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La copia cartacea dello screenshot ha valore probatorio

Corte di Cassazione, Sezione V penale, 16 gennaio 2018, n. 8736 16 maggio 2018 -

Di Andrea Ranghino

 

Sommario

1. Il caso

2. La nozione di “documento” di cui all’articolo 234 comma 1 del codice di procedura penale e le garanzie previste per l’acquisizione dei dati informatici

3. Conclusioni

 

1. Il caso

Su un quotidiano on line venivano pubblicati alcuni articoli dal contenuto diffamatorio in danno del presidente di una Provincia. All’esito del primo grado di giudizio il Tribunale emetteva una sentenza di condanna per il reato di diffamazione: la prova decisiva della colpevolezza sembra essere stata desunta da una copia cartacea delle schermate telematiche del sito internet (prodotta dalla parte civile), da cui risultava che l’imputato fosse l’autore degli articoli e il direttore responsabile del giornale on line.

La condanna era successivamente annullata dalla Corte di Appello, che, al contrario, non riteneva attendibile tale prova documentale, non essendo vidimata da un notaio e in mancanza di dati ulteriori che ne confermassero la certezza e l’autenticità.

Con la sentenza in commento la V sezione della Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di assoluzione, ritenendo, invece, utilizzabile e attendibile la copia delle schermate del sito internet su cui erano stati pubblicati gli articoli dal contenuto diffamatorio.

A supporto della propria decisione il Giudice di legittimità ha osservato, anzitutto, che l’estrazione di dati archiviati su un supporto informatico non costituisce un accertamento tecnico irripetibile neppure in seguito all’entrata in vigore della l. 48/2008.

La Corte ha precisato, inoltre, che con tale legge si è introdotto solamente l’obbligo per la polizia giudiziaria di rispettare determinati protocolli di comportamento, senza prevedere alcuna sanzione processuale nel caso gli stessi non fossero attuati. La violazione della normativa, dunque, si rifletterebbe unicamente sul piano dell’attendibilità della prova acquisita tramite l’accertamento.

Si è rilevato, poi, che i dati di carattere informatico contenuti nel computer rientrano tra le prove documentali, in quanto rappresentano cose e che per l’estrazione di tali dati non occorre alcuna particolare garanzia, trattandosi di un’operazione esclusivamente meccanica.

È richiamata, inoltre, una recente pronuncia in cui si sostiene che i fotogrammi scaricati dal sito internet Google Earth costituiscono prove documentali pienamente utilizzabili ai sensi dell’articolo 234 comma 1 del codice di procedura penale e 189 del codice di procedura penale[1].

Articolo pubblicato in: Procedura penale


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