Banca - Tribunale di Catania: condannata società correntista al risarcimento in favore della Banca per lite temeraria

Banca - Tribunale di Catania: condannata società correntista al risarcimento in favore della Banca per lite temeraria
Banca - Tribunale di Catania: condannata società correntista al risarcimento in favore della Banca per lite temeraria

Il 30 ottobre 2018, il Tribunale di Catania, in un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, ha emesso una sentenza con cui ha rigettato in toto l’opposizione e condannato la società correntista alle spese di causa ed al risarcimento in favore della Banca per lite temeraria.

Tale Sentenza segna una decisa battuta di arresto della pratica dei correntisti di sostenere le proprie doglianze mediante atti di citazione impersonali, spesso non assistiti da perizie di parte e che presumono di poter affidare al Ctu l’onere di provare la pretesa postulata.

Il Tribunale dà atto della indicazione nella contrattualistica dei tassi di interesse e delle altre condizioni economiche, ivi incluso della Commissione di massimo scoperto ritenuta “espressamente fissata” e dunque riconosciuta.

Importante anche la posizione assunta in merito alla presunta usurarietà: viene infatti dichiarata “generica” la deduzione in ordine al presunto superamento dei tassi fissati dalla L.108/96, giacché il correntista non ha indicato in quali trimestri e in che misura la banca avrebbe applicato interessi superiori al limite fissato dalla citata normativa. 

Un’altra importante pietra miliare viene posta in merito alla “unicità dei rapporti” che il Magistrato catanese esclude in quanto non riscontrata la “coincidenza della data di accensione del secondo rapporto con la data chiusura del primo” ed inoltre perché “non è provato che il saldo del rapporto più risalente sia stato girocontato sul conto di più recente apertura” ed infine “per la mancanza del requisito di identità degli intestatari del primo e del secondo conto”.

Per visualizzare il testo della sentenza clicca qui.

(Tribunale di Catania, Sentenza 30 ottobre 2018, n. 4287/2018)