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Malpractice medica - Cassazione Civile: spetta al medico provare che non ci siano legami tra il trattamento sanitario e il peggioramento delle condizioni di salute

09 gennaio 2018 -
Malpractice medica - Cassazione Civile: spetta al medico provare che non ci siano legami tra il trattamento sanitario e il peggioramento delle condizioni di salute

I fatti

La causa in esame vede una paziente romana contro l’Assessorato Sanità Regione Sicilia (rappresentante legale dei sanitari coinvolti).

In seguito ad un’operazione medica ‘routinaria’, la paziente lamenta dei danni (complicanze) causati dall’équipe medica e si rivolge al Tribunale Territoriale chiedendone il risarcimento. La ricorrente afferma inoltre di non essere stata adeguatamente informata sui rischi dell’operazione e di non avere prestato un consenso chiaro e preciso al trattamento proposto dal medico, adducendo così un suo inadempimento.

Dopo essersi avvalsa della perizia di un esperto (CTU), la Corte d’Appello ritiene corretta l’operazione e attribuisce i danni lamentati ad una complicanza insorta durante l’intervento e non imputabile ai sanitari.

La paziente ricorre alla Suprema Corte di Cassazione.

 

Motivo di ricorso dinanzi alla Suprema Corte: il riformato articolo 360 del codice di procedura civile

Essendo stata impugnata per Cassazione la Sentenza di appello “con un unico motivo”, i giudici ritengono doveroso procedere alla trattazione del caso ricordando la modifica dell’articolo 360 comma I, n. 5) del codice di procedura civile, disposizione inerente il ricorso in Cassazione.

In seguito alla riforma di tale articolo, non è più possibile comparire dinanzi al Tribunale Supremo per una motivazione contradditoria o insufficiente del Giudice di merito.

La modifica legislativa, risalente al 2012, prevede un’impugnazione della sentenza di merito solo ed esclusivamente per “omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti”. Preclusa ogni contestazione o eccezione dinanzi all’organo del merito, solamente un fatto storico che è stato oggetto di discussione e decisivo ai fini di un diverso apprezzamento giudiziale consente di accedere alla Cassazione.

Nel fatto in esame, la ricorrente lamenta una “apparente motivazione” della deliberazione. Il giudice si sarebbe infatti limitato a trattare genericamente, talvolta omettendo, alcuni fatti storici discussi dalle parti e per i quali era stata richiesta una CTU.



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