal ministero delle Finanze. Gli imprenditori sono obbligati, a fornire “Unternehmensdaten” a quest’autorità di controllo.
Inoltre, le imprese sono tenute (è, questa, la cosiddetta Weitergabe), a ridurre, immediatamente i prezzi dei carburanti ai consumatori, se cala il prezzo del greggio e in conformità a questo calo; tuttavia, deve sempre essere rispettato un ricavo, che sia “angemessen”.
Il regolamento ministeriale sarà in vigore per un mese (cioè fino all’1.5.26), ma potrà essere, “außer Kraft gesetzt” qualora il rifornimento di carburanti, non si appalesi più garantito.
Ci si è chiesti, se l’intervento dello Stato, sia la risposta giusta, all’aumento del prezzo dei carburanti.
L’approvazione della legge di riforma del “Preisgesetz” del 1992, è avvenuta, dopo giorni di trattative tra i partiti (compresi quelli dell’opposizione, di cui anche i Verdi poi hanno espresso voto favorevole, dato che era necessaria la maggioranza di due terzi). Da ciò si desume, che le opinioni sono state, quasi alla fine, piuttosto distanti.
C’è chi, dopo l’approvazione della legge, ha manifestato la convinzione, che la riduzione di 10 Cents dei carburanti, avrebbe carattere “simbolico” e che le raffinerie sarebbero in grado, di eludere la normativa.
Le misure adottate, costano parecchio e gli effetti delle stesse, potrebbero essere modesti. I prezzi dei carburanti vengono determinati dal mercato mondiale (e da situazioni e/o conflitti geopolitici), sul quale il Governo dell’Austria, ha poca o nessuna influenza.
Larga approvazione, ha avuto le riduzione della tassa sugli oli minerali, che farà sí, che un “pieno” al distributore costerà circa tre Euro in meno…
Un certo scetticismo, non appare del tutto fuori luogo, dato che, sin dall’epoca romana, prezzi dettati dall’alto, non hanno avuto (o avuto soltanto in parte) gli effetti sperati. Vien da pensare all’editto diocleziano (301 d. C.); quest’imperatore, aveva ritenuto, di ridurre drasticamente l’inflazione, dettando il prezzo massimo di circa mille generi alimentari e prestazioni di servizio. Anche la minaccia della pena di morte per i contravventori, non aveva sortito gli effetti sperati.
Pure in epoca relativamente recente (accenniamo agli anni Settanta del secolo passato), i tentativi, di “imbrigliare” i prezzi al consumo, fatti dai Governi di allora, non avevano prodotto che un fallimento.
Qualcuno di noi ricorderà i manifesti, affissi (quasi) a ogni angolo di strada, con scritte cubitali “Chiama il Governo”, seguite dall’indicazione di numeri di telefono (ai quali rivolgersi).
Anche allora, l’inflazione “galoppava” e il denaro speso per i manifesti, era stato impiegato invano…..
I prezzi, li determina – da secoli e secoli – il mercato (domanda-offerta) e intervenire sullo stesso, raramente, ha condotto a risultati concretamente apprezzabili. Mi viene in mente anche Strepsiade (“Le Nuvole” – Aristofane), al quale Socrate aveva chiesto, che cosa volesse imparare. Risposta di Strepsiade: “Le misure. Giusto pochi giorni fa, un mercante (di granaglie), mi ha fregato di due misure…”