Banca d’Italia: il cliente deve sapere la prima volta che lo si segnala a sofferenza

"Gli intermediari devono informare per iscritto il cliente la prima volta che segnalano lo stesso a sofferenza. Tale obbligo non configura in alcun modo una richiesta di consenso all’interessato per il trattamento dei suoi dati ai fini CR, atteso che gli intermediari sono tenuti a fornire alla Banca d’Italia i dati relativi all’indebitamento della clientela per adempiere ad un obbligo previsto dalla legge (artt. 51, 66, comma 1, e 107, comma 3 T.U.B.) e sono, pertanto, esonerati dall’obbligo di acquisire il consenso dell’interessato".

Lo ha stabilito la Banca d’Italia nella Circolare del 4 marzo 2010, che ha altresì precisato che "L’appostazione a sofferenza implica una valutazione da parte dell’intermediario della complessiva situazione finanziaria del cliente e non può scaturire automaticamente da un mero ritardo di quest’ultimo nel pagamento del debito. La contestazione del credito non è di per sé condizione sufficiente per l’appostazione a sofferenza."

(Banca d’Italia, Circolare 4 marzo 2010, XIII aggiornamento alla Circolare 11 febbraio 1991, n.1329: Centrale dei rischi. Istruzioni per gli intermediari creditizi).
"Gli intermediari devono informare per iscritto il cliente la prima volta che segnalano lo stesso a sofferenza. Tale obbligo non configura in alcun modo una richiesta di consenso all’interessato per il trattamento dei suoi dati ai fini CR, atteso che gli intermediari sono tenuti a fornire alla Banca d’Italia i dati relativi all’indebitamento della clientela per adempiere ad un obbligo previsto dalla legge (artt. 51, 66, comma 1, e 107, comma 3 T.U.B.) e sono, pertanto, esonerati dall’obbligo di acquisire il consenso dell’interessato".

Lo ha stabilito la Banca d’Italia nella Circolare del 4 marzo 2010, che ha altresì precisato che "L’appostazione a sofferenza implica una valutazione da parte dell’intermediario della complessiva situazione finanziaria del cliente e non può scaturire automaticamente da un mero ritardo di quest’ultimo nel pagamento del debito. La contestazione del credito non è di per sé condizione sufficiente per l’appostazione a sofferenza."

(Banca d’Italia, Circolare 4 marzo 2010, XIII aggiornamento alla Circolare 11 febbraio 1991, n.1329: Centrale dei rischi. Istruzioni per gli intermediari creditizi).