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Affido condiviso, le ragioni di un intervento normativo

05 luglio 2018 -
Affido condiviso, le ragioni di un intervento normativo

Indice

1. La vicenda processuale

2. Criticità e possibilità di un percorso alternativo più corretto

3. Linee di indirizzo della riforma

 

Abstract

La Legge 8 febbraio 2006 n. 54 ha introdotto il regime dell’affido condiviso in caso di separazione dei genitori come regola generale. Ciononostante, come dimostrano i dati ISTAT 2015, la giurisprudenza non sembra essere andata oltre al mero dato formale del regime di responsabilità genitoriale, in nulla modificandosi il resto delle modalità (tempi, regime di mantenimento) applicative. Un percorso interpretativo maggiormente rispondente al diritto alla bigenitorialità del minore è possibile già alla luce del quadro normativo vigente, anche se, attesi i risultati, appare auspicabile una riforma sistematica e coerente della materia anche a partire da una più corretta terminologia.

Nonostante siano ormai trascorsi oltre dodici anni dall’approvazione della Legge 8 febbraio 2006 n. 54 in tema di affido dei figli in caso di separazione dei genitori, la questione può dirsi tutt’altro che pacificamente risolta.

Con una recente ordinanza, il Tribunale di Potenza (Prima Sezione Civile ordinanza 18 maggio 2018) ha risolto una controversia in tema di affido di una minore, ricorrendo al criterio desueto della maternal preference, di cui non v’è traccia nella novella del 2006.

 

1. La vicenda processuale

Per meglio comprendere quanto sia auspicabile un intervento del legislatore, vale la pena riassumere brevemente la vicenda.

Al termine di una convivenza da cui era nata una figlia, i genitori chiedono, tra le altre domande, l’affido congiunto della stessa con “collocazione” ognuno presso di sè e regolamentazione del “diritto di visita” dell’altro genitore e la sua condanna al pagamento di un assegno di mantenimento in favore del “collocatario”.

L’attività istruttoria, per quanto ne viene dato atto in motivazione, si limita alla semplice acquisizione di documenti.

Al termine di un’istruttoria così limitata, il Tribunale “tenuto conto della tenera età del minore” dispone l’affido condiviso mediante la “collocazione in via privilegiata presso la madre” e riconoscendo al padre una generica “facoltà di frequentazione” consistente in “visite” da concordarsi per modalità e durata con la madre fino al compimento del quarto anno e successivamente per due giorni a settimana senza pernottamento e due week-end con pernottamento al mese e durante le vacanze natalizie e pasquali e le ferie estive, ponendo altresì a suo carico il pagamento di un assegno mensile di € 350.



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Tribunale Bologna 24.07.2007,
n.7770 - ISSN 2239-7752

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