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Crowdfunding: è nato un nuovo mercato unico in Europa!

Lecce, San Cataldo
Ph. Antonio Capodieci / Lecce, San Cataldo

Dal 10 novembre, grazie al regolamento UE 2020/1503 sull’European Crowdfunding Service Providers (ECSP), le piattaforme di equity e di lending crowdfunding hanno aperto i loro orizzonti a un nuovo mercato europeo dal valore di circa 3 miliardi di dollari.

Dopo aver analizzato il contenuto di questa novità legislativa: Linkin questa sede vorrei focalizzare la mia attenzione sul suo impatto nel mercato attuale.

 

Un nuovo mercato unico europeo: Le principali novità

Tre sono le principali novità che si ritrovano nella novità normativa:

1) Tutte le piattaforme di equity e lending crowdfunding attive in Europa saranno operative su tutto il territorio comunitario, indipendentemente dalla nazione di appartenenza.
Le società autorizzate in Italia ad effettuare tali operazioni potranno ricercare capitale in tutti gli stati comunitari, aumentando in questo modo le loro opportunità di ricevere contributi a sostegno dei progetti.
Grazie alla nuova normativa, di riflesso, vedremo l’ingresso nel nostro paese di piattaforme estere che accresceranno le opportunità di finanziamento per gli investitori italiani interessati.

2) La seconda novità è invece relativa all’introduzione di un nuovo modello ibrido che permetterà agli operatori di ospitare sullo stesso portale sia campagne di equity che di lending.

3) Terza novità riguarda invece il tema della trasparenza. La nuova normativa, per tutelare i piccoli risparmiatori non professionali, ha introdotto infatti un regime molto accurato in materia.
In particolare, in fase di registrazione il nuovo investitore dovrà effettuare un test d’ingresso per verificare l’esperienza finanziaria e dovrà altresì indicare quali sono gli obiettivi di investimento e la comprensione di base dei rischi connessi.

 

Un nuovo mercato unico europeo: in Europa quali sono i trend?

Oltralpe, tra i nostri concorrenti più in gamba ritroviamo sicuramente Francia e Germania.

Secondo il report 2021 di CrowdfundingHub, il crowdfunding francese nel 2020 ha raggiunto un valore di raccolta pari a 1,02 miliardi di euro mentre quello tedesco è arrivato a 1,26 miliardi.

La relazione sottolinea inoltre che «nei prossimi 5 anni, il regolamento ECSP non solo promuoverà lo sviluppo del crowdfunding in più paesi in Europa, ma garantirà inoltre che il Crowdfunding sia integrato come componente chiave nel mercato dei capitali dell’Unione europea. Ciò rafforzerà la collaborazione tra le autorità pubbliche e le piattaforme di crowdfunding per i modelli di match-funding. Consentirà inoltre di distribuire fondi privati e pubblici, compresi i Fondi strutturali europei, attraverso piattaforme di crowdfunding».

L’Italia in questo mercato è sicuramente uno dei paesi più all’avanguardia in questo senso.
Nel nostro paese, infatti, la regolamentazione della materia equity è iniziata già nel 2013.

 

Un nuovo mercato unico europeo: l’entusiasmo del settore

«Il regolamento europeo è un importante passo in avanti nell’evoluzione del Crowdinvesting, che ci permette di uscire dai confini italiani” commenta Tommaso Baldisserra PacchettiCeo di CrowdFundMe.

Grazie al nuovo regolamento europeo, CrowdFundMe adesso può espandersi sia a livello nazionale che europeo, raccogliendo fondi per startup e PMI anche tra gli investitori di altri Paesi dell’Unione”.

Stesso entusiasmo per questa apertura al mercato internazionale è diffuso anche tra altre piattaforme come EvenFi (ex Criptalia), Opyn e Re-Lender.

 

Un nuovo mercato unico europeo: preoccupazioni in vista

Nonostante la novità legislativa abbia ricevuto grande riscontro da parte dei titolari delle principali piattaforme, ci sono anche dei lati critici da dover considerare.

Angelo Rindone di Crowdcore, società che sviluppa software per le piattaforme di crowdfunding, ha stimato che l’adeguamento delle piattaforme esistenti al regolamento europeo, costerà “tra i 20 e i 60mila euro a piattaforma solo per gli adempimenti obbligatori. Ma la spesa totale potrà essere molto più alta, perché va rivista anche tutta la parte di due diligence e di user experience delle attuali piattaforme. A partire, per esempio, dalla localizzazione dei siti. Credo che non basterà solo l’inglese e l’italiano, ma considererei anche il francese e il tedesco. Le piattaforme dovranno aumentare i volumi su diversi mercati per essere competitive”.

I costi in questione saranno particolarmente gravosi per le piccole piattaforme, la cui vita è appena cominciata e per le quali dette cifre sono insostenibili. Tutte queste spese bloccheranno l’espansione oppure le piattaforme riusciranno a cogliere l’opportunità?

Il periodo transitorio di un anno dall’entrata in vigore, previsto dal regolamento, è appena iniziato e l’adeguamento delle piattaforme sarà probabilmente graduale.

La corsa del crowdfunding europeo è appena cominciata!