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La diffamazione a mezzo Internet nei più recenti orientamenti giurisprudenziali

24 ottobre 2016 -
La diffamazione a mezzo Internet nei più recenti orientamenti giurisprudenziali

Indice: 1. Premessa; 2. Elemento oggettivo; 3. Elemento soggettivo; 4. L’irrilevanza dell’indicazione nominativa ai fini della configurabilità della fattispecie incriminatrice; 5. La diffamazione Forum; 6. Diffamazione a mezzo Social Network: pubblicazione di post diffamatori

 

Abstract

La società ci impone una riflessione in merito alle regole giuridiche necessarie al fine di sfruttare al meglio le potenzialità di internet. Quest’ultimo è uno strumento che consente l’esplicazione della personalità dell’individuo in condizioni di assoluta democrazia ed uguaglianza, ma, al tempo stesso, può essere utilizzato per ledere in maniera dirompente proprio i suddetti aspetti.

L’elaborato ha l’intento di fornire le coordinate giuridiche di riferimento con lo sguardo rivolto a fatti lesivi dell’onore e della reputazione, partendo dal presupposto che, ad oggi, l’immissione nella rete di frasi e/o immagini offensive ovvero denigratorie rientra a pieno titolo nello schema del delitto di diffamazione commesso attraverso il peculiare mezzo di pubblicità della rete.

Si analizza, dunque, il reato di diffamazione aggravata di cui all’articolo 595 c.p., comma 3, al fine di rendere noto ai lettori che la rete non è una zona franca dal diritto.

Tutti gli argomenti sono trattati alla luce dei nuovi orientamenti giurisprudenziali.

 

1. Premessa

La diffamazione in esame è un tipico reato conseguente al fenomeno del commercio elettronico, in quanto utilizza la diffusività della rete per colpire l’immagine della persona offesa danneggiandone la reputazione. Si tratta di un cd. crimine tradizionale portato a termine in chiave tecnologica, per il quale l’uso di strumenti informatici telematici è semplicemente funzionale al raggiungimento dello scopo prefissato.

Internet permette a chiunque abbia una sufficiente alfabetizzazione informatica la piena libertà di accesso all’informazione, consentendogli sia di fornire sia di attingervi. Le restrizioni alla comunicazione attraverso la rete possono essere solo restrizioni fondate sulla tutela di beni di pari rango costituzionale e di pari valore sociale, secondo quanto discende dall’applicazione del principio del bilanciamento degli interessi. In quest’ottica un ruolo di assoluto rilievo, quale limite esterno alla libertà di manifestazione del pensiero, deve essere riconosciuto al rispetto dei diritti della persona. La rete non può essere intesa come una "zona franca" del diritto, ma altro non è che uno dei luoghi nei quali l’individuo svolge la sua personalità. Come tale reclama giuridico rilievo.  Anche in rete devono essere rispettati il diritto al nome, all’immagine, all’onore, alla reputazione e i nuovi diritti della persona alla riservatezza, all’identità personale, non ultimo, all’oblio.

La tutela dei beni quali l’onore e la reputazione, tuttavia, va contemperata con una delle libertà fondamentali dell’individuo, costituzionalmente garantita dall’articolo 21, ovvero la libertà di manifestazione del pensiero. Esistono beni giuridici idonei a contrapporsi validamente a questo diritto non tanto perché l’apporto dialettico sia per sé dannoso quanto perché esso si riferisce ad argomenti di scarso rilievo, il cui compiuto svolgimento può risultare meno importante di altri valori con cui entra in rotta di collisione.



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