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Pedopornografia - Cassazione Penale: è reato detenere fumetti – anche mediante file sharing – raffiguranti abusi su minori

08 giugno 2017 -
Pedopornografia - Cassazione Penale: è reato detenere fumetti – anche mediante file sharing – raffiguranti abusi su minori

La Corte di Cassazione ha stabilito che rientrano nel concetto di materiale pornografico le rappresentazioni grafiche, frutto di fantasia, che raffigurino atti sessuali su soggetti minori di età, ragion per cui la detenzione di fumetti pedopornografici integra il reato di cui all’articolo 600-quater 1 del Codice Penale.

 

Il caso oggetto della decisione

Il Tribunale territorialmente competente condannava l’imputato per il reato di pornografia virtuale di cui all’articolo 600-quater 1 del Codice Penale per aver, tramite il programma di file-sharing denominato E-mule, raccolto e conservato un ingente quantità di immagini di pornografia virtuale (95.000 immagini), costituiti da disegni e rappresentazioni fumettistiche ritraenti soggetti minori degli anni diciotto intenti a subire atti sessuali.

Accogliendo il gravame proposto dall’imputato, la Corte d’Appello assolveva lo stesso dal reato ascrittogli per insussistenza del fatto, ritenendo che il materiale rinvenuto in possesso del prevenuto, sebbene moralmente riprovevole e, in alcuni casi, anche raccapricciante, fosse comunque non penalmente rilevante, attesa “l’assenza di una qualità di rappresentazione tale da far apparire come vere situazioni non reali, ossia una qualità tecnica così sofisticata da dare l’apparenza di una situazione  reale e da poter essere scambiata con una immagine fotografia di una situazione realmente verificatasi”.

Avverso la suddetta sentenza, il Procuratore generale presso la Corte d’Appello proponeva ricorso per cassazione, lamentando la violazione dell’articolo 600-quater 1 del Codice Penale circa la qualifica pedopornografica del materiale sequestrato, avendo il giudice di merito arbitrariamente interpretato in modo restrittivo la disposizione codicistica, escludendone l’applicabilità alle immagini fumettistiche in quanto bidimensionali, essendo di contro la fattispecie destinata a punire la detenzione consapevole delle immagini virtuali idonee, per la loro capacità di far apparire vere situazioni non reali, ad alimentare il desiderio sessuale nei confronti di soggetti minori.



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